Impianto fotovoltaico dopo 20 anni: e adesso? Opzioni, costi e prospettive per i proprietari

Nel 2026, circa 66.000 impianti fotovoltaici in Germania non saranno più coperti dall’incentivo ventennale previsto dalla legge EEG. Tuttavia, la fine degli incentivi non significa la fine dell’impianto: i moduli continuano a produrre energia per 30 anni e oltre nella maggior parte dei casi. Questa guida illustra le quattro opzioni disponibili dopo 20 anni – tariffa di allacciamento, autoconsumo, repowering e smantellamento – con i relativi costi, le basi giuridiche e le attuali tariffe EEG in vigore dal 1° agosto 2026.

La risposta breve

Un impianto fotovoltaico raramente giunge al termine del proprio ciclo di vita dopo 20 anni: una volta scaduto l’incentivo previsto dalla legge EEG, i moduli continuano solitamente a produrre energia. Sono disponibili quattro opzioni: proseguire l’esercizio con la tariffa di raccordo (garantita fino alla fine del 2032), passare all’autoconsumo, effettuare il repowering con un nuovo contratto EEG ventennale oppure procedere a uno smantellamento ordinato.

L'opzione più semplice frutta ormai solo circa 4 ct/kWh netti. Chi consuma una quantità significativa di energia autoprodotta guadagna dieci volte tanto per chilowattora passando all'autoconsumo.

Nel 2026 circa 66.000 impianti fotovoltaici in Germania usciranno dal regime di incentivazione ventennale previsto dalla Legge sulle energie rinnovabili (EEG) – e i loro gestori si trovano di fronte alla domanda: e adesso? La buona notizia per ogni gestore di un impianto fotovoltaico è che sia gli impianti solari moderni che quelli più datati continuano spesso a produrre energia elettrica per 30 anni e oltre; la tariffa di allacciamento è valida fino alla fine del 2032 e, grazie alla conversione all’autoconsumo o al repowering, è possibile sfruttare nuove fonti di reddito una volta scaduto il regime di incentivazione EEG. Questa guida illustra tutte e quattro le opzioni, la logica economica che le sottende e ciò che il proprietario dovrà realmente affrontare alla fine del ciclo di vita di un impianto fotovoltaico con più di 20 anni.

1. Chi sarà coinvolto dall'ondata degli over 20 nel 2026?

Nel 2026, in Germania circa 66.000 impianti fotovoltaici usciranno dal regime di tariffa fissa ventennale previsto dalla legge EEG: sono interessati gli impianti realizzati nel 2005. Il termine di 20 anni è un periodo di incentivazione, non una data di scadenza: con la scadenza viene meno solo l’elevata tariffa fissa, mentre l’impianto rimane tecnicamente funzionante. Negli anni successivi, il numero di impianti interessati supererà i 4 gigawatt all’anno.

Nel 2026, in Germania circa 66.000 impianti fotovoltaici usciranno dal regime di tariffa fissa ventennale previsto dalla legge EEG. Si tratta degli impianti realizzati nel 2005, ovvero nei primi anni del boom del solare seguito alla riforma della legge EEG. Negli anni successivi l’ondata diventerà sempre più consistente: nel 2029 si tratterà già di impianti con una potenza di quasi 2 gigawatt, mentre a partire dal 2030 si supereranno stabilmente i 4 gigawatt all’anno.

La tariffa EEG prevista dalla Legge sulle energie rinnovabili (EEG) ha una durata di 20 anni più l’anno di messa in funzione. Chi ha messo in funzione il proprio impianto fotovoltaico nel 2005 riceverà la tariffa di immissione in rete garantita fino al 31 dicembre 2026: il periodo di incentivazione termina sempre alla fine dell’anno. Successivamente, per gli impianti “post-EEG” inizia una nuova fase. Nel 2005 in Germania sono stati installati per la prima volta oltre 900 MW di impianti fotovoltaici; nel 2006 altri 840 MW; nel 2007 poi 1.245 MW. Nei prossimi anni questi impianti solari raggiungeranno a turno la scadenza degli incentivi EEG.

Fase di transizione degli incentivi EEG in Germania 2026–2032
Anno di scadenzaAnno di messa in servizioVolume (MW)Segmento dominante
20262005~921 MWSu tetto 10–30 kWp
20272006circa 840 MWSul tetto + prima superficie libera
20282007~1.245 MWIl settore dei tetti commerciali è in crescita
20292008~1.969 MWTetto + spazio aperto
20302009~4.425 MWPrima ondata di impianti industriali
20312010~7.542 MWPrevalgono gli spazi aperti e le grandi attività commerciali
20322011~7.946 MWSpazi aperti + grandi attività commerciali
Fonte: Fraunhofer ISE, “L’espansione del fotovoltaico e degli accumulatori a batteria in Germania in cifre”, febbraio 2024. Anno di scadenza = anno di messa in servizio + 20 anni + 1 anno di periodo di incentivazione. Parcello all’inizio del 2026: 117 GW di potenza fotovoltaica totale in 5,71 milioni di impianti (Agenzia federale delle reti, MaStR al 13/01/2026); interessati nel 2026: circa 66.000 impianti (indagine del settore solare, febbraio 2026).

Nota importante: il termine di 20 anni è un periodo di incentivazione, non una data di scadenza. La garanzia EEG viene concessa in base alla tariffa di remunerazione fissata al momento della messa in funzione: gli impianti tipici del 2005 ricevevano tra i 54 e i 57 centesimi per chilowattora. Con la scadenza dell’incentivo EEG viene meno solo questa tariffa fissa elevata. Ciò che rimane è un impianto tecnicamente ancora funzionante e quattro opzioni per il proseguimento dell’attività.

