Che cos’è l’Agri-PV? La guida 2026 su tecnologia, incentivi e redditività

L'agri-fotovoltaico coniuga agricoltura ed energia solare sulla stessa superficie. Questa guida spiega ai responsabili delle decisioni nel settore B2B e agli investitori come viene definito l'agri-fotovoltaico secondo la norma DIN SPEC 91434, quali sono le tipologie di impianto disponibili, come sarà la tariffa prevista dalla legge EEG nel 2026, quanto costa un impianto agri-fotovoltaico e quale rendimento è realistico — ogni dato è corredato dalla fonte primaria e dalla data di aggiornamento.

160–186 %
Efficienza di superficie (LER) del doppio utilizzo (Fraunhofer ISE)
900–1.700 €/kWp
Costi di investimento per impianti agri-fotovoltaici da 0,5 a 2 MWp (Fraunhofer ISE, 2024)
6,59 ct/kWh
Valore da applicare per impianti agri-PV fino a 1 MW (messa in servizio dal 1° agosto al 31 dicembre 2026)
a partire da 100.000 €
Investimento minimo in capitale proprio (investimento diretto)

Che cos’è l’Agri-PV e perché l’efficienza superficiale supera il 160 per cento?

In breve: l’Agri-PV sfrutta due volte la stessa superficie: i pannelli solari sono montati su supporti sopraelevati o disposti verticalmente tra le colture, mentre la coltivazione prosegue al di sotto. L’effetto viene misurato in base al Land Equivalent Ratio (LER). L’impianto del Fraunhofer ISE di Heggelbach ha raggiunto il 160% nell’anno normale 2017 e il 186% nell’anno di siccità 2018: un ettaro fornisce una resa pari a quella di 1,86 ettari. L’Agri-PV è uno dei quattro tipi di impianti: la panoramica sugli impianti fotovoltaici vi mostra quale si adatta meglio al vostro profilo.

Il Land Equivalent Ratio (LER) indica la superficie che sarebbe necessaria, in caso di utilizzo separato, per ottenere lo stesso rendimento complessivo derivante dall’energia elettrica e dal raccolto. Valori superiori al 100% indicano un guadagno in termini di superficie grazie alla combinazione. Il Fraunhofer ISE quantifica il LER dei propri impianti di riferimento tra 1,6 e 1,86 (Fraunhofer ISE, Guida all’agrofotovoltaico). Questo doppio raccolto, costituito da energia solare e prodotti agricoli, aumenta notevolmente l’efficienza nell’utilizzo del terreno senza soppiantare l’agricoltura.

Il vantaggio aumenta negli anni di siccità: l’ombreggiatura parziale riduce l’evaporazione al suolo e allevia lo stress da calore delle piante. A Heggelbach, nel 2018 la resa delle patate è stata superiore dell’11% rispetto al valore di riferimento delle coltivazioni in pieno campo (Trommsdorff et al. 2021). In questo modo, l’Agri-PV affronta il problema della competizione per lo spazio tra energia e alimentazione, causata dagli impianti fotovoltaici a terra.

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Vista aerea di file di moduli tra terreni agricoli

Definizione e quadro giuridico secondo la norma DIN SPEC 91434

In breve: la norma DIN SPEC 91434:2021-05 fornisce una definizione vincolante di Agri-PV. La categoria I comprende impianti sopraelevati con un’altezza libera di almeno 2,10 metri e una perdita di superficie massima del 10%. La categoria II comprende impianti a terra e verticali con una perdita di superficie massima del 15%. In entrambi i casi, la superficie deve mantenere almeno il 66% della propria resa agricola di riferimento; in caso contrario, non è considerata un impianto agri-PV.

La norma DIN SPEC 91434 stabilisce i requisiti minimi per l'uso agricolo principale: la produzione alimentare ha la precedenza sulla produzione di energia solare. La differenza fondamentale rispetto al classico fotovoltaico su terreno libero è la qualificazione catastale dell’area: nel caso dell’Agri-PV, l’area rimane patrimonio agricolo o forestale ed è soggetta all’imposta fondiaria di tipo A; un impianto su terreno libero la trasforma invece in patrimonio fondiario soggetto all’imposta fondiaria di tipo B (decreti regionali del 15 luglio 2022). Rimangono possibili anche i pagamenti diretti della PAC, a condizione che l’area possa continuare a essere coltivata con i consueti metodi e macchinari agricoli e che l’impianto riduca la superficie agricola utilizzabile al massimo del 15 per cento (§ 12, comma 4, n. 6, comma 5 del regolamento sui pagamenti diretti della PAC). Dal 2024, la norma DIN SPEC 91492:2024-06 integra la normativa con requisiti relativi all’allevamento di animali da reddito nell’ambito dell’Agri-PV.

