Sicurezza degli accumulatori a batteria nel 2026: cosa devono verificare gli investitori durante la due diligence

Il rischio principale non è rappresentato dalla cella, ma dalla sua realizzazione. Quali certificati di collaudo dovrebbero richiedere gli investitori nel settore dell'accumulo nel 2026: dalla norma UL 9540A alla termografia.

La risposta breve

La sicurezza degli accumulatori a batteria dipende meno dalla composizione chimica delle celle che dalla progettazione, dall’installazione e dal luogo di collocazione: secondo i dati dell’EPRI, in circa il 36% dei casi la causa dei guasti è da ricercarsi in un’integrazione inadeguata e nella scarsa qualità costruttiva, non in difetti delle celle. La probabilità di incendio nei moderni sistemi di accumulo fotovoltaico è bassa: circa lo 0,0049% all’anno. Per gli investitori contano le certificazioni verificabili: UL 9540A, un piano di protezione antincendio, la composizione chimica delle celle LFP e ispezioni termografiche regolari.

Nessun argomento preoccupa gli investitori nel settore degli accumulatori fotovoltaici quanto il rischio di incendio. Le notizie riportate dai media sulle esplosioni degli accumulatori a batteria fanno scalpore, ma dicono ben poco sugli impianti progettati in modo professionale. Questo articolo è rivolto agli investitori che valutano progetti relativi agli accumulatori a batteria; il quadro di riferimento per i rendimenti è fornito dalla guida sugli accumulatori a batteria come investimento.

Perché gli accumulatori fotovoltaici prendono fuoco: il fenomeno del “thermal runaway”

In breve: gli incendi negli impianti di accumulo a batteria sono causati dal “thermal runaway”, ovvero un surriscaldamento autoalimentato delle singole celle. Secondo l’EPRI, tuttavia, in circa il 36% dei casi la causa è da ricercarsi in errori di montaggio e integrazione, non in difetti delle celle. La probabilità di incendio è pari a circa lo 0,0049% all’anno.

Gli incendi negli impianti di accumulo a batteria sono causati dal “thermal runaway”, ovvero un surriscaldamento autoalimentato delle singole celle. Le cause scatenanti sono difetti delle celle, sovraccarico, danni meccanici o malfunzionamenti nel sistema di gestione della batteria. Per gli investitori sono fondamentali i dati statistici: secondo le analisi di EPRI e TWAICE, in circa il 36% dei casi la causa principale è da ricercarsi in un’integrazione, un montaggio e una qualità costruttiva inadeguati. Allo stesso tempo, il tasso di guasti degli impianti di accumulo di grandi dimensioni è diminuito di circa il 97% tra il 2018 e il 2023, e istituti di ricerca come la RWTH di Aquisgrana stimano la probabilità di incendio dei moderni sistemi di accumulo domestici a solo lo 0,0049% circa all’anno – circa cinquanta volte più bassa rispetto al rischio generale di incendio domestico.

Chimica delle celle: ioni di litio, litio-ferro-fosfato o NMC?

In breve: le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) sono termicamente più stabili delle celle NMC: richiedono temperature più elevate per entrare in uno stato di runaway termico e non rilasciano ossigeno. Nel 2026, oltre il 95% dei sistemi di accumulo domestici utilizzerà questa chimica delle celle; molte compagnie assicurative la richiedono espressamente.

La composizione chimica delle celle influisce in modo significativo sulla sicurezza degli accumulatori. Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) sono considerate termicamente più stabili rispetto alle celle NMC: richiedono temperature più elevate per entrare in uno stato di “thermal runaway” e non rilasciano ossigeno durante la decomposizione. Inoltre, le batterie LFP offrono una lunga durata, con circa 4.000-10.000 cicli di ricarica. Le batterie agli ioni di litio sono la tecnologia di accumulo più diffusa; per le batterie agli ioni di litio stazionarie, l’LFP è lo standard: nel 2026 oltre il 95% dei sistemi di accumulo domestici utilizzerà questa composizione chimica.

