Che cos’è l’Agri-PV? La guida 2026 su tecnologia, incentivi e redditività

L'agri-fotovoltaico coniuga agricoltura ed energia solare sulla stessa superficie. Questa guida spiega ai responsabili delle decisioni nel settore B2B e agli investitori come viene definito l'agri-fotovoltaico secondo la norma DIN SPEC 91434, quali sono le tipologie di impianto disponibili, come sarà la tariffa prevista dalla legge EEG nel 2026, quanto costa un impianto agri-fotovoltaico e quale rendimento è realistico — ogni dato è corredato dalla fonte primaria e dalla data di aggiornamento.

160–186 %
Efficienza di superficie (LER) del doppio utilizzo (Fraunhofer ISE)
900–1.700 €/kWp
Costi di investimento in base al tipo di impianto (Fraunhofer ISE)
~7,09 ct/kWh
Tariffa EEG per l'Agri-PV fino a 1 MW (2026)
a partire da 100.000 €
Investimento minimo in capitale proprio (investimento diretto)

Che cos’è l’Agri-PV e perché l’efficienza superficiale supera il 160 per cento?

In breve: l’agri-PV sfrutta due volte la stessa superficie: i pannelli solari sono montati su supporti sopra o perpendicolarmente tra le colture, mentre la coltivazione prosegue al di sotto. L’effetto viene misurato tramite il Land Equivalent Ratio (LER). L’impianto del Fraunhofer ISE di Heggelbach ha raggiunto il 160% nell’anno normale 2017 e il 186% nell’anno di siccità 2018: un ettaro fornisce una resa pari a quella di fino a 1,86 ettari.

Il Land Equivalent Ratio (LER) indica la superficie che sarebbe necessaria, in caso di utilizzo separato, per ottenere lo stesso rendimento complessivo derivante dall’energia elettrica e dal raccolto. Valori superiori al 100% indicano un guadagno in termini di superficie grazie alla combinazione. Il Fraunhofer ISE quantifica il LER dei propri impianti di riferimento tra 1,6 e 1,86 (Fraunhofer ISE, Guida all’agrofotovoltaico). Questo doppio raccolto, costituito da energia solare e prodotti agricoli, aumenta notevolmente l’efficienza nell’utilizzo del terreno senza soppiantare l’agricoltura.

‍ ‍

Il vantaggio aumenta negli anni di siccità: l’ombreggiatura parziale riduce l’evaporazione al suolo e allevia lo stress da calore delle piante. A Heggelbach, nel 2018 la resa delle patate è stata superiore dell’11% rispetto al valore di riferimento delle coltivazioni in pieno campo (Trommsdorff et al. 2021). In questo modo, l’Agri-PV affronta il problema della competizione per lo spazio tra energia e alimentazione, causata dagli impianti fotovoltaici a terra.

Definizione e quadro giuridico secondo la norma DIN SPEC 91434

In breve: la norma DIN SPEC 91434:2021-05 fornisce una definizione vincolante di Agri-PV. La categoria I comprende impianti sopraelevati con un’altezza libera di almeno 2,10 metri e una perdita di superficie massima del 10%. La categoria II comprende impianti a terra e verticali con una perdita di superficie massima del 15%. In entrambi i casi, la superficie deve mantenere almeno il 66% della propria resa agricola di riferimento; in caso contrario, non è considerata un impianto agri-PV.

La norma DIN SPEC 91434 definisce i requisiti minimi per l’uso agricolo prevalente: la produzione alimentare ha la precedenza rispetto alla produzione di energia solare. La differenza fondamentale rispetto al classico fotovoltaico su terreno libero è la qualifica catastale dell’area: nel caso dell’Agri-PV, l’area rimane patrimonio agricolo o forestale ed è soggetta all’imposta fondiaria di tipo A; un impianto su terreno libero la trasforma invece in patrimonio fondiario soggetto all’imposta fondiaria di tipo B (decreti dei Länder del 15/07/2022). Anche i pagamenti diretti della PAC vengono mantenuti per una percentuale compresa tra l’85 e il 90 per cento della superficie (art. 12 del regolamento sui pagamenti diretti della PAC). Dal 2024, la norma DIN SPEC 91492:2024-06 integra la normativa con requisiti relativi all’allevamento di bestiame nell’ambito dell’Agri-PV.