2. Quanto durano davvero i moduli fotovoltaici?

I moduli fotovoltaici di alta qualità raggiungono una durata tecnica compresa tra i 30 e i 40 anni, con un degrado effettivo pari solo allo 0,15% all’anno (Fraunhofer ISE). Un modulo del 2005 fornirà ancora circa il 96% della sua potenza originaria nel 2026. Gli inverter hanno una durata nettamente inferiore, compresa tra i 10 e i 15 anni, e rappresentano il principale investimento necessario per garantire il proseguimento dell’esercizio dell’impianto.

I moduli fotovoltaici di alta qualità raggiungono una durata tecnica compresa tra i 30 e i 40 anni, con un degrado effettivo pari solo allo 0,15% all’anno. Si tratta di un terzo del valore su cui si basano tradizionalmente le garanzie dei produttori. Un modulo del 2005 fornirà ancora nel 2026 circa il 96% della sua potenza originaria; un modulo installato nel 2026 continuerà a produrre in modo affidabile anche nel 2056. Anche con stime prudenti, la maggior parte dei moduli ben mantenuti fornirà ancora, dopo 20 anni, dall’80 al 90% della propria potenza nominale originaria.

Cosa emerge dallo studio a lungo termine del Fraunhofer sulla durata dei moduli

I dati su cui si basa questa analisi provengono da uno studio a lungo termine condotto dall’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari (Fraunhofer ISE), che ha esaminato oltre 200 impianti fotovoltaici in Germania, alcuni dei quali in funzione fin dagli anni ’80. Secondo l’analisi del Fraunhofer, la perdita media effettiva di potenza dei moduli a base di wafer è pari allo 0,15% all’anno. Le garanzie dei produttori prevedono in genere lo 0,5% all’anno: la realtà è quindi nettamente migliore rispetto a quanto garantito.

Secondo la letteratura specialistica, i moduli in vetro e pellicola di alta qualità raggiungono una durata compresa tra i 30 e i 40 anni. La realtà è ancora più impressionante: un modulo fotovoltaico del 1975 ad Albuquerque, negli Stati Uniti, produce ancora il 77% della sua potenza iniziale dopo oltre 50 anni. Su un tetto a Lugano, in Svizzera, è in funzione da oltre 40 anni un impianto fotovoltaico la cui maggior parte dei moduli è ancora operativa.

Confronto tra le generazioni di moduli
CaratteristicaModuli attuali (2026)Moduli del 2005
Tipo di moduloVetro-vetro con celle TOPCon/HJTPellicola di vetro con celle di tipo p
Rendimento22–24 %12–15 %
Degradazione effettiva all'anno≈ 0,15 %0,3–0,5 %
Vita utile30–40 anni20-25 anni (in realtà spesso di più)
Garanzia di prestazione del produttore25–30 anni all'87–90 %20 anni all'80%
Rendimento residuo dopo 30 anni (reale)≈ 95 %85–88 %
I valori relativi ai “moduli attuali” si basano sullo studio a lungo termine condotto dal Fraunhofer ISE su oltre 200 impianti fotovoltaici tedeschi, nonché sull’analisi delle schede tecniche dei principali produttori (LONGi, JinkoSolar, Trina Solar, Q CELLS) per i moduli TOPCon e HJT del 2025/2026. Dichiarazione relativa alla durata di vita di 30–40 anni dei moduli vetro-vetro di alta qualità: Fraunhofer ISE, aggiornato ad aprile 2024.

Gli inverter hanno una durata di vita notevolmente più breve

Nel caso di un impianto Ü20 del 2005, c’è comunque una differenza importante: i moduli stessi, nella maggior parte dei casi, continuano a funzionare senza problemi – con un degrado di circa lo 0,15% all’anno, perdono una potenza quasi impercettibile. Gli inverter, invece, hanno una durata di vita nettamente più breve, compresa tra i 10 e i 15 anni. Un impianto fotovoltaico del 2005 ha in genere già sostituito il primo inverter tra il 2015 e il 2020; la prossima sostituzione è prevista tra il 2025 e il 2035. Nella maggior parte dei casi, l’inverter dovrebbe essere sostituito dopo circa 20 anni; questo reinvestimento va considerato in ogni calcolo relativo alla prosecuzione dell’esercizio.

3. Opzione 1: prosecuzione dell’attività con la retribuzione di transizione prevista dalla legge

Nell’ambito della tariffa di riacquisto prevista dalla legge, il gestore di rete continua ad acquistare l’energia immessa in rete e la retribuisce al valore di mercato annuale dell’energia solare, al netto di una commissione forfettaria di commercializzazione. Nel 2026, il ricavo netto si attesterà tipicamente tra 3,8 e 4,5 ct/kWh. La normativa è sancita dalla legge EEG 2023 ed è garantita dal «Pacchetto solare I» fino al 31 dicembre 2032, senza alcun ulteriore investimento.

L'opzione più semplice per gli impianti con più di 20 anni è il proseguimento dell'attività con la tariffa di allacciamento prevista dalla legge. Essa si applica automaticamente se non vengono apportate modifiche al tipo di allacciamento: il gestore di rete continua ad acquistare l'energia immessa in rete e la retribuisce al valore di mercato annuale dell'energia solare, al netto di una commissione forfettaria di commercializzazione. Questa regolamentazione è sancita dalla EEG 2023 ed è garantita dal Pacchetto Solare I fino al 31 dicembre 2032.