Gestione della batteria e ubicazione nell'impianto fotovoltaico

In breve: un sistema di gestione della batteria (BMS) monitora la temperatura, la tensione e lo stato di carica di ciascuna cella e protegge dal surriscaldamento. Altrettanto importante è il luogo di installazione: un locale asciutto, fresco e ben ventilato, a una distanza di almeno un metro da materiali infiammabili, con una temperatura di esercizio compresa tra 5 e 25 gradi.

Due fattori pratici sono determinanti per la sicurezza durante il funzionamento. Il primo è il sistema di gestione della batteria (BMS): monitora la temperatura, la tensione e lo stato di carica di ogni cella della batteria, proteggendo così dal surriscaldamento e dai malfunzionamenti. Il secondo è il luogo di installazione: gli accumulatori a batteria devono essere collocati in un locale asciutto, fresco e ben ventilato – ad esempio un ripostiglio o un locale tecnico – a una distanza di almeno un metro dai materiali infiammabili. La temperatura di esercizio ottimale è compresa tra 5 e 25 gradi Celsius. I rilevatori di fumo e un’installazione a regola d’arte da parte di aziende specializzate certificate fanno parte delle misure di protezione di base.

Norme e regolamenti 2026

In breve: a seconda delle dimensioni dell'impianto, si applicano normative diverse. La norma VDE-AR-E 2510-50 si applica solo agli impianti privati e alle piccole attività commerciali; per gli impianti di accumulo commerciali e di grande potenza sono invece di riferimento le norme UL 9540A, NFPA 855 e il Regolamento edilizio modello 2025, integrati dalla norma VdS 3145 nella sua nuova versione del giugno 2025.
Norme e regolamenti applicabili agli accumulatori a batteria
quadro normativoAmbito di applicazione / Finalità
VDE-AR-E 2510-50Requisiti di sicurezza, solo per privati e piccole imprese
UL 9540AMetodo di prova per la propagazione del fuoco (senza certificato)
NFPA 855Standard di installazione per sistemi di accumulo fissi
IEC 62933-5-2Requisiti internazionali di sicurezza (nuova versione dicembre 2025)
VdS 3145Requisiti relativi agli impianti fotovoltaici e agli accumulatori, nuova versione giugno 2025
Regolamento edilizio modello 2025Distanze minime in base al tipo di energia e ai prodotti chimici
Fonte: DKE, UL Solutions, VdS/GDV, Regolamento modello sull’edilizia 2025

Importante: la norma VDE-AR-E 2510-50, spesso citata, si applica espressamente solo ai sistemi di accumulo a batteria per uso privato e su piccola scala, non agli impianti di accumulo su larga scala. Per i progetti commerciali e di utility fanno fede le norme UL 9540A, NFPA 855 e le disposizioni in materia di edilizia. La nuova versione della norma VdS 3145 richiede un sottofondo non infiammabile, distanze minime dai materiali infiammabili e, in caso di installazione in ambienti interni, pareti divisorie resistenti al fuoco.

Cosa richiedono le compagnie assicurative

In breve: gli assicuratori sono diventati di fatto lo standard di sicurezza. Per garantire premi convenienti, richiedono l’utilizzo di celle LFP, un piano antincendio conforme, un’installazione a norma, nonché dati di prova UL-9540A documentati e audit indipendenti sulla gestione termica. Il coinvolgimento tempestivo dell’assicuratore riduce il rischio del progetto.

Gli assicuratori sono diventati di fatto uno standard di sicurezza. Per offrire premi vantaggiosi, richiedono sempre più spesso che le celle LFP siano conformi, un piano antincendio adeguato, un’installazione conforme alle norme, nonché dati di prova documentati secondo la norma UL-9540A e audit indipendenti sul sistema di gestione termica. Chi coinvolge l’assicuratore sin dalle prime fasi chiarisce questi requisiti prima che diventino un rischio per il progetto: l’assicurabilità deve essere inclusa in ogni calcolo relativo a un investimento in un sistema di accumulo.