Agri-PV secondo la norma DIN SPEC 91434 a confronto con il classico impianto fotovoltaico a terra
CriterioAgri-PV (Cat. I / Cat. II)Impianti fotovoltaici a terra
Destinazione agricolaDestinazione d'uso principale, rendimento di riferimento ≥ 66 %Superficie dismessa, produzione esclusivamente di energia elettrica
Perdita massima di superficie10 % (Cat. I) / 15 % (Cat. II)non applicabile
Stato dell'areaI terreni coltivati / i pascoli permanenti rimangonoArea destinata a costruzioni speciali
Imposta fondiariaImposta fondiaria AImposta fondiaria B
Pagamenti diretti della PACsì, sull'85–90% della superficieno
Diritto edilizio - Aree esternein posizione privilegiata, fino a 2,5 ettari, vicino alla fattoriasolo in base al piano regolatore
Fonti: DIN SPEC 91434:2021-05; decreti regionali del 15 luglio 2022 (BStBl I 2022, 1226); § 12 GAPDZV; § 35, comma 1, n. 9 BauGB.

Quali sono le forme costruttive e le tecnologie agri-fotovoltaiche disponibili

In breve: prevalgono quattro tipologie di impianto. Gli impianti su pali alti (categoria I) sopra frutteti, vigneti e campi di luppolo forniscono da 500 a 700 kWp per ettaro. I moduli fotovoltaici bifacciali verticali secondo il principio Next2Sun (categoria II) sono adatti ai pascoli e ai terreni coltivati. A questi si aggiungono i sistemi a inseguimento solare e i moduli vetro-vetro traslucidi. I costi di investimento variano, a seconda della tipologia di impianto, da 700 a 1.700 euro per kWp.

Gli impianti agri-fotovoltaici sopraelevati hanno un'altezza libera di almeno 2,10 metri sopra la coltura, in modo che anche le macchine agricole di grandi dimensioni possano operare al di sotto di essi. Sono adatti a colture permanenti come frutta, bacche, vite e luppolo e offrono al contempo protezione da grandine, gelo e sole intenso. I moduli fotovoltaici traslucidi o semitrasparenti regolano in modo mirato la quantità di luce che raggiunge la coltura.

I sistemi con inseguimento solare (tracker) ottimizzano la produzione di energia solare facendo sì che i moduli fotovoltaici seguano la posizione del sole; ciò aumenta la resa e il valore di mercato, ma comporta costi aggiuntivi. Per le colture che necessitano di molta luce, come i cereali, sono necessari impianti agri-fotovoltaici con una maggiore distanza tra i moduli. L’agri-fotovoltaico verticale basato sul principio Next2Sun dispone i moduli fotovoltaici bifacciali in file verticali e genera energia fotovoltaica prevalentemente al mattino e alla sera, il che rende più uniforme il profilo di immissione in rete.

Panoramica delle tipologie di impianti agri-fotovoltaici: potenza, costi e colture tipiche
Tipo di costruzioneCategoriaResa/haCAPEX (€/kWp)Cultura tipica
Sospeso in altoI (≥ 2,10 m)500–700 kWp1.500–1.700Frutta, bacche, vino, luppolo
Bifacciale verticale (Next2Sun)II200–390 kWp700–1.000Pascoli, coltivazione, pascolo
A seguire (tracker)I400–700 kWp+10–20 % rispetto al prezzo fissoColture specializzate
Moduli vetro-vetro traslucidiI500–650 kWpSegmento premiumMele, frutti di bosco (protezione dalla grandine)
Tavoli fissi a terraII600–900 kWp800–1.100Prati estensivi, pascoli
Fonte: Fraunhofer ISE, studio sui costi di produzione dell’energia elettrica 2024; Next2Sun; DIN SPEC 91434, sezione 4.

Tariffe EEG 2026 e bandi della BNetzA per l'agrivoltaico

In sintesi: i piccoli impianti agri-fotovoltaici fino a 1 MW beneficiano di una tariffa di 6,59 ct/kWh (tariffa fissa di immissione in rete di 6,19 ct/kWh) più un bonus tecnologico di 0,5 ct/kWh per gli impianti a struttura sopraelevata — per un totale di circa 7,09 ct/kWh. Gli impianti di dimensioni maggiori rientrano nel bando «impianti solari speciali» con un valore massimo di 9,5 ct/kWh e un bonus di 2,5 ct/kWh — entrambi soggetti alle norme UE in materia di aiuti di Stato.