A quanto ammonta la tariffa di immissione in rete dopo 20 anni?

La tariffa di immissione in rete dopo 20 anni risulta nettamente inferiore alla vecchia tariffa fissa – e la realtà economica di questa opzione è deludente. Il valore di mercato annuale dell’energia solare era pari a 4,624 ct/kWh nel 2024 e a circa 4,51 ct/kWh nel 2025 – a seconda dell’andamento del mercato dell’energia elettrica. Da tale importo il gestore di rete deduce una commissione forfettaria di commercializzazione: nel 2025 pari a 0,72 centesimi per chilowattora, a partire dal 2026 solo 0,23 ct/kWh. Con un sistema di misurazione intelligente (smart meter), questa commissione forfettaria si dimezza ulteriormente. Di conseguenza, nel 2026 il ricavo netto si attesta in genere tra i 3,8 e i 4,5 ct/kWh.

Cosa significa in termini numerici: un impianto su tetto da 10 kWp con una produzione annua di circa 9.000 kWh genera, grazie alla tariffa di allacciamento, un ricavo annuo compreso tra circa 350 e 400 € – al lordo delle spese per assicurazione, manutenzione e accantonamenti per la sostituzione dell’inverter. Per un impianto che originariamente veniva remunerato a 50 ct/kWh, si tratta di un drastico calo dei ricavi. Tuttavia: si tratta di denaro che affluisce senza ulteriori investimenti, fintanto che l’energia prodotta viene immessa in rete.

Indennità di allacciamento per impianti Ü20 nel 2026
ComponenteValoreNota
Valore di mercato annuale del settore solare nel 20244,624 ct/kWhVaria mensilmente in base al prezzo dell'energia elettrica in borsa
Forfait di commercializzazione 20250,72 ct/kWhCon contatore intelligente: 0,36 ct/kWh
Forfait di commercializzazione 20260,23 ct/kWhCon contatore intelligente: 0,115 ct/kWh
Retribuzione netta 2026 (tipica)3,8–4,5 ct/kWhA seconda del mercato dell'energia elettrica
Limite massimo del compenso di allacciamentomax. 10 centesimi/kWhRaramente rilevante, dato l'attuale livello dei prezzi
Ambito di applicazione del regime transitoriofino al 31 dicembre 2032Prorogato dal Pacchetto Solare I
Fonte: §§ 23b, 53 EEG 2023; Agenzia federale delle reti; Associazione dei consumatori, aggiornato al 03/2026.

Per chi conviene immettere energia in rete una volta terminati gli incentivi previsti dalla legge EEG?

La tariffa di allacciamento è particolarmente indicata per i gestori di impianti fotovoltaici che desiderano mantenere in funzione il proprio impianto senza alcuno sforzo e che non hanno un consumo proprio di energia particolarmente elevato. Per i proprietari attivi che intendono migliorare significativamente la redditività del proprio impianto, vale la pena prendere in considerazione l’opzione 2: il passaggio all’autoconsumo. Chi gestisce un impianto di grandi dimensioni con più di 100 kWp può inoltre prendere in considerazione la commercializzazione diretta tramite un partner di commercializzazione; a differenza della tariffa di allacciamento, questa opzione non prevede una remunerazione fissata per legge: il ricavo deriva esclusivamente dal prezzo raggiunto sul mercato. Per il tipico impianto di una casa unifamiliare, tuttavia, questa soluzione è raramente conveniente.

Avviso importante sulla legge sui picchi solari: gli impianti entrati in funzione dopo il 25 febbraio 2025 non riceveranno più la remunerazione EEG nelle ore in cui i prezzi dell’energia elettrica sono negativi; i periodi non remunerati verranno aggiunti alla fine del periodo di incentivazione di 20 anni. Questa norma non si applica agli impianti esistenti del 2005, che continuano a essere remunerati ininterrottamente nell’ambito della tariffa di transizione.

4. Opzione 2: passaggio all’autoconsumo

Chi consuma una quantità significativa di energia elettrica autoprodotta, quasi sempre ottiene risultati migliori con l’autoconsumo piuttosto che con l’immissione totale in rete. Ogni chilowattora autoconsumato consente di risparmiare dai 35 ai 45 ct/kWh sull’acquisto dalla rete – circa dieci volte tanto rispetto a quanto si ricava dalla tariffa di allacciamento. Con un sistema di accumulo di energia elettrica, la quota di autoconsumo passa dal 20–30 % al 60–80 %.

Chi ha un consumo proprio di energia elettrica significativo, quasi sempre trae maggiori vantaggi dal passaggio all’autoconsumo piuttosto che dal semplice immissione totale in rete. Ogni chilowattora di energia fotovoltaica autoconsumata evita il prelievo dalla rete – e nel 2026 il prezzo di acquisto dell’energia dalla rete si attesterà tra i 35 e i 45 centesimi per kWh, ovvero quasi dieci volte superiore alla tariffa di allacciamento. Con un sistema di accumulo è possibile aumentare la quota di autoconsumo dal 60 all’80%.

Per “autoconsumo” si intende l’utilizzo dell’energia solare autoprodotta nella propria abitazione o azienda, anziché immetterla interamente nella rete pubblica. Anziché ricevere un compenso di pochi centesimi per chilowattora derivante dalla tariffa di allacciamento, ogni kWh autoconsumato consente di risparmiare l’intero prezzo di acquisto dell’energia elettrica che altrimenti si dovrebbe pagare al fornitore di energia.