Termografia su impianto fotovoltaico e accumulatore

In breve: la termografia a infrarossi – spesso supportata da droni – rileva senza contatto, durante il funzionamento, i punti caldi, le celle difettose e i difetti delle stringhe. Un piccolo impianto costa circa 200 euro, mentre quelli più grandi vanno dai 300 agli 800 euro. Si raccomandano controlli ogni due anni, oltre che al momento della messa in funzione e prima della scadenza della garanzia.

Uno strumento efficace e spesso sottovalutato è la termografia. Le telecamere a infrarossi – spesso montate su droni – individuano senza contatto, durante il funzionamento, i punti caldi, le celle e le stringhe difettose, nonché i guasti a livello di sottostringa, prima che questi causino danni o incendi. I costi sono contenuti: un piccolo impianto su tetto può essere controllato per circa 200 euro, mentre per gli impianti più grandi la spesa varia da 300 a 800 euro. Attualmente l’argomento sta acquisendo sempre maggiore rilevanza: secondo una pubblicazione specialistica del luglio 2026, nei moduli a mezza cella stanno aumentando i difetti a livello di substring e di saldatura, il che accresce il rischio di incendio; la termografia al momento della messa in servizio e durante il funzionamento è quindi considerata obbligatoria. Anche per gli impianti con accumulo a batteria integrato, essa costituisce un elemento fondamentale delle attività di O&M.

Il caso Bentwisch: una visione oggettiva

In breve: il 5 luglio 2026, a Bentwisch, nei pressi di Rostock, un sistema di accumulo a batteria ha subito un surriscaldamento all’interno di un capanno di legno; nell’esplosione tre vigili del fuoco hanno riportato ferite lievi, mentre i danni ammontano a circa 40.000 euro. La causa è ancora oggetto di indagine: il caso invita alla prudenza, non al panico.

Il caso evidenzia due aspetti: il rischio reale rappresentato da piccoli impianti di stoccaggio installati in modo improprio e il contrasto con un impianto progettato in modo professionale, dotato di un piano antincendio, di separazioni strutturali e di un sistema di monitoraggio. È da evitare trarre conclusioni affrettate sulla tecnologia dell’impianto finché la causa non è stata chiarita. Proprio per questo la catena di verifiche nella due diligence è così importante.

Lista di controllo per la due diligence

Prima di effettuare un investimento, gli investitori dovrebbero richiedere prove concrete:

  • Rapporto di prova UL-9540A o prova su larga scala equivalente per il sistema di accumulo utilizzato
  • Piano antincendio conforme al regolamento edilizio regionale, compresa la documentazione relativa alle distanze di sicurezza
  • Conformità alla norma VdS 3145, in particolare nell’ambito delle pratiche assicurative
  • Certificato di chimica delle celle (preferibilmente LFP) con scheda tecnica sul comportamento in caso di runaway termico
  • Specifiche BMS con separazione delle celle, ridondanza e rilevamento precoce di gas e fumo
  • Piano di estinzione e ventilazione (deflagrazione)
  • Contratto di O&M con programma di monitoraggio e termografia
  • Attestato di assicurazione comprensivo di copertura per il collegamento in rete EMS/BMS
  • Esperienza e affidabilità finanziaria del produttore e dell’integratore
Avviso importante: il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi a rendimenti, ricavi, proventi, canoni di locazione e costi sono calcoli esemplificativi o osservazioni di mercato riferiti alla situazione indicata e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri; i valori effettivamente ottenibili dipendono dall’ubicazione, dalla configurazione dell’impianto, dai termini contrattuali e dall’andamento del mercato. Le informazioni relative alle norme e agli eventi sono aggiornate a settembre 2026. Per la progettazione concreta degli impianti antincendio e di sicurezza è necessaria una progettazione specialistica. Per la vostra situazione specifica, rivolgetevi a un commercialista, un avvocato o un consulente finanziario abilitato. Tutte le informazioni sono fornite senza garanzia. Aggiornato al 21 settembre 2026.