L'Agri-PV è definito nella legge EEG 2023 come «impianto solare speciale» ai sensi dell’articolo 48, comma 1, prima frase, n. 5 (coltivazione di terreni arabili, colture permanenti, pascoli permanenti). Per gli impianti fino a 1 MW si applica il valore di riferimento stabilito dalla legge pari a 6,59 ct/kWh; la tariffa fissa di immissione in rete è pari a 6,19 ct/kWh (art. 48, comma 1, art. 49 EEG 2023; LfL Baviera, aggiornato al 31/01/2026). I valori sono in vigore dal 01/08/2026, la prossima riduzione è prevista per il 01/02/2027, aggiornato al 01/08/2026.

‍ ‍

Gli impianti agri-fotovoltaici di maggiori dimensioni rientrano nel bando dedicato agli impianti solari speciali. Il valore massimo è fissato a 9,5 ct/kWh (art. 37b, comma 2, EEG 2023), a cui si aggiunge un bonus di 2,5 ct/kWh (art. 48, comma 1b, EEG 2023). Entrambi i valori derivano dal «Pacchetto solare I» e sono soggetti all’approvazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato, che al 31 gennaio 2026 non era ancora stata concessa. Nel 2026 questo sottosegmento coprirà un volume di 1.200 MW (§ 37d EEG 2023). Le prospettive di investimento sono approfondite negli articoli dedicati agli investimenti nell’agrivoltaico su terreno libero nel 2026 e all’agrivoltaico in Italia per gli investitori.

Normativa EEG 2026 per l'agrivoltaico: valori, articoli e stato attuale
RegolamentazioneParagrafoValore 2026Stato
Valore da applicare fino a 1 MW§ 48, comma 1, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) del 20236,56 ct/kWh (remunerazione fissa 6,19 ct)valido; riduzione progressiva dal 1° agosto 2026
Bonus tecnologico alle stelleArt. 38b della Legge sulle energie rinnovabili (EEG) 20230,5 ct/kWhvalido (regime transitorio)
Bonus per impianti solari specialiArt. 48, comma 1b, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 2023+2,5 ct/kWhRiserva relativa agli aiuti di Stato dell'UE
Valore massimo del bandoArt. 37b, comma 2, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 20239,5 ct/kWhRiserva relativa agli aiuti di Stato dell'UE
Volume del sottosegmento nel 2026Art. 37d della Legge sulle energie rinnovabili (EEG) 20231.200 MWoperativo
Pannelli fotovoltaici su terreni agricoliArt. 37, comma 4, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 202380 GW entro il 2030valido
Fonti: articoli 37b, 37d, 38b, 48 e 49 della legge EEG 2023; LfL della Baviera (aggiornato al 31/01/2026); Agenzia federale delle reti.

Diritto edilizio, destinazione d'uso dei terreni e fiscalità

In breve: a partire dal “Pacchetto solare I”, gli impianti agri-fotovoltaici adiacenti alle aziende agricole con una superficie fino a 2,5 ettari situati in aree extraurbane godono di un trattamento privilegiato (art. 35, comma 1, n. 9 del BauGB) — non è necessario un piano regolatore. L’area rimane patrimonio agricolo con imposta fondiaria di classe A, mentre i pagamenti diretti della PAC vengono mantenuti all’85-90%. Per gli impianti commerciali si applica la detrazione sugli investimenti ai sensi del § 7g EStG.

Il regime agevolativo previsto dall’articolo 35, comma 1, n. 9 del BauGB si applica agli impianti collegati a un’azienda agricola di superficie non superiore a 2,5 ettari. I progetti di dimensioni maggiori continuano a richiedere un piano regolatore oppure rientrano nell’ambito di applicazione della legge sulle energie rinnovabili (EEG).

‍ ‍

Dal punto di vista fiscale, l’amministrazione fiscale considera l’Agri-PV alla stregua dei beni agricoli e forestali, con vantaggi in materia di imposta fondiaria, imposta di successione e imposta sul trasferimento di proprietà immobiliare. Per gli operatori commerciali è inoltre rilevante la detrazione per investimenti ai sensi del § 7g dell’EStG (Legge tedesca sull’imposta sul reddito); la guida alla detrazione per investimenti nel fotovoltaico illustra come tale detrazione si integri con l’esenzione fiscale per il fotovoltaico.

Quanto costa un impianto agri-fotovoltaico e quale rendimento è realistico aspettarsi

In sintesi: i costi di investimento per l’agri-PV si aggirano tra i 900 e i 1.700 euro per kWp per impianti da 0,5 a 2 MWp (Fraunhofer ISE) — superiori a quelli degli impianti a terra in spazi aperti a causa della sottostruttura più complessa. Nel portafoglio del gruppo Helm, il rendimento si attesta tipicamente tra il 7 e l’8 per cento all’anno (dati del portafoglio 2024). I dati relativi al rendimento non costituiscono una garanzia di risultati futuri.