Perché passare all'autoconsumo conviene quasi sempre

I conti sono chiari: se dal compenso di allacciamento si ricavano solo circa 4 ct/kWh, mentre l’acquisto dalla rete costa 40 ct/kWh, ogni chilowattora autoconsumato vale circa dieci volte di più di uno immesso in rete. Vale quindi quasi sempre la pena orientarsi verso l’autoconsumo, a condizione che questo sia in linea con la produzione di energia elettrica.

Maggiore quota di autoconsumo grazie agli accumulatori di energia

Senza un sistema di accumulo a batteria, la quota di autoconsumo di una famiglia si attesta in genere tra il 20 e il 30%, poiché la maggior parte dell’energia elettrica viene prodotta a mezzogiorno, quando nessuno è in casa. Con un sistema di accumulo, la quota di autoconsumo sale al 60-80%, poiché l’energia elettrica prodotta a mezzogiorno può essere utilizzata la sera e di notte.

Quote di autoconsumo e redditività
VarianteQuota di autoconsumoRendimento tipico
Immissione totale nella tariffa di allacciamento0 %basso
Consumo proprio senza accumulo20–30 %medio
Autoconsumo con accumulo in batteria60–80 %alto
Autoconsumo con accumulo + pompa di calore / auto elettrica75–90 %molto elevato
Fonte: Associazione dei consumatori, aggiornato al 03/2026.

Costi e procedura di transizione

In pratica, la conversione richiede la sostituzione del contatore: il vecchio contatore a alimentazione unidirezionale viene sostituito con un contatore bidirezionale. Si tratta di un intervento relativamente semplice: l’azienda specializzata impiega in genere dalle 2 alle 10 ore per intervenire sull’armadio del contatore. È importante segnalare la conversione anche nel registro dei dati anagrafici di mercato. Anche la copertura assicurativa e il controllo dello stato dell’impianto dovrebbero essere aggiornati.

Costi della conversione: affinché l’energia solare prodotta possa essere utilizzata per il proprio fabbisogno, l’impianto fotovoltaico deve essere tecnicamente convertito all’autoconsumo – di norma con un costo minimo di 200 € per la sostituzione del contatore e la relativa installazione elettrica. Se sono necessari ulteriori adeguamenti al quadro contatori o un nuovo contatore intelligente, l’importo può salire rapidamente da 500 a 1.000 €. Questo investimento una tantum si ammortizza, in caso di autoconsumo significativo, in genere entro il primo anno grazie al risparmio sui costi dell’energia elettrica.

Nel 2026, l’installazione a posteriori di un sistema di accumulo a batteria costerà in genere tra i 700 e i 1.000 € per kWh di capacità utilizzabile; per un sistema da 10 kWh, quindi, si va dai 7.000 ai 10.000 € circa. Il tempo di ammortamento dipende dalle abitudini di autoconsumo; per le famiglie dotate di pompa di calore o auto elettrica, è realistico prevedere un periodo compreso tra gli 8 e i 12 anni. Secondo BloombergNEF, nel 2025 i prezzi degli accumulatori fissi agli ioni di litio sono scesi del 45% (a 70 USD/kWh a livello di pacco batterie); i prezzi al consumo seguiranno con un certo ritardo: chi è flessibile può aspettare ulteriori riduzioni di prezzo. La nostra pagina dedicata all’impianto fotovoltaico per la vostra azienda offre una panoramica per le imprese.

5. Opzione 3: repowering – nuovo impianto, nuova tariffa EEG

Nel repowering, un impianto moderno e più potente sostituisce quello vecchio: sulla stessa superficie si ottiene una produzione di energia elettrica fino al doppio e ha inizio un nuovo periodo di 20 anni ai sensi della legge EEG. A partire dal 1° agosto 2026 si applicheranno 7,70 ct/kWh (eccedenza) o 12,22 ct/kWh (piena tariffa) fino a 10 kWp. Importante: per i nuovi impianti, la tariffa fissa dovrebbe essere abolita a partire dal 2027.

Il repowering consiste nella sostituzione del vecchio impianto con un impianto fotovoltaico moderno e più efficiente. Sulla stessa superficie del tetto si ottiene una produzione di energia elettrica fino al doppio – e per il nuovo impianto ha inizio un nuovo periodo di remunerazione di 20 anni ai sensi della legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG), in base alle attuali tariffe di immissione in rete previste dalla EEG. Tariffe attuali a partire dal 1° agosto 2026: 7,70 ct/kWh per l’immissione in rete dell’energia in eccesso, 12,22 ct/kWh per l’immissione totale in rete – garantite per 20 anni in entrambi i casi. Tutti i dettagli sono riportati nella nostra guida alla tariffa EEG 2026.

Quando conviene passare al nuovo impianto

Il repowering è particolarmente vantaggioso quando si verificano tre condizioni:

  • L'impianto esistente ha subito un calo significativo delle prestazioni oppure sono necessarie costose riparazioni.
  • La superficie del tetto è ampia e particolarmente adatta.
  • Il proprietario ha un consumo di energia elettrica significativo o prevede di averlo nei prossimi anni – ad esempio con una pompa di calore, un’auto elettrica o un impianto di climatizzazione.

Nel 2026, le possibilità di ricavare più energia dal proprio tetto sono decisamente più allettanti rispetto a pochi anni fa. Per gli impianti esistenti di grandi dimensioni, vale la pena dare un’occhiata al nostro articolo sul repowering fotovoltaico degli impianti esistenti.