Agri-PV secondo la norma DIN SPEC 91434 a confronto con il classico impianto fotovoltaico a terra
CriterioAgri-PV (Cat. I / Cat. II)Impianti fotovoltaici a terra
Destinazione agricolaDestinazione d'uso principale, rendimento di riferimento ≥ 66 %Superficie dismessa, produzione esclusivamente di energia elettrica
Perdita massima di superficie10 % (Cat. I) / 15 % (Cat. II)non applicabile
Stato dell'areaI terreni coltivati / i pascoli permanenti rimangonoArea destinata a costruzioni speciali
Imposta fondiariaImposta fondiaria AImposta fondiaria B
Pagamenti diretti della PACsì, con una perdita di superficie massima del 15%no
Diritto edilizio - Aree esterneprivilegiato fino a 2,5 ha di superficie, vicino alla fattoria (n. 9)Piano regolatore; privilegiato solo fino a 200 m lungo le autostrade e le linee ferroviarie a doppio binario della rete principale (n. 8, lett. b)
Fonti: DIN SPEC 91434:2021-05; decreti regionali del 15 luglio 2022 (BStBl I 2022, 1226); § 12 GAPDZV; § 35, comma 1, n. 8, lett. b) e n. 9 del BauGB.

Quali sono le forme costruttive e le tecnologie agri-fotovoltaiche disponibili

In breve: prevalgono quattro tipologie di impianti. Secondo il Fraunhofer ISE, gli impianti su struttura elevata (Categoria I) sopra frutteti, vigneti e campi di luppolo producono da 500 a 800 kWp per ettaro. I moduli fotovoltaici bifacciali verticali basati sul principio Next2Sun (categoria II) sono adatti ai pascoli e ai terreni coltivati. A questi si aggiungono i sistemi con inseguimento solare e i moduli vetro-vetro traslucidi. Il Fraunhofer ISE stima i costi di investimento per l’agrivoltaico da 0,5 a 2 MWp tra i 900 e i 1.700 euro per kWp.

Gli impianti agri-fotovoltaici sopraelevati hanno un'altezza libera di almeno 2,10 metri sopra la coltura, in modo che anche le macchine agricole di grandi dimensioni possano operare al di sotto di essi. Sono adatti a colture permanenti come frutta, bacche, vite e luppolo e offrono al contempo protezione da grandine, gelo e sole intenso. I moduli fotovoltaici traslucidi o semitrasparenti regolano in modo mirato la quantità di luce che raggiunge la coltura.

I sistemi con inseguimento solare (tracker) ottimizzano la produzione di energia solare facendo sì che i moduli fotovoltaici seguano la posizione del sole; ciò aumenta la resa e il valore di mercato, ma comporta costi aggiuntivi. Per le colture che necessitano di molta luce, come i cereali, sono necessari impianti agri-fotovoltaici con una maggiore distanza tra i moduli. L’agri-fotovoltaico verticale basato sul principio Next2Sun dispone i moduli fotovoltaici bifacciali in file verticali e genera energia fotovoltaica prevalentemente al mattino e alla sera, il che rende più uniforme il profilo di immissione in rete.

Panoramica delle tipologie di impianti agri-fotovoltaici: potenza e colture tipiche
Tipo di costruzioneCategoriaResa/haCultura tipica
Sospeso in altoI (≥ 2,10 m)500–800 kWpFrutta, bacche, vino, luppolo, agricoltura
A terra, compreso il bifacciale verticale (Next2Sun)II250–430 kWpPascoli, coltivazione, pascolo
Fonte: Fraunhofer ISE, Guida all’agrifotovoltaico, 4ª ed., giugno 2025, pag. 56; categorie secondo la norma DIN SPEC 91434. Per gli impianti con inseguimento solare e i moduli traslucidi, il Fraunhofer ISE non riporta una propria densità di potenza.

Tariffe EEG 2026 e bandi della BNetzA per l'agrivoltaico

In sintesi: gli impianti agri-fotovoltaici fino a 1 MW, se messi in funzione tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, beneficiano della tariffa di riferimento prevista dalla legge pari a 6,59 ct/kWh; la tariffa fissa di immissione in rete di 6,19 ct/kWh è applicabile solo fino a 100 kW. Al momento non è previsto alcun bonus agri-PV, poiché manca l’autorizzazione dell’UE in materia di aiuti di Stato. Gli impianti di maggiore potenza partecipano alla gara d’appalto del primo segmento per aggiudicarsi un contratto: Alla data di presentazione delle offerte, il 1° luglio 2026, il valore massimo era pari a 5,90 ct/kWh, mentre il valore medio ponderato in base alla quantità era di 4,79 ct/kWh. Gli impianti agri-PV sopraelevati che si aggiudicano l’appalto ricevono un supplemento di 0,5 ct/kWh sul valore di aggiudicazione.