La forbice dei costi di investimento dipende fortemente dalla tipologia di impianto: gli impianti di categoria I su supporti elevati si collocano nella fascia alta con un costo compreso tra 1.500 e 1.700 euro per kWp, mentre i sistemi bifacciali verticali si attestano nettamente al di sotto, con un costo compreso tra 700 e 1.000 euro per kWp. La struttura di supporto più alta, le maggiori distanze tra i moduli e, in alcuni casi, il sistema di inseguimento spiegano il sovrapprezzo rispetto a un impianto a terra tradizionale.

‍ ‍

Per i proprietari dei terreni, l’affitto rappresenta la leva fondamentale. Per gli impianti agri-fotovoltaici a doppia destinazione d'uso, in Germania l'affitto varia da 1.000 a 3.500 euro per ettaro all'anno (Logic Energy / Gruppo Helm, dati del portafoglio 2024). I modelli completi di affitto, le clausole contrattuali e la procedura sono illustrati nella pagina dedicata all'affitto di terreni per parchi solari.

Dati chiave sull'agrivoltaico: costi, rendimento e canone di affitto
IndicatoreValoreFonte
CAPEX Agri-PV (0,5–2 MWp)900–1.700 €/kWpFraunhofer ISE
Rendimento dell'agrivoltaico (tipico)7–8 % all’annoGruppo Helm, 2024
Contratto di affitto a doppia destinazione d'uso (DE)1.000–3.500 €/ha/annoLogic Energy, 2024
Investimento minimoa partire da 100.000 € di capitale proprioLogic Energy

Quali vantaggi offre l'Agri-PV sul vostro terreno?

Verifichiamo l'ubicazione, la configurazione e il percorso di trasporto del vostro progetto agri-fotovoltaico — resa, canone di affitto o rendimento, calcolati in modo concreto anziché con valori forfettari. Gratuitamente e senza impegno.

Far verificare la superficieDiscutere dell'investimento

Quali colture sono compatibili con l'agri-PV

In breve: le colture perenni e specializzate tolleranti all’ombra sono le più adatte. Mele, frutti di bosco, luppolo e vite traggono addirittura beneficio, negli impianti sopraelevati, dalla protezione contro grandine, gelo e raggi UV. I pascoli e le miscele di erba e trifoglio si adattano bene agli impianti verticali. Patate e frumento invernale danno risultati che vanno da accettabili a buoni, a seconda dell’annata. Le colture ad alto fusto che richiedono molta luce, come il mais e i girasoli, non sono adatte.

Finora l’Agri-PV ha raggiunto il massimo sviluppo nella frutticoltura, nella viticoltura e nella coltivazione di frutti di bosco, dove i moduli garantiscono una protezione aggiuntiva alle colture di alta qualità. L’effetto sulla resa dipende dalla coltura, dall’anno e dalla tipologia di impianto. A Heggelbach, nel 2018 la resa del sedano è stata superiore del 12% rispetto al valore di riferimento in campo aperto, mentre quella delle patate ha oscillato tra il −20% in un anno normale e il +11% in un anno di siccità (Weselek et al. 2021). Per molte aziende agricole, il ricavo prevedibile derivante dalla produzione di energia elettrica compensa le lievi perdite di resa.

Idoneità colturale per l'Agri-PV con categoria raccomandata ed effetto sulla resa
CulturaIdoneitàCategoria consigliataEffetto sui ricavi
Mela, frutti di boscoottimoCat. I, traslucidoCopertura > Perdita di reddito
LuppoloottimoCat. I, 7 m di altezzastabile, antigelo
VinobeneCat. IProtezione contro i funghi e i raggi UV
PatatebeneCat. I / IIda −20 a +11 %
grano invernaleaccettabileCat. I / IIda −19 a +3 %
Erba e trifoglio / PratoottimoCat. II verticaleda −5 a −8 %, stabile
Mais / Girasole / Soiainadattofabbisogno di luce eccessivo
Fonte: Weselek et al. 2021; Trommsdorff 2023; DIN SPEC 91434, allegato.