Il doppio della potenza a parità di superficie

Il salto tecnologico tra i moduli del 2005 e quelli attuali è enorme: all’epoca l’efficienza era compresa tra il 12 e il 15%, oggi tra il 22 e il 24%. Sulla stessa superficie di tetto di 50 metri quadrati è quindi possibile installare circa 10-12 kWp con i moduli attuali, mentre nel 2005 erano possibili solo 5-7 kWp – con un rendimento più elevato e migliori prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione. Proprio in caso di superficie di tetto limitata, il repowering può quindi rivelarsi vantaggioso: i moduli moderni consentono di ottenere una potenza nettamente superiore per metro quadrato dallo spazio disponibile.

Tariffe di immissione in rete previste dalla legge EEG a partire dal 1° agosto 2026
Dimensioni dell'impiantoImmissione in rete dell'energia in eccessoImmissione totale
fino a 10 kWp7,70 ct/kWh12,22 ct/kWh
da 10 a 40 kWp6,66 ct/kWh10,24 ct/kWh
da 40 a 100 kWp5,44 ct/kWh10,24 ct/kWh
Le tariffe di remunerazione sono valide per 20 anni a partire dalla messa in esercizio (più il resto dell’anno di messa in esercizio) e per gli impianti messi in esercizio dal 1° agosto 2026 al 31 gennaio 2027. La riduzione semestrale di circa l’1% è stata applicata a partire dal 1° agosto 2026; la prossima riduzione è prevista per il 1° febbraio 2027. Per gli impianti ≥ 25 kWp vige l’obbligo di commercializzazione diretta. Per gli impianti realizzati a partire dal 25 febbraio 2025 si applicano inoltre le disposizioni della legge sui picchi solari. Fonte: § 48 EEG 2023, Agenzia federale delle reti, aggiornato ad agosto 2026.

Gli incentivi EEG termineranno nel 2027 per i nuovi impianti: cosa significa questo per il repowering?

Un’importante nota sulla legge EEG a partire dal 2027: il legislatore prevede di abolire la tariffa fissa di immissione in rete per i nuovi piccoli impianti fotovoltaici a partire dal 1° gennaio 2027 e di sostituirla con modelli orientati al mercato (Contracts for Difference). La precedente autorizzazione ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato relativa all’attuale sistema di incentivazione scadrà alla fine del 2026, il che accelera ulteriormente la riforma. Chi sta pianificando un repowering e desidera usufruire della tariffa garantita per 20 anni dovrebbe puntare alla messa in esercizio entro il 2026. Per gli impianti già installati, il periodo di tariffazione garantito rimane invariato.

6. Opzione 4: Smantellamento e smaltimento – chi paga cosa?

Il riciclaggio dei moduli è gratuito per i privati ai sensi della legge tedesca sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche (ElektroG) – è finanziato dai produttori e dagli importatori. Lo smontaggio e il trasporto sono a carico del proprietario: in genere da 100 a 250 €/kWp, ovvero da 1.000 a 2.500 € per un impianto su tetto da 10 kWp. Il tasso di riciclaggio raggiunge dall’80% a oltre il 95%.

Quando l’impianto ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita tecnico o le riparazioni diventano antieconomiche, non resta che procedere allo smantellamento. La situazione giuridica è chiara: il riciclaggio dei moduli è gratuito per i privati ai sensi della legge tedesca sugli apparecchi elettrici ed elettronici (ElektroG, che recepisce la direttiva UE RAEE 2012/19/UE) – sono i produttori e gli importatori a finanziare il riciclaggio. A carico del proprietario rimangono lo smantellamento e il trasporto: in genere da 100 a 250 €/kWp, ovvero da 1.000 a 2.500 € per un impianto su tetto da 10 kWp.

Il sistema tedesco di riciclaggio per il fotovoltaico opera in base alla legge ElektroG, che dall’ottobre 2015 comprende anche i moduli fotovoltaici. I produttori e gli importatori sono tenuti, tramite la fondazione EAR, al ritiro e al riciclaggio dei moduli. I privati possono consegnare i moduli fuori uso presso i centri di raccolta comunali, gratuitamente, purché si tratti di quantità tipiche di un nucleo familiare (secondo la norma LAGA 31 A, da 20 a 50 moduli usati).

Quanto costa lo smantellamento di un impianto fotovoltaico su tetto?

Costi di smantellamento e smaltimento di un impianto fotovoltaico su tetto
CostoChi paga?larghezza di banda
Riciclaggio dei moduli (quantità domestiche)Produttore / Fondazione EARgratuito
Smaltimento dei rifiuti industriali (ad es. parco solare)Produttore ai sensi dell'articolo 19 della legge tedesca sull'elettricità (ElektroG)180–210 €/tonnellata (≈ 4 €/modulo)
Smontaggio da parte di un'azienda specializzataproprietario dell'impianto100–250 €/kWp
Ponteggi e sistemi di sicurezzaproprietario dell'impiantoInclusi nei costi di smontaggio
Trasporto al centro di raccolta differenziataproprietario dell'impiantoSolitamente compreso nello smontaggio
Moduli venduti prima del 24 ottobre 2015 (apparecchiature obsolete)Proprietario dell'impianto (“proprietario finale”)I costi di smaltimento sono interamente a carico del proprietario
Costo totale di un impianto tipico da 10 kWp per una casa unifamiliareproprietario dell'impianto1.000–2.500 € in totale
Il conferimento presso i punti di raccolta comunali è gratuito per i privati per “quantità tipiche dei nuclei familiari” (secondo la norma LAGA 31 A: 20–50 moduli usati). I moduli venduti prima del 24 ottobre 2015 sono considerati “apparecchi usati storici”: il proprietario ne sostiene personalmente i costi di smaltimento. Fonte: ElektroG § 3 n. 13, § 19; Direttiva UE RAEE 2012/19/UE; Emendamento alla ElektroG del 1° gennaio 2026; photovoltaik.info; priwatt.de. Aggiornato ad agosto 2026.