L'Agri-PV è definito nella legge EEG 2023 come “impianto solare speciale” ai sensi del § 48, comma 1, prima frase, n. 5 (coltivazione di seminativi, colture permanenti, pascoli permanenti). Per gli impianti fino a 1 MW si applica il valore di riferimento stabilito dalla legge pari a 6,59 ct/kWh; tale valore costituisce la base di calcolo del premio di mercato nella commercializzazione diretta. La tariffa fissa di immissione in rete di 6,19 ct/kWh spetta solo agli impianti fino a 100 kW (§ 48 comma 1, § 49, § 21 comma 1 n. 1, § 53 comma 1 EEG 2023). I valori si applicano alle messe in servizio dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026 (Agenzia federale delle reti, aggiornato al 21 settembre 2026); per le messe in servizio a partire dal 1° gennaio 2027 non sono ancora state pubblicate le tariffe, la normativa successiva è attualmente in discussione in Parlamento.

Gli impianti agri-fotovoltaici di maggiori dimensioni rientrano nella gara d’appalto del primo segmento. Le norme speciali del “Pacchetto solare I” – un valore massimo specifico per impianti solari particolari (art. 37b, comma 2, EEG 2023), un sottosegmento dedicato da 1.200 MW per il 2026 (§ 37d EEG 2023) e il bonus sul valore stabilito dalla legge (§ 48 comma 1b EEG 2023) – possono essere applicate solo dopo l’approvazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato (§ 101 comma 1 EEG 2023); tale autorizzazione non è stata ancora concessa (Agenzia federale delle reti, aggiornato al 21/09/2026). Alla data di presentazione delle offerte del 01/07/2026 si applicavano quindi a tutte le offerte il valore massimo di 5,90 ct/kWh e la procedura generale di aggiudicazione; il valore medio ponderato in base al volume di aggiudicazione era pari a 4,79 ct/kWh. Gli impianti agri-PV su struttura sopraelevata (altezza libera di almeno 2,10 m) aggiudicati negli anni dal 2026 al 2028 ricevono una maggiorazione di 0,5 ct/kWh sul valore di aggiudicazione (§ 38b comma 1 frase 2 EEG 2023 nella versione in vigore al 15/05/2024, applicabile ai sensi del § 101 comma 1 frase 2). Le prospettive di investimento sono approfondite negli articoli dedicati all’investimento nell’agrivoltico su terreni liberi nel 2026 e all’agrivoltico in Italia per gli investitori.

Normativa EEG 2026 per l'agrivoltaico: valori, articoli e stato attuale
RegolamentazioneParagrafoValore 2026Stato
Valore da applicare fino a 1 MW§ 48, comma 1, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) del 20236,59 ct/kWh (tariffa fissa di 6,19 ct solo fino a 100 kW)valido per la messa in servizio dal 1° agosto al 31 dicembre 2026
Impianti agri-PV con montaggio sopraelevato§ 38b, comma 1, seconda frase, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 2023, nella versione precedente0,5 ct/kWh sul valore del supplementosolo con sopraelevazione 2026–2028 e altezza libera a partire da 2,10 m
Bonus per impianti solari speciali (valore previsto dalla legge)Art. 48, comma 1b, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 2023–non applicabile (riserva relativa agli aiuti di Stato dell’UE, § 101)
Valore massimo dell'asta (data di presentazione delle offerte: 1° luglio 2026)§ 37b, comma 1, EEG 20235,90 ct/kWhapplicato; il limite massimo speciale di cui al § 37b, comma 2, non è applicabile
Volume del sottosegmento nel 2026Art. 37d della Legge sulle energie rinnovabili (EEG) 20231.200 MW (testo di legge)non applicabile (riserva in materia di aiuti di Stato dell’UE, § 101); procedura generale di aggiudicazione § 32
Pannelli fotovoltaici su terreni agricoliArt. 37, comma 4, della legge sulle energie rinnovabili (EEG) 202380 GW entro il 2030valido
Fonti: articoli 21, 32, 37, 37b, 37d, 38b, 48, 49, 53 e 101 della legge EEG 2023; Agenzia federale delle reti (tariffe di incentivazione EEG, aggiornate al 21/09/2026; data di scadenza per la presentazione delle offerte: 01/07/2026).