Sette sinergie per l'agricoltura

In breve: l’agri-PV offre molto più che energia elettrica: l’ombreggiamento parziale riduce lo stress da calore e siccità, i moduli montati su supporti proteggono dalla grandine e dal gelo e l’evaporazione diminuisce. A ciò si aggiungono una seconda fonte di reddito indipendente dalle condizioni meteorologiche derivante dalla vendita di energia elettrica, la protezione dall’erosione causata dalle piogge intense, migliori condizioni di benessere degli animali nell’allevamento al pascolo e un contributo alla biodiversità grazie alla gestione estensiva del terreno sotto i moduli.

L’effetto agronomico più marcato si manifesta negli anni caratterizzati da condizioni estreme. Poiché i moduli riducono l’evaporazione e attenuano la temperatura delle colture, nel 2018 le perdite di resa sono state inferiori rispetto a un anno normale — per alcune colture l’effetto è stato addirittura positivo. Un risultato provvisorio relativo a un anno dell’impianto dimostrativo LfL di Grub ha evidenziato rese fino al 10% superiori per l’orzo estivo (TFZ Straubing / LfL Baviera, aprile 2025).

Si crea così una situazione vantaggiosa per tutti: gli agricoltori mettono al sicuro il proprio raccolto e, al contempo, producono energia fotovoltaica — un contributo alla tutela del clima e alla transizione energetica che ottimizza l’uso del suolo e può essere combinato con una gestione estensiva e la tutela della natura sotto i pannelli.

Potenziale di mercato in Germania e sette impianti di riferimento

In sintesi: il Fraunhofer ISE stima il potenziale tecnico dell’agri-PV in Germania a circa 1.700 GWp; già la riconversione del 4% dei terreni coltivabili coprirebbe gran parte dell’obiettivo solare. La legge sulle energie rinnovabili (EEG) fissa un tetto massimo di 80 GW per il fotovoltaico su terreni agricoli entro il 2030 (art. 37, comma 4, EEG 2023). Sette impianti di riferimento testimoniano il percorso dalla fase pilota a quella di commercializzazione.

Sette impianti di riferimento segnano il percorso dalla fase pilota a quella di commercializzazione — dall’impianto del Fraunhofer ISE di Heggelbach (2016) al parco solare bifacciale verticale di Löffingen da 4,3 MWp (2024). La gamma spazia da impianti da 194 kWp su terreni a coltivazione mista fino a impianti da diversi megawatt su pascoli e terreni coltivati con allevamento di bovini.

Sette impianti agri-fotovoltaici di riferimento in Germania, da Heggelbach a Löffingen
ProgettoPrestazioniTecnologiaCulturaMessa in funzione
Heggelbach (Baden-Württemberg)194 kWpCat. I, 5 m su traliccioFrutta mista09/2016
Eppelborn-Dirmingen (SL)2 MWpCat. II, bifacciale verticalepascoli09/2018
Donaueschingen-Aasen (Baden-Württemberg)4,1 MWpCat. II, bifacciale verticalepascoli07/2020
Gelsdorf (Renania-Palatinato)258 kWpCat. I, traslucido, TrackerMela05/2021
Kressbronn (Baden-Württemberg)239 kWpCat. I, semitrasparente 3,5 mMela05/2022
Au i.d. Hallertau (BY)~740 kWpCat. I, 7 mLuppolo07/2023
Löffingen (Baden-Württemberg)4,3 MWpCat. II, bifacciale verticaleColtivazione + Pascoli + Bovini11/2024

Ricerca sull'agrivoltaico e regioni modello

Questo sviluppo è sostenuto dalla ricerca nel campo dell’agri-PV. L’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari ISE ha realizzato, con l’impianto di ricerca di Heggelbach, il primo grande impianto pilota in Germania; la regione modello per l’agri-PV del Baden-Württemberg sta testando in diverse località vari sistemi agri-PV e colture, mentre la LfL della Baviera sta confrontando tre tipi di sistemi presso l’impianto dimostrativo di Grub. Questa ricerca fornisce dati affidabili sulla resa e sull’utilizzo del suolo, su cui si basano la pianificazione e la redditività.

Confronto internazionale: Giappone, Francia, Italia

In breve: il Giappone è considerato un pioniere del settore, con circa 300 MW distribuiti su circa 2.000 aziende agricole. La Francia disciplina l’agri-fotovoltaico dal 2024 tramite il decreto 2024-318 e eroga un contributo compreso tra 2.000 e 5.000 euro per ettaro di terreno in affitto. L’Italia promuove l’agrivoltaico attraverso il programma PNRR con un contributo in conto capitale fino al 40% e una tariffa obiettivo: un mercato particolarmente attraente per gli investitori.