A cosa bisogna prestare attenzione durante lo smantellamento di un impianto fotovoltaico?

  • Smaltirli da soli è pericoloso. Anche dopo essere stati scollegati dalla rete, i moduli fotovoltaici rimangono sotto tensione continua, che può essere letale se maneggiata in modo improprio. Lo smantellamento deve essere affidato a un'azienda specializzata qualificata (elettricista, installatore di impianti solari).
  • I moduli non devono essere smaltiti insieme ai rifiuti domestici. Uno smaltimento non corretto può comportare sanzioni pecuniarie fino a 100.000 €.
  • Attenzione ai truffatori. Il riciclaggio dei moduli è sempre gratuito. Chi chiede denaro per questo servizio non è affidabile.
  • Segnalare la messa fuori servizio. Dopo lo smantellamento, l’impianto deve essere contrassegnato come “definitivamente messo fuori servizio” nel registro dei dati anagrafici di mercato e occorre informare il gestore di rete.

Tasso di riciclaggio superiore al 95%

Dai moduli solari cristallini si recuperano principalmente vetro (circa il 70% del peso), alluminio (telai, circa il 10%), rame (cavi e connettori), silicio (celle solari) e piccole quantità di argento. Le aziende specializzate nel riciclaggio raggiungono percentuali comprese tra l'80 e l'85%, mentre i processi all'avanguardia superano il 95%.

7. Quale opzione è adatta a quale impianto?

La scelta giusta dipende da quattro fattori: lo stato dell’impianto, il proprio consumo di energia elettrica, le dimensioni del tetto e la disponibilità a investire. Una verifica professionale dell’impianto (da 300 a 2.000 €) è alla base di ogni decisione. La seguente matrice individua l’opzione più plausibile, ma non sostituisce una consulenza personalizzata.

La scelta giusta dipende da quattro fattori: lo stato dell’impianto, il proprio consumo di energia elettrica, le dimensioni del tetto e la disponibilità a investire. Una verifica professionale dell’impianto – il cui costo varia tra i 300 e i 2.000 € – costituisce la base di ogni decisione. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi è possibile individuare chiaramente l’opzione economicamente più vantaggiosa.

Matrice decisionale per impianti per over 20
SituazioneOpzione consigliataVantaggio principale
L'impianto funziona bene, senza un elevato autoconsumoOpzione 1 – Remunerazione per l'allacciamentoNessuno sforzo, nessun rischio
Elevato consumo di energia elettrica (famiglia, pompa di calore, auto elettrica)Opzione 2 – Autoconsumo + accumuloValore 10 volte superiore per kWh rispetto all'immissione in rete
L'impianto ha subito un calo significativo di potenza, il tetto è molto estesoOpzione 3 – RepoweringNuova legge EEG ventennale + raddoppio della produzione
Impianto guasto, riparazione non convenienteOpzione 4 – SmantellamentoSmaltimento corretto, riciclaggio gratuito
La ristrutturazione del tetto è comunque in programmaOpzione 3 o 4L'impalcatura serve comunque
Il proprietario è in pensione e desidera ridurre al minimo gli oneriOpzione 1 o 4Minimo onere amministrativo
Fonte: Elaborazione propria di Logic Energy basata su indagini di mercato 2024–2026. Il presente documento ha valore puramente orientativo e non sostituisce una consulenza personalizzata.

Tre pratici passaggi preparatori per ciascuna opzione:

  1. Controllo dell'impianto. Un'azienda specializzata valuta la sicurezza meccanica ed elettrica, le prestazioni dei moduli e lo stato degli inverter. Costo: 300–2.000 €, a seconda delle dimensioni e della complessità.
  2. Gestione del registro dei dati anagrafici di mercato. Ogni cambiamento di stato dell’impianto – da immissione a pieno regime a immissione in eccedenza, cambio di proprietà, messa fuori servizio – deve essere registrato.
  3. Verifica assicurativa. Dopo 20 anni, spesso non è più conveniente stipulare un'assicurazione specifica per gli impianti elettrici. Tuttavia, l'impianto dovrebbe continuare a essere coperto dall'assicurazione sull'immobile e dall'assicurazione di responsabilità civile.

8. Prospettive: il fotovoltaico diventa un impianto con una durata di oltre 30 anni

I moduli moderni durano dai 30 ai 40 anni, i rendimenti aumentano, i prezzi degli accumulatori diminuiscono: il vecchio presupposto «fotovoltaico = 20 anni = fine» non è più valido. Chi investe nel 2026 pianifica oltre 30 anni di reale creazione di valore. Gli impianti esistenti mantengono la tariffa EEG fissata al momento della messa in funzione fino alla fine del periodo di 20 anni, indipendentemente dalla riforma EEG 2027.

Negli ultimi 20 anni il settore fotovoltaico ha compiuto un balzo tecnologico che rende obsoleta la vecchia convinzione secondo cui «impianto fotovoltaico = 20 anni = fine». I moduli moderni durano dai 30 ai 40 anni, i rendimenti continuano ad aumentare, i prezzi degli accumulatori diminuiscono e la distinzione normativa tra durata dell’impianto e periodo di incentivazione diventa sempre più netta. Chi investe in un nuovo impianto fotovoltaico nel 2026, in realtà pianifica per oltre 30 anni e potrà utilizzare l’energia solare prodotta per almeno una generazione.