Diritto edilizio, destinazione d'uso dei terreni e fiscalità

In breve: da luglio 2023, gli impianti agri-fotovoltaici adiacenti alle aziende agricole con una superficie massima di 2,5 ettari in zona extraurbana godono di un trattamento privilegiato (art. 35, comma 1, n. 9 del BauGB, un impianto per ogni azienda agricola) — non è necessario un piano regolatore. L’area rimane patrimonio agricolo soggetta all’imposta fondiaria di classe A; i pagamenti diretti della PAC rimangono possibili se la perdita di superficie non supera il 15%. Per gli impianti commerciali si applica la detrazione sugli investimenti ai sensi del § 7g EStG.

Il regime agevolato in materia urbanistica ai sensi dell’articolo 35, comma 1, n. 9 del BauGB si applica agli impianti agri-fotovoltaici con una superficie occupata fino a 2,5 ettari, che presentino un nesso spaziale e funzionale con un’azienda agricola, con un solo impianto per ogni sede agricola o sede aziendale. I progetti di dimensioni maggiori richiedono di norma un piano regolatore; fanno eccezione le aree fino a 200 m lungo le autostrade e le linee ferroviarie a doppio binario della rete principale (art. 35, comma 1, n. 8, lett. b del BauGB). Il quadro di riferimento territoriale previsto dalla legge EEG determina esclusivamente l’ammissibilità agli incentivi.

Dal punto di vista fiscale, l’amministrazione fiscale considera l’Agri-PV alla stregua dei beni agricoli e forestali, con vantaggi in materia di imposta fondiaria, imposta di successione e imposta sul trasferimento di proprietà immobiliare. Per gli operatori commerciali è inoltre rilevante la detrazione per investimenti ai sensi del § 7g dell’EStG (Legge tedesca sull’imposta sul reddito); la guida alla detrazione per investimenti nel fotovoltaico illustra come tale detrazione si integri con l’esenzione fiscale per il fotovoltaico.

Quanto costa un impianto agri-fotovoltaico e quale rendimento è realistico aspettarsi

In sintesi: i costi di investimento per l’agri-PV si aggirano tra i 900 e i 1.700 euro per kWp per impianti da 0,5 a 2 MWp (Fraunhofer ISE) — superiori a quelli degli impianti a terra in spazi aperti a causa della sottostruttura più complessa. Nel portafoglio del gruppo Helm, il rendimento si attesta tipicamente tra il 7 e l’8 per cento all’anno (dati del portafoglio 2024). I dati relativi al rendimento non costituiscono una garanzia di risultati futuri.

Il fatto che un progetto rientri in questo intervallo dipende in larga misura dalla tipologia di impianto: gli impianti di categoria I su supporti elevati tendono a situarsi nella fascia alta. Una struttura di sostegno più alta, distanze maggiori tra i moduli e, in alcuni casi, il sistema di inseguimento solare spiegano il sovrapprezzo rispetto a un semplice impianto a terra.

Per i proprietari dei terreni, il canone di affitto rappresenta la leva fondamentale. Nel nostro portafoglio, per gli impianti agri-fotovoltaici a doppia destinazione d’uso nel 2024, il canone di affitto era compreso tra 1.000 e 3.500 euro per ettaro all’anno (Logic Energy / Gruppo Helm, dati di portafoglio 2024). I modelli completi di affitto, le clausole contrattuali e la procedura sono illustrati nella pagina dedicata all’affitto di terreni per parchi solari.

Dati chiave sull'agrivoltaico: costi, rendimento e canone di affitto
IndicatoreValoreFonte
CAPEX Agri-PV (0,5–2 MWp)900–1.700 €/kWpFraunhofer ISE
Rendimento dell'agrivoltaico (tipico)7–8 % all’annoGruppo Helm, 2024
Contratto di affitto a doppia destinazione d'uso (portafoglio proprio)1.000–3.500 €/ha/annoLogic Energy, dati del portafoglio 2024
Investimento minimoa partire da 100.000 € di capitale proprioLogic Energy

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Quali colture sono compatibili con l'agri-PV

In breve: le colture perenni e specializzate tolleranti all’ombra sono le più adatte. Mele, frutti di bosco, luppolo e vite traggono addirittura beneficio, negli impianti sopraelevati, dalla protezione contro grandine, gelo e raggi UV. I pascoli e le miscele di erba e trifoglio si adattano bene agli impianti verticali. Patate e frumento invernale danno risultati che vanno da accettabili a buoni, a seconda dell’annata. Le colture ad alto fusto che richiedono molta luce, come il mais e i girasoli, non sono adatte.