Sono i regimi di incentivazione nazionali a guidare l’espansione: mentre la Germania disciplina l’agrivoltaico attraverso la legge EEG e i privilegi territoriali, l’Italia ricorre a un contributo diretto in conto capitale previsto dal decreto DM 436/2023. Per gli investitori di capitale, il mercato italiano risulta quindi particolarmente interessante; i dettagli, gli importi degli incentivi e le scadenze sono trattati nella guida “L’agrivoltaico in Italia come investimento”.

Agri-PV a livello internazionale: potenza, contesto e incentivi
PaesePrestazionicorniceAffitto / Finanziamento
Giappone~300 MW, ~2.000 parchi eoliciMETI-FIT dal 20138,98–16 JPY/kWh
Francia> 200 progettiDecreto 2024-3182.000–5.000 €/ha di canone di affitto
ItaliaObiettivo: 1,04 GWpPNRR / DM 436/2023sussidio fino al 40% + tariffa ventennale
Germania~14–16 MWp + progetti in cantiereDIN SPEC + EEG 2023 + BauGB1.000–3.500 €/ha; ~7,09 ct/kWh
Fonti: METI/IEA-PVPS; Légifrance; GSE; Fraunhofer ISE; LfL Baviera 2026.

Limiti e critiche fondate nei confronti dell'agri-PV

In breve: l’agri-PV non è una soluzione che funziona da sola. I costi di investimento sono superiori a quelli degli impianti a terra, mentre i sistemi su struttura elevata sono redditizi soprattutto nel caso di colture specializzate di alta qualità. Non tutte le colture tollerano l’ombreggiamento parziale, la lavorazione con macchinari di grandi dimensioni è limitata e i bonus che incidono sul rendimento sono soggetti alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

La struttura di supporto più alta e le maggiori distanze tra i moduli riducono la potenza installabile per ettaro rispetto agli impianti a terra e aumentano i costi specifici. Di conseguenza, la redditività dipende in misura maggiore dall’ubicazione, dalla coltura e dall’assegnazione degli incentivi. Finché non sarà concessa l’autorizzazione ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato per i bonus, una parte del calcolo rimarrà soggetta a incertezza — un aspetto che una pianificazione seria non può tralasciare.

Agri-PV dal 2026 al 2030: modifica della legge sulle energie rinnovabili (EEG), CfD e Pacchetto Solare II

In breve: il quadro normativo è in continua evoluzione. La riduzione semestrale continua ad abbassare la tariffa; a partire dal 2027 entreranno in vigore l’obbligo di commercializzazione diretta per i nuovi impianti e il passaggio ai contratti per differenza (CfD). I bonus per l’agrivoltaico, che incidono sul rendimento, sono ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’UE in materia di aiuti di Stato. Chi intende investire dovrebbe verificare nuovamente lo stato della normativa poco prima dell’avvio del progetto.

Per gli investitori che guardano all’imminente obbligo CfD, il documento “Obbligo CfD 2027 per gli investitori nel fotovoltaico” riassume le conseguenze di questa transizione. La guida, che analizza la logica di rendimento di base, le durate e la struttura degli investimenti diretti, valuta se il fotovoltaico sia un investimento redditizio.

Perché scegliere Logic Energy per il vostro impianto agri-fotovoltaico

Tutto da un unico fornitore

Fattibilità, autorizzazione, progettazione, costruzione (Logic Glas GmbH) e gestione all’interno di un unico gruppo: nessun rischio di interfaccia.

Doppia destinazione d'uso conforme alle specifiche DIN-SPEC

Tecnologia degli impianti e concetto di montaggio in un unico sistema: l’utilizzo agricolo principale secondo la norma DIN SPEC 91434 rimane garantito.

Responsabilità personale del titolare

Il partner per i modelli di investimento e di rendimento è mediplan Helm e.K. — responsabilità personale ai sensi degli articoli 1, 17 e 19 del Codice commerciale tedesco (HGB).

Tre mercati, un unico team

Progetti in Germania, Italia e Spagna — Ubicazione e modalità di finanziamento scelte in base alla resa e al rendimento.

In Logic Energy, l’intero valore aggiunto proviene da un unico gruppo: valutazione del sito, autorizzazioni, allacciamento alla rete, costruzione a cura di Logic Glas GmbH, messa in servizio e gestione. Questo elevato livello di integrazione riduce il rischio per l’intera durata del progetto e rende il rendimento prevedibile. Logic Energy è il marchio fotovoltaico di Logic Glas GmbH, che fa parte del gruppo Helm, attivo dal 1982.