Tre fattori rafforzeranno questa tendenza nei prossimi anni e spingeranno un numero sempre maggiore di gestori di impianti fotovoltaici a mantenere in funzione i propri impianti ben oltre i 20 anni inizialmente previsti.

  • I moduli diventeranno ancora più efficienti. Uno studio prospettico condotto dai principali istituti di ricerca nel settore solare (tra cui il Fraunhofer ISE), pubblicato nel gennaio 2026, prevede che l’efficienza dei moduli solari possa superare il 35% entro il 2050, grazie alle tecnologie fotovoltaiche in tandem. Nello stesso periodo, i prezzi dei moduli dovrebbero dimezzarsi. La durata di vita dei moduli, secondo quanto dichiarato dal direttore del Fraunhofer ISE a pv magazine, supererà «sicuramente» i 40 anni.
  • Gli accumulatori di energia stanno diventando una componente standard. Nel 2025 i prezzi degli accumulatori agli ioni di litio scenderanno a 70 USD/kWh per le applicazioni stazionarie con batterie in pacco – secondo BloombergNEF, un calo del 45% rispetto al 2024, rendendolo così il segmento più conveniente dell’intero mercato degli ioni di litio. Quella che nel 2010 era ancora un’opzione di fascia alta sta diventando una componente standard di un impianto solare ottimizzato dal punto di vista economico.
  • La legge EEG perde il suo ruolo centrale. Con la riforma EEG 2027 (progetto di legge del governo, delibera del Consiglio dei ministri del 29/07/2026), il sistema di incentivazione passa dall’attuale premio di mercato a contratti di differenza bilaterali. L’orizzonte di incentivazione rimane di 20 anni; trascorso tale periodo, l’impianto continuerà a funzionare. Per gli impianti esistenti con remunerazione EEG garantita non cambia nulla; essi mantengono la tariffa fissata al momento della messa in funzione fino alla fine del periodo di 20 anni.

In sintesi: la vecchia concezione secondo cui «impianto fotovoltaico = 20 anni di EEG = fine» appartiene ormai al decennio scorso. Ciò che si sta effettivamente affermando è una categoria di impianti con un valore aggiunto reale che va dai 30 ai 40 anni, combinabile con sistemi di accumulo e pompe di calore e che contribuisce così all’autosufficienza energetica per diverse generazioni.

9. Per gli investitori: come Logic Energy supera il ciclo ventennale

Mentre i proprietari privati, dopo 20 anni, si trovano di fronte alla domanda «E adesso?», il modello di investimento di Logic Energy è concepito fin dall’inizio per un orizzonte temporale più lungo. Gli investitori acquisiscono gli inverter degli impianti di nuova costruzione di Logic Energy come bene materiale mobile e, alla scadenza del periodo iniziale di 20 anni, possono prorogare il contratto. L’intera responsabilità operativa – dalla manutenzione allo smantellamento – rimane a carico di Logic Energy.

In concreto, ciò significa che gli investitori apportano capitale proprio (investimento minimo di 100.000 €), si fanno carico dell’inverter e ricevono la produzione di energia elettrica ad esso collegata. La durata del contratto è fissata fin dall’inizio tra i 20 e i 40 anni, con un rendimento base compreso tra il 6 e il 10% annuo (che può arrivare fino al 10–12% grazie a agevolazioni fiscali). La controparte contrattuale è mediplan Helm e.K., un'impresa commerciale registrata con responsabilità personale del titolare ai sensi degli articoli 1, 17 e 19 del Codice commerciale tedesco (HGB).

Per gli investitori, tre differenze rispetto alla situazione dei proprietari privati sono fondamentali:

  • Opzione di proroga oltre il ventesimo anno. Mentre i proprietari privati devono passare alla tariffa di prosecuzione o valutare il repowering, nel modello Logic Energy la proroga è parte integrante del contratto. L'impianto continua a produrre (i moduli moderni mantengono circa il 95% della potenza iniziale) e Logic Energy rimane responsabile della gestione operativa.
  • Nessun obbligo di smaltimento. I costi di smantellamento, compresi tra 100 e 250 €/kWp, che i proprietari privati devono sostenere al termine del ciclo di vita dell'impianto, non sono a carico dell'investitore. Logic Energy si occupa dello smantellamento, del riciclaggio conforme alla normativa ElektroG e delle pratiche amministrative finali nei confronti del registro dei dati di base di mercato e del gestore di rete.
  • Strumenti fiscali nei primi anni. Grazie alla detrazione per investimenti (art. 7g, comma 1, EStG, fino al 50%), all’ammortamento straordinario (art. 7g, comma 5, EStG, 40%) e all’ammortamento decrescente (art. 7, comma 2, EStG), è possibile dedurre i costi di acquisto sin dai primi anni. Nell’anno stesso dell’investimento è ammortizzabile circa il 27,5% tramite l’ammortamento straordinario e l’ammortamento decrescente; insieme alla detrazione per investimenti già contabilizzata nell’anno precedente, l’effetto complessivo su entrambi gli anni ammonta fino a circa il 77,5% dei costi di acquisto (in caso di messa in funzione a gennaio; in caso di messa in funzione successiva, la percentuale sarà proporzionalmente inferiore). Con un investimento di 100.000 € e un’aliquota marginale del 42%, ciò comporta un sgravio di circa 11.550 € nell’anno dell’investimento e, cumulativamente su entrambi gli anni, fino a circa 32.500 € – disponibile fino alla fine del 2027 (BGBl. 2025 I n. 161).