Finora l’Agri-PV ha raggiunto il massimo sviluppo nella frutticoltura, nella viticoltura e nella coltivazione di frutti di bosco, dove i moduli garantiscono una protezione aggiuntiva alle colture di alta qualità. L’effetto sulla resa dipende dalla coltura, dall’anno e dal tipo di installazione. A Heggelbach, nel 2018 la resa del sedano è stata superiore del 12% rispetto al valore di riferimento delle coltivazioni in pieno campo (Fraunhofer ISE, 2019), mentre quella delle patate ha oscillato tra il −20% in un anno normale e il +11% in un anno di siccità (Weselek et al. 2021). Per molte aziende agricole, il reddito prevedibile derivante dalla produzione di energia elettrica compensa le lievi perdite di resa.

Idoneità colturale per l'Agri-PV con categoria raccomandata ed effetto sulla resa
CulturaIdoneitàCategoria consigliataEffetto sui ricavi
Mela, frutti di boscoottimoCat. I, traslucidoCopertura > Perdita di reddito
LuppoloottimoCat. I, 7 m di altezzastabile, antigelo
VinobeneCat. IProtezione contro i funghi e i raggi UV
PatatebeneCat. I / IIda −20 a +11 %
grano invernaleaccettabileCat. I / IIda −19 a +3 %
Erba e trifoglio / PratoottimoCat. I / Cat. II (verticale)Erba e trifoglio: da −8 a −5 % sotto un impianto sopraelevato (Heggelbach)
Mais / Girasole / Soiainadatto–fabbisogno di luce eccessivo
Fonte: Weselek et al. 2021; Fraunhofer ISE 2019; Trommsdorff 2023; DIN SPEC 91434, allegato.

Sette sinergie per l'agricoltura

In breve: l’agri-PV offre molto più che energia elettrica: l’ombreggiamento parziale riduce lo stress da calore e siccità, i moduli montati su supporti proteggono dalla grandine e dal gelo e l’evaporazione diminuisce. A ciò si aggiungono una seconda fonte di reddito indipendente dalle condizioni meteorologiche derivante dalla vendita di energia elettrica, la protezione dall’erosione causata dalle piogge intense, migliori condizioni di benessere degli animali nell’allevamento al pascolo e un contributo alla biodiversità grazie alla gestione estensiva del terreno sotto i moduli.

L’effetto agronomico più marcato si manifesta negli anni caratterizzati da condizioni estreme. Poiché i moduli riducono l’evaporazione e attenuano la temperatura delle colture, nel 2018 le perdite di resa sono state inferiori rispetto a un anno normale — per alcune colture l’effetto è stato addirittura positivo. Un risultato provvisorio relativo a un anno dell’impianto dimostrativo LfL di Grub ha evidenziato rese fino al 10% superiori per l’orzo estivo (TFZ Straubing / LfL Baviera, aprile 2025).

Si crea così una situazione vantaggiosa per tutti: gli agricoltori mettono al sicuro il proprio raccolto e, al contempo, producono energia fotovoltaica — un contributo alla tutela del clima e alla transizione energetica che ottimizza l’uso del suolo e può essere combinato con una gestione estensiva e la tutela della natura sotto i pannelli.

Potenziale di mercato in Germania e sette impianti di riferimento

In sintesi: in una prima stima, il Fraunhofer ISE quantifica il potenziale tecnico, limitatamente agli impianti agri-fotovoltaici su struttura elevata in Germania, a circa 1.700 GWp; secondo i calcoli, basterebbe circa il quattro per cento delle superfici agricole per coprire il fabbisogno attuale di energia elettrica. La legge sulle energie rinnovabili (EEG) limita a 80 GW la capacità fotovoltaica su terreni agricoli entro il 2030 (§ 37 comma 4 EEG 2023). Sette impianti di riferimento testimoniano il percorso dalla fase pilota a quella di commercializzazione.

Sette impianti di riferimento segnano il percorso dalla fase pilota a quella di commercializzazione — dall’impianto del Fraunhofer ISE di Heggelbach (2016) al parco solare bifacciale verticale di Löffingen da 4,3 MWp (2024). La gamma spazia da impianti da 194 kWp su terreni a coltivazione mista fino a impianti da diversi megawatt su pascoli e terreni coltivati con allevamento di bovini.

Sette impianti agri-fotovoltaici di riferimento in Germania, da Heggelbach a Löffingen
ProgettoPrestazioniTecnologiaCulturaMessa in funzione
Heggelbach (Baden-Württemberg)194 kWpCat. I, 5 m su traliccioFrutta mista09/2016
Eppelborn-Dirmingen (SL)2 MWpCat. II, bifacciale verticalepascoli09/2018
Donaueschingen-Aasen (Baden-Württemberg)4,1 MWpCat. II, bifacciale verticalepascoli07/2020
Gelsdorf (Renania-Palatinato)258 kWpCat. I, traslucido, TrackerMela05/2021
Kressbronn (Baden-Württemberg)239 kWpCat. I, semitrasparente 3,5 mMela05/2022
Neuhub, Hallertau (BY)978 kWpCat. I, 7 mLuppolo04/2023
Löffingen (Baden-Württemberg)4,3 MWpCat. II, bifacciale verticaleColtivazione + Pascoli + Bovini11/2024