Il vostro prossimo passo con Logic Energy

Possedete un terreno, volete produrre energia elettrica in proprio come azienda agricola o entrare nel settore come investitori con un capitale proprio a partire da 100.000 euro? Valutiamo l’ubicazione, la tipologia di impianto e le possibilità di finanziamento del vostro progetto agri-fotovoltaico e vi accompagniamo dalla fase di progettazione fino alla messa in funzione.

Fissare un primo colloquioFar verificare la superficie

Per gli agricoltori:

Siete pronti per il vostro impianto agri-fotovoltaico?

Avete terreni coltivati o pascoli e volete sfruttarli in modo duale? Con l'Agri-PV potete combinare l'agricoltura e la produzione di energia elettrica sulla stessa superficie. Almeno l'85% della vostra superficie rimane utilizzabile a fini agricoli, mentre allo stesso tempo producete energia pulita.

I vostri vantaggi:

  • Fonte di reddito aggiuntiva (affitto o vendita di energia elettrica)

  • Protezione delle vostre colture dagli eventi meteorologici estremi (grandine, piogge intense, siccità)

  • Gli aiuti agricoli dell'UE vengono mantenuti (il terreno è considerato agricolo)

  • Fabbisogno idrico ridotto grazie all'ombreggiatura parziale

  • Contributo alla protezione del clima e alla transizione energetica

Due opzioni a vostra disposizione:

  • Opzione 1: Affitto del terreno: ci affittate il vostro terreno per 20 anni. Noi investiamo, costruiamo e gestiamo l'impianto. Voi percepite i canoni di affitto e continuate a coltivare il vostro terreno come di consueto.

  • Opzione 2: Investimento autonomo. Siete voi a investire direttamente nell'impianto. Noi lo progettiamo, lo realizziamo e lo gestiamo per voi. Riceverete i ricavi derivanti dalla vendita dell'energia elettrica (notevolmente superiori rispetto alla formula di affitto, ma con un vincolo di capitale).

Grande parco solare immerso in un paesaggio rurale caratterizzato da monocolture, in parte costeggiato da alberi, in bianco e nero

PER GLI INVESTITORI:

Siete interessati a un investimento sostenibile? Contattateci!

Volete investire nel fotovoltaico senza dover cercare terreni di vostra proprietà?

Con il nostro modello di investimento Agri-PV investite in progetti con un duplice

Risultato: energia pulita E agricoltura sostenibile. Organizziamo la

Terreni e contratti di affitto con gli agricoltori – Investite in progetti già definiti,

progetti approvati.

Cosa riceverete:

  • Progetti agro-fotovoltaici pronti per la realizzazione (già progettati e autorizzati)

  • Partecipazione in impianti fotovoltaici a partire da 100.000 € o impianti completi

  • Durata di 20-40 anni con ricavi prevedibili derivanti dalla vendita di energia elettrica

  • Contratti di affitto garantiti con gli agricoltori (durata superiore a 20 anni)

  • Responsabilità personale del titolare (e.K.) – Contratto con mediplan Helm e.K.

  • Mediazione finanziaria: su richiesta, mettiamo in contatto i clienti con la nostra banca di fiducia, specializzata in investimenti nel settore fotovoltaico (in genere è richiesto un capitale proprio pari al 20-30%)

Perché l'agro-fotovoltaico è particolarmente interessante:

  • Doppio impatto sociale: energia + agricoltura combinate

  • Maggiore accettazione politica rispetto ai semplici impianti fotovoltaici a terra (fattore importante per l’ottenimento delle autorizzazioni)

  • Contratti di affitto a lungo termine molto stabili stipulati con gli agricoltori

  • Flessibilità fiscale: molti investitori ricorrono all'IAB (art. 7g della legge tedesca sull'imposta sul reddito) o agli ammortamenti straordinari

Investimento minimo: 100.000 € (partecipazione nell'inverter)

💡 Avviso importante: il presente contenuto ha esclusivamente scopo informativo generale riguardo all’Agri-PV come tecnologia e modello di investimento. Non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi ai rendimenti e le analisi economiche si basano su valori empirici e modelli di calcolo — non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. Per la vostra situazione specifica, vi preghiamo di rivolgervi a un consulente finanziario o fiscale abilitato. mediplan Helm e.K. e Logic Energy non sono consulenti finanziari o fiscali abilitati. Molti dei nostri investitori sfruttano le opportunità di ottimizzazione fiscale come la detrazione per investimenti (IAB) ai sensi del §7g EStG — si rivolga al suo consulente fiscale per valutare le possibilità nel suo caso specifico. Tutte le informazioni sono fornite senza garanzia. Aggiornato ad aprile 2026.