Valutare un modello di investimento con un orizzonte temporale di 30 anni?

Logic Energy progetta, realizza e gestisce impianti fotovoltaici – dal primo colpo di vanga fino allo smantellamento in regola. Per gli investitori ciò significa: 20 anni di ricavi prevedibili con opzione di proroga, un bene reale sotto forma di inverter con una produzione di energia elettrica chiaramente attribuibile, pieno accesso agli strumenti fiscali tedeschi – e nessuna responsabilità operativa. Il partner contrattuale è mediplan Helm e.K., con responsabilità personale dei titolari.

Informazioni sull'investimento nel fotovoltaicoEcco come funziona il modello di investimento

Avviso importante: il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. Le informazioni fiscali riportate sono di carattere generale: per la propria situazione specifica, si prega di consultare un commercialista abilitato. I dati relativi ai rendimenti riportati nella sezione dedicata agli investitori si basano sui valori storici del gruppo Helm 2024 e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. I tassi di remunerazione e la normativa vigente sono quelli in vigore ad agosto 2026 e sono soggetti a modifiche. Aggiornato ad agosto 2026.

10. Domande frequenti

Cosa succederà al mio impianto fotovoltaico dopo 20 anni?

Dopo 20 anni termina solo la tariffa fissa prevista dalla legge EEG, non l’attività di produzione. Dal punto di vista tecnico, i moduli continuano a produrre energia. Avete quattro opzioni: proseguire la produzione con la tariffa di proseguimento prevista dalla legge (garantita fino alla fine del 2032), passare all’autoconsumo, effettuare il repowering con una nuova tariffa EEG ventennale oppure procedere a uno smantellamento ordinato.

A quanto ammonterà il compenso di allacciamento nel 2026?

La tariffa di allacciamento corrisponde al valore di mercato annuale dell’energia solare (2024: 4,624 ct/kWh) al netto di una commissione forfettaria di commercializzazione pari a 0,23 ct/kWh (2026, dimezzata in presenza di contatore intelligente). L’importo netto è in genere compreso tra 3,8 e 4,5 ct/kWh. Il regime è garantito fino al 31 dicembre 2032 (EEG 2023, Pacchetto Solare I).

Quanto durano davvero i pannelli fotovoltaici?

I moduli di alta qualità raggiungono una durata tecnica compresa tra i 30 e i 40 anni, con un degrado effettivo di solo lo 0,15% circa all’anno (Fraunhofer ISE). Un modulo del 2005 fornirà ancora nel 2026 circa il 96% della sua potenza iniziale. Gli inverter hanno una durata inferiore: dai 10 ai 15 anni, dopodiché è necessario sostituirli.

Vale la pena passare all'autoconsumo?

Quasi sempre, a condizione che vi sia un consumo proprio di energia elettrica significativo. Ogni kWh consumato in proprio consente di risparmiare sull’acquisto dalla rete da 35 a 45 ct/kWh – circa dieci volte di più di quanto si ricava dal compenso di allacciamento, pari a circa 4 ct/kWh. La sostituzione del contatore costa a partire da 200 € e si ammortizza solitamente nel primo anno.

Devo smantellare l'impianto dopo 20 anni?

No. Il termine di 20 anni riguarda solo l’incentivo, non l’impianto. Lo smantellamento ha senso solo se l’impianto è difettoso o se le riparazioni diventano antieconomiche. Finché l’impianto produce in modo sicuro, il proseguimento dell’esercizio, l’autoconsumo o il repowering rappresentano quasi sempre la scelta economicamente più vantaggiosa.

Quanto costa lo smantellamento di un impianto fotovoltaico su tetto da 10 kWp?

Il riciclaggio dei moduli è gratuito ai sensi della legge ElektroG (è finanziato dai produttori). Lo smontaggio e il trasporto sono a carico del proprietario: da circa 100 a 250 €/kWp, ovvero da 1.000 a 2.500 € per un impianto tipico da 10 kWp. I moduli venduti prima del 24 ottobre 2015 sono considerati apparecchi usati storici con onere finanziario a carico del proprietario.

I moduli vengono semplicemente gettati nei rifiuti domestici?

No: è vietato e può essere punito con una sanzione fino a 100.000 €. I moduli fotovoltaici sono apparecchiature elettriche usate (ElektroG). I privati possono consegnare gratuitamente quantità tipiche di un nucleo familiare (20–50 moduli, LAGA 31 A) presso il centro di raccolta differenziata. Le percentuali di riciclaggio vanno dall’80% a oltre il 95%.

Con il repowering posso ottenere la nuova tariffa prevista dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG)?

Sì. Nel caso del repowering, un nuovo impianto sostituisce quello vecchio e dà inizio a un nuovo periodo di 20 anni ai sensi della legge sulle energie rinnovabili (EEG): a partire dal 1° agosto 2026, 7,70 ct/kWh (eccedenza) o 12,22 ct/kWh (piena produzione) fino a 10 kWp. Importante: la tariffa fissa di immissione in rete per i nuovi impianti dovrebbe passare a modelli di mercato a partire dal 1° gennaio 2027 – la messa in servizio dovrebbe avvenire, se possibile, ancora nel 2026.

Riferimenti bibliografici

Redazione Logic Energy. Aggiornato ad agosto 2026.


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