Ricerca sull'agrivoltaico e regioni modello

Questo sviluppo è sostenuto dalla ricerca nel campo dell’agri-PV. L’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari ISE ha realizzato, con l’impianto di ricerca di Heggelbach, il primo grande impianto pilota in Germania; la regione modello per l’agri-PV del Baden-Württemberg sta testando in diverse località vari sistemi agri-PV e colture, mentre la LfL della Baviera sta confrontando tre tipi di sistemi presso l’impianto dimostrativo di Grub. Questa ricerca fornisce dati affidabili sulla resa e sull’utilizzo del suolo, su cui si basano la pianificazione e la redditività.

Confronto internazionale: Giappone, Francia, Italia

In sintesi: il Giappone è considerato un pioniere: secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura (MAFF), alla fine dell’anno fiscale 2023 erano state rilasciate 6.137 autorizzazioni per l’agri-PV su circa 1.360 ettari di terreno agricolo. La Francia disciplina l’agri-PV dal 2024 con il Decreto 2024-318. L’Italia promuove l’agrivoltaico attraverso il programma PNRR con un contributo in conto capitale fino al 40% e una tariffa incentivante, rendendo questo mercato particolarmente attraente per gli investitori.

Sono i regimi di incentivazione nazionali a guidare l’espansione: mentre la Germania disciplina l’agrivoltaico attraverso la legge EEG e i privilegi territoriali, l’Italia ricorre a un contributo diretto in conto capitale previsto dal decreto DM 436/2023. Per gli investitori di capitale, il mercato italiano risulta quindi particolarmente interessante; i dettagli, gli importi degli incentivi e le scadenze sono trattati nella guida “L’agrivoltaico in Italia come investimento”.

Agri-PV a livello internazionale: potenza, contesto e incentivi
PaesePrestazionicorniceAffitto / Finanziamento
Giappone6.137 autorizzazioni, circa 1.360 ettari di superficie agricola (fine dell'anno fiscale 2023)Autorizzazione per i terreni agricoli (MAFF) dal 2013–
Franciaoltre 200 impianti esistenti o autorizzati nell'osservatorio statale (11/2025)Decreto 2024-318–
Italia1.852,4 MW / 730 progetti nella graduatoria di ammissibilità (GSE, 7 agosto 2026)PNRR / DM 436/2023sussidio fino al 40% + tariffa ventennale
Germanianessun dato ufficiale sul parco installato; dal 2023, premi per impianti solari speciali (agrari, su torbiere, galleggianti) per circa 1,2 GW (FA Eolico e Solare, 07/2026)DIN SPEC + EEG 2023 + BauGBEEG: 6,59 ct/kWh – valore da applicare fino a 1 MW
Fonti: MAFF (dicembre 2025); Légifrance e Ministère de l’Économie (18 novembre 2025); GSE (Graduatoria 7 agosto 2026); Agenzia specializzata in energia eolica e solare (07/2026); Agenzia federale delle reti (aggiornato al 21/09/2026).

Limiti e critiche fondate nei confronti dell'agri-PV

In breve: l’agri-PV non è una soluzione che funziona da sola. I costi di investimento sono superiori a quelli degli impianti a terra, mentre i sistemi su struttura elevata sono redditizi soprattutto nel caso di colture specializzate di alta qualità. Non tutte le colture tollerano l’ombreggiamento parziale, la lavorazione con macchinari di grandi dimensioni è limitata e i bonus che incidono sul rendimento sono soggetti alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

La struttura di supporto più alta e le maggiori distanze tra i moduli riducono la potenza installabile per ettaro rispetto agli impianti a terra e aumentano i costi specifici. Di conseguenza, la redditività dipende in misura maggiore dall’ubicazione, dalla coltura e dall’assegnazione degli incentivi. Finché non sarà concessa l’autorizzazione ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato per i bonus, una parte del calcolo rimarrà soggetta a incertezza — un aspetto che una pianificazione seria non può tralasciare.