Domande frequenti

Che cos'è l'agri-PV, spiegato in modo semplice?

L'Agri-PV è un impianto solare che utilizza un terreno agricolo sia per la produzione di energia elettrica che per la coltivazione. I moduli sono montati su supporti sopra o perpendicolarmente tra le colture, in modo che il raccolto e l'energia solare vengano prodotti sullo stesso campo (DIN SPEC 91434:2021-05).

Quanto guadagna un agricoltore con l'agrivoltaico?

Per gli impianti agri-fotovoltaici a doppia destinazione d'uso, il canone di affitto in Germania varia da 1.000 a 3.500 euro per ettaro all'anno (Logic Energy / Gruppo Helm, dati del portafoglio 2024). L'importo esatto dipende dall'ubicazione, dall'allacciamento alla rete e dalla tipologia di impianto.

A quanto ammonterà la tariffa EEG per l'agrivoltaico nel 2026?

Gli impianti fino a 1 MW ricevono un valore di riferimento di 6,59 ct/kWh più un bonus tecnologico di 0,5 ct/kWh, per un totale di circa 7,09 ct/kWh (§ 48, § 38b EEG 2023; aggiornato al 31/01/2026). Gli impianti di maggiori dimensioni offrono fino a 9,5 ct/kWh tramite gara d’appalto, con riserva di autorizzazione in materia di aiuti di Stato dell’UE. Il 1° agosto 2026 entrerà in vigore la prossima riduzione progressiva.

Lo status di terreno agricolo viene mantenuto nel caso dell'agri-PV?

Sì. Nel caso di impianti agri-fotovoltaici conformi alla norma DIN SPEC 91434, l’area rimane patrimonio agricolo e forestale soggetto all’imposta fondiaria di categoria A, e i pagamenti diretti della PAC vengono mantenuti all’85-90% (decreti dei Länder del 15 luglio 2022; § 12 GAPDZV).

Quali colture sono adatte all'agri-PV?

Le colture perenni e specializzate che meglio tollerano l’ombra: mele, frutti di bosco, luppolo e vite traggono beneficio dalla protezione contro la grandine e il gelo, mentre i pascoli si adattano bene agli impianti verticali. Le colture ad alto fusto che richiedono molta luce, come il mais e i girasoli, non sono adatte (Weselek et al. 2021).

Qual è la differenza tra la categoria I e la categoria II?

La categoria I comprende impianti sopraelevati con un'altezza libera di almeno 2,10 metri e una perdita di superficie massima del 10%. La categoria II comprende impianti a terra e verticali con una perdita di superficie massima del 15% (DIN SPEC 91434:2021-05, sezione 4).

L'agri-PV richiede un piano regolatore?

Gli impianti adiacenti alle aziende agricole con una superficie fino a 2,5 ettari godono di un trattamento privilegiato nelle aree extraurbane e non richiedono un piano regolatore (§ 35, comma 1, n. 9 del BauGB). I progetti di dimensioni maggiori rientrano nell’ambito di un piano regolatore o del quadro territoriale previsto dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG).

Fonti e basi giuridiche

‍ ‍

Avviso importante: i dati riportati in questa pagina costituiscono informazioni generali sull’agrofotovoltaico e non rappresentano una consulenza in materia di impianti, fiscale o legale. I dati relativi a costi, canoni di affitto e rendimenti sono valori di riferimento di mercato e valori empirici ricavati da progetti reali del Gruppo Helm — non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. Le tariffe EEG si applicano alle date di riferimento indicate e diminuiscono a causa della riduzione semestrale; i bonus che incidono sul rendimento per impianti solari speciali sono soggetti alle norme UE in materia di aiuti di Stato. Le informazioni relative alle normative in materia di incentivi e fiscalità possono subire modifiche con breve preavviso; fa fede il testo di legge vigente in ciascun caso. Il partner contrattuale per gli investimenti diretti nel fotovoltaico è mediplan Helm e.K. Ogni decisione di investimento deve essere valutata individualmente con un consulente autorizzato. Tutte le informazioni sono fornite senza garanzia. Aggiornato ad agosto 2026.