Pianificare in modo sicuro un progetto di stoccaggio

State valutando un investimento in un sistema di accumulo a batteria e desiderate valutare in modo attendibile i certificati di sicurezza e antincendio? Progettiamo sistemi di accumulo con celle LFP, dotati di un piano antincendio conforme alle norme e di una catena di controllo documentata.

Vai al modulo di contattoSistemi di accumulo a batteria per uso commerciale

Domande frequenti (FAQ)

Qual è la probabilità che un sistema di accumulo a batteria prenda fuoco?

Basso: secondo alcuni studi, si attesta intorno allo 0,0049% all’anno. Il tasso di guasti degli accumulatori di grande capacità è diminuito di circa il 97% dal 2018. Secondo l’EPRI, la causa principale degli incidenti è da ricercarsi in errori di montaggio e integrazione, non in difetti delle celle.

L'LFP è davvero più sicuro dell'NMC?

Sì, in linea di massima. Le batterie al litio-ferro-fosfato richiedono temperature notevolmente più elevate per innescare un runaway termico e non rilasciano ossigeno che alimenti la reazione. Nel 2026, oltre il 95% dei sistemi di accumulo domestici utilizzerà questa chimica delle celle.

Dove dovrebbe essere collocato un sistema di accumulo a batteria?

In un locale asciutto, fresco e ben ventilato, come un ripostiglio o un locale tecnico, a una distanza di almeno un metro dai materiali infiammabili. La temperatura di funzionamento ottimale è compresa tra 5 e 25 gradi Celsius. I rilevatori di fumo e un’installazione a regola d’arte fanno parte delle misure di protezione di base.

Quali norme dovrei conoscere in qualità di investitore?

A livello internazionale: UL 9540A (prova antincendio), NFPA 855 (installazione) e IEC 62933-5-2 (nuova versione dicembre 2025). A livello nazionale: VDE-AR-E 2510-50 (solo per uso privato e piccole imprese), VdS 3145 e il Regolamento edilizio modello 2025 con le relative norme sulle distanze.

Cosa richiedono concretamente le compagnie assicurative?

Generalmente: chimica delle celle LFP, un piano antincendio conforme, installazione a norma, test UL-9540A documentati e audit indipendenti sulla gestione termica. Il coinvolgimento tempestivo dell'assicuratore riduce il rischio del progetto e, spesso, anche il premio.

Quali vantaggi offre la termografia nei sistemi di accumulo?

Le telecamere a infrarossi rilevano i punti caldi, le celle difettose e i difetti delle sottostringhe senza contatto durante il funzionamento, prima che si verifichino danni. Si raccomandano controlli ogni due anni, oltre che al momento della messa in servizio e prima della scadenza della garanzia.

Conclusione: la sicurezza è una questione di realizzazione

Nel 2026, la sicurezza degli accumulatori a batteria dipenderà soprattutto dalla qualità della realizzazione, non solo dalla tecnologia delle celle. La probabilità di incendio è bassa, i tassi di guasto sono notevolmente diminuiti e la causa principale risiede nel montaggio e nell’integrazione. Gli investitori che richiedono celle LFP, un sistema di gestione delle batterie ben progettato, un luogo di installazione adeguato, certificazioni UL-9540A, un piano antincendio e ispezioni termografiche regolari riducono al minimo il rischio reale.

La guida “Industria fotovoltaica” illustra come integrare i sistemi di accumulo in un progetto complessivo; la guida sui sistemi di accumulo a batteria fornisce un quadro dei ricavi, mentre le nozioni di base sono disponibili nella nostra pagina dedicata ai sistemi di accumulo a batteria fotovoltaici per uso commerciale.

Riferimenti bibliografici

Articoli correlati: Gli accumulatori a batteria come investimento · Accumulatori a batteria fotovoltaici per il settore commerciale


Indietro
Indietro

Rendimento del parco solare nel 2026: come calcolare l'IRR per ettaro

Continua
Continua

Pacchetto solare 1: cosa cambia per gli investitori nel settore fotovoltaico e per le aziende?