Agri-PV dal 2026 al 2030: modifica della legge sulle energie rinnovabili (EEG), CfD e Pacchetto Solare II

In breve: il quadro normativo è in continua evoluzione. La legge EEG 2023 è applicabile agli impianti messi in esercizio solo fino al 31 dicembre 2026; per le messe in esercizio successive non sono ancora state pubblicate le tariffe, mentre la normativa successiva è attualmente all’esame del Parlamento. I sostegni diretti ai prezzi per i nuovi impianti concordati a partire dal 17 luglio 2027 devono, ai sensi del diritto dell’UE, assumere la forma di contratti a differenza bilaterali (CfD) o di regimi equivalenti (art. 19d del regolamento (UE) 2019/943). I bonus agri-PV, che incidono sul rendimento, sono ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’UE in materia di aiuti di Stato. Chi intende investire dovrebbe verificare nuovamente lo stato della normativa poco prima dell’avvio del progetto.

Per gli investitori che guardano all’imminente obbligo CfD, il documento “Obbligo CfD 2027 per gli investitori nel fotovoltaico” riassume le conseguenze di questa transizione. La guida, che analizza la logica di rendimento di base, le durate e la struttura degli investimenti diretti, valuta se il fotovoltaico sia un investimento redditizio.

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Domande frequenti

Che cos'è l'agri-PV, spiegato in modo semplice?

L'Agri-PV è un impianto solare che utilizza un terreno agricolo sia per la produzione di energia elettrica che per la coltivazione. I moduli sono montati su supporti sopra o perpendicolarmente tra le colture, in modo che il raccolto e l'energia solare vengano prodotti sullo stesso campo (DIN SPEC 91434:2021-05).

Quanto guadagna un agricoltore con l'agrivoltaico?

Nel nostro portafoglio, nel 2024 il canone di affitto per gli impianti agri-fotovoltaici a doppia destinazione d’uso era compreso tra 1.000 e 3.500 euro per ettaro all’anno (Logic Energy / Gruppo Helm, dati del portafoglio 2024). L’importo esatto dipende dall’ubicazione, dall’allacciamento alla rete e dalla tipologia di impianto.

A quanto ammonterà la tariffa EEG per l'agrivoltaico nel 2026?

Gli impianti fino a 1 MW ricevono un valore di riferimento di 6,59 ct/kWh (messa in funzione dal 01/08 al 31/12/2026; § 48 comma 1 EEG 2023; Agenzia federale delle reti, aggiornato al 21/09/2026); la tariffa fissa di immissione in rete di 6,19 ct/kWh si applica solo fino a 100 kW. Attualmente non è previsto un bonus Agri-PV in assenza di autorizzazione agli aiuti di Stato da parte dell’UE (§ 48 comma 1b, § 101 EEG 2023). Gli impianti di maggiori dimensioni partecipano alla gara d’appalto; alla data di presentazione delle offerte del 1° luglio 2026, il valore massimo era pari a 5,90 ct/kWh, mentre il valore medio ponderato in base alla quantità era pari a 4,79 ct/kWh. Gli impianti agri-fotovoltaici su struttura sopraelevata aggiudicati ricevono un supplemento di 0,5 ct/kWh (§ 38b comma 1 frase 2 EEG 2023 nella versione precedente). Queste tariffe si applicano alle messe in esercizio fino al 31.12.2026; per le messe in esercizio successive non sono ancora state pubblicate le tariffe.

Lo status di terreno agricolo viene mantenuto nel caso dell'agri-PV?

Sì. Nel caso di impianti agri-fotovoltaici conformi alla norma DIN SPEC 91434, l’area rimane patrimonio agricolo e forestale soggetto all’imposta fondiaria di tipo A, e i pagamenti diretti della PAC rimangono possibili, a condizione che l’area possa continuare a essere lavorata con le macchine di uso comune e che l’impianto riduca la superficie utilizzabile al massimo del 15 per cento (decreti dei Länder del 15 luglio 2022; § 12 GAPDZV).

Quali colture sono adatte all'agri-PV?

Le colture perenni e specializzate che meglio tollerano l’ombra: mele, frutti di bosco, luppolo e vite traggono beneficio dalla protezione contro la grandine e il gelo, mentre i pascoli si adattano bene agli impianti verticali. Le colture ad alto fusto che richiedono molta luce, come il mais e i girasoli, non sono adatte (Weselek et al. 2021).

Qual è la differenza tra la categoria I e la categoria II?

La categoria I comprende impianti sopraelevati con un'altezza libera di almeno 2,10 metri e una perdita di superficie massima del 10%. La categoria II comprende impianti a terra e verticali con una perdita di superficie massima del 15% (DIN SPEC 91434:2021-05, sezione 4).

L'agri-PV richiede un piano regolatore?

Gli impianti situati in prossimità delle aziende agricole con una superficie massima di 2,5 ettari (un impianto per ogni azienda agricola) godono di un trattamento privilegiato nelle aree extraurbane e non richiedono un piano regolatore (§ 35, comma 1, n. 9 del BauGB). I progetti di maggiori dimensioni richiedono di norma un piano regolatore, tranne che nella fascia di 200 metri lungo le autostrade e le linee ferroviarie a doppio binario della rete principale (§ 35 comma 1 n. 8 lett. b BauGB); il quadro di riferimento territoriale della legge sulle energie rinnovabili (EEG) disciplina solo l’ammissibilità agli incentivi.

Fonti e basi giuridiche

Luogo

Logic Glas GmbH
Marchio Logic Energy

Am Anger 1
96364 Marktrodach
Germania

Contatti

E-mail: info@logicenergy.de
Tel.: +49 9261 62620
Fax: +49 9261 626262

Avviso importante: il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi a rendimenti, proventi, ricavi, canoni di locazione e costi sono calcoli esemplificativi o osservazioni di mercato alla data indicata e non costituiscono una garanzia di risultati futuri; i valori effettivamente ottenibili dipendono dall’ubicazione, dalla configurazione dell’impianto, dai termini contrattuali e dall’andamento del mercato. Per la vostra situazione specifica, rivolgetevi a un commercialista, un avvocato o un consulente finanziario abilitato. Tutte le informazioni sono fornite senza garanzia. Aggiornato al 24 settembre 2026. Logic Energy non è di per sé un consulente finanziario o fiscale. Su richiesta, vi mettiamo in contatto con consulenti finanziari indipendenti della nostra rete di collaborazione; questi consulenti forniranno la consulenza iniziale, affinché la valutazione sia adeguata alla vostra situazione e non alla nostra offerta.

Il partner contrattuale per gli investimenti diretti nel settore fotovoltaico è mediplan Helm e.K. (impresa registrata, responsabilità personale ai sensi degli articoli 1, 17 e 19 del Codice commerciale tedesco (HGB)).

Per gli agricoltori:

Siete pronti per il vostro impianto agri-fotovoltaico?

Avete terreni coltivati o pascoli e volete sfruttarli in modo duale? Con l'Agri-PV potete combinare l'agricoltura e la produzione di energia elettrica sulla stessa superficie. Almeno l'85% della vostra superficie rimane utilizzabile a fini agricoli, mentre allo stesso tempo producete energia pulita.

I vostri vantaggi:

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  • Protezione delle vostre colture dagli eventi meteorologici estremi (grandine, piogge intense, siccità)

  • Gli aiuti agricoli dell'UE vengono mantenuti (il terreno è considerato agricolo)

  • Fabbisogno idrico ridotto grazie all'ombreggiatura parziale

  • Contributo alla protezione del clima e alla transizione energetica

Due opzioni a vostra disposizione:

  • Opzione 1: Affitto del terreno: ci affittate il vostro terreno per 20 anni. Noi investiamo, costruiamo e gestiamo l'impianto. Voi percepite i canoni di affitto e continuate a coltivare il vostro terreno come di consueto.

  • Opzione 2: Investimento autonomo. Siete voi a investire direttamente nell'impianto. Noi lo progettiamo, lo realizziamo e lo gestiamo per voi. Riceverete i ricavi derivanti dalla vendita dell'energia elettrica (notevolmente superiori rispetto alla formula di affitto, ma con un vincolo di capitale).

Grande parco solare immerso in un paesaggio rurale caratterizzato da monocolture, in parte costeggiato da alberi, in bianco e nero

PER GLI INVESTITORI:

Siete interessati a un investimento sostenibile? Contattateci!

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Cosa riceverete:

  • Progetti agro-fotovoltaici pronti per la realizzazione (già progettati e autorizzati)

  • Partecipazione in impianti fotovoltaici a partire da 100.000 € o impianti completi

  • Durata di 20-40 anni con ricavi prevedibili derivanti dalla vendita di energia elettrica

  • Contratti di affitto garantiti con gli agricoltori (durata superiore a 20 anni)

  • Responsabilità personale del titolare (e.K.) – Contratto con mediplan Helm e.K.

  • Mediazione finanziaria: su richiesta, mettiamo in contatto i clienti con la nostra banca di fiducia, specializzata in investimenti nel settore fotovoltaico (in genere è richiesto un capitale proprio pari al 20-30%)

Perché l'agro-fotovoltaico è particolarmente interessante:

  • Doppio impatto sociale: energia + agricoltura combinate

  • Maggiore accettazione politica rispetto ai semplici impianti fotovoltaici a terra (fattore importante per l’ottenimento delle autorizzazioni)

  • Contratti di affitto a lungo termine molto stabili stipulati con gli agricoltori

  • Flessibilità fiscale: molti investitori ricorrono all'IAB (art. 7g della legge tedesca sull'imposta sul reddito) o agli ammortamenti straordinari

Investimento minimo: 100.000 € (partecipazione nell'inverter)