Tariffe EEG 2026: aliquote attuali e riforma dei CfD

Estratto

La tariffa EEG per il 2026 è pari a 7,78 ct/kWh per i nuovi impianti su tetto fino a 10 kWp – e continua a diminuire ogni sei mesi. La legge sui picchi solari ha cambiato le regole del gioco a partire da febbraio 2025; dal 2027, con l'obbligo del CfD, entrerà in vigore il cambiamento di sistema più radicale dall'esistenza della EEG. Chi mette in funzione un impianto nel 2026 si assicura le condizioni attuali per 20 anni.

  • La tariffa EEG per il 2026 per i nuovi impianti fotovoltaici fino a 10 kWp è pari a 7,78 ct/kWh (immissione parziale) o 12,73 ct/kWh (immissione totale). A partire dal 1° agosto 2026, le tariffe scenderanno nuovamente a 7,71 e 12,60 ct/kWh. A partire dal 2027, l'obbligo CfD sostituirà il sistema attuale. Chi metterà in funzione un impianto nel 2026 si assicurerà le attuali condizioni EEG per 20 anni, compresa la partecipazione asimmetrica al rialzo sul mercato dell'energia elettrica, che verrà meno a partire dal 2027.

Indice

  1. Che cos'è la tariffa EEG?

  2. Tariffe di remunerazione EEG 2026 – Panoramica delle tariffe attuali

  3. Immissione totale o parziale: quando conviene l'una e quando l'altra?

  4. Valore da attribuire e commercializzazione diretta: come funziona il sistema

  5. Legge sui picchi solari: la modifica più importante dal febbraio 2025

  6. Riforma dei CfD 2027 – Il quadro normativo per gli investitori

  7. Cosa significa concretamente – per gli investitori e le imprese

  8. Domande frequenti

Che cos'è la tariffa EEG?

La tariffa EEG è il pagamento garantito per legge che i gestori di rete sono tenuti a versare per ogni chilowattora immessa nella rete elettrica proveniente da impianti fotovoltaici. La legge sulle energie rinnovabili (EEG) obbliga i gestori di rete, dal 2000, all'acquisto prioritario e alla remunerazione dell'energia solare, indipendentemente dal prezzo di borsa corrente. La remunerazione è valida per 20 anni a partire dal mese di messa in funzione ed è fissata al tasso in vigore al momento della prima immissione in rete.

L'attuale tariffa di 7,78 ct/kWh non è un segnale d'allarme, bensì il risultato previsto di una riduzione graduale durata oltre due decenni: nel 2004 la tariffa era ancora superiore a 57 ct/kWh – fissata volutamente a un livello elevato per rendere competitiva sul mercato una tecnologia allora costosa. Oggi i prezzi degli impianti fotovoltaici hanno raggiunto i minimi storici. La tariffa EEG si è quindi trasformata da fonte di reddito principale a rete di sicurezza.

Tariffe di remunerazione EEG 2026 – Panoramica delle tariffe attuali

Per i nuovi impianti fotovoltaici su tetto che entreranno in funzione a partire dal 1° febbraio 2026 si applicano le seguenti tariffe di remunerazione. L'Agenzia federale delle reti pubblica le tariffe con cadenza semestrale – a partire dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG) del 2023 con una riduzione fissa dell'1% ogni sei mesi, senza tetto mobile. (Fonte: EEG 2023, Agenzia federale delle reti, aggiornato a febbraio 2026)

Tariffa di immissione in rete febbraio – luglio 2026:

  • Fino a 10 kWp, immissione parziale: 7,78 ct/kWh

  • Fino a 10 kWp, immissione totale in rete: 12,35 ct/kWh

  • Da 10 a 40 kWp, impianti su tetto: 6,73 ct/kWh

  • Da 40 a 100 kWp, impianti commerciali: 5,50 ct/kWh

A partire dal 1° agosto 2026 (dopo una riduzione dell'1%):

  • Fino a 10 kWp, immissione parziale: 7,70 ct/kWh

  • Fino a 10 kWp, immissione totale in rete: 12,23 ct/kWh

A titolo di confronto: nel febbraio 2025, la tariffa per l'immissione parziale in rete fino a 10 kWp era ancora di 7,94 ct/kWh. Il calo su base annua è pari a circa il 2%. Maggiori informazioni sui rendimenti sono disponibili qui.

Importante: il tasso di remunerazione dipende dalla data di messa in funzione, non dalla data dell'ordine o della progettazione. Per gli investitori, la data di messa in funzione è la data di riferimento determinante.

Gli impianti con potenza superiore a 100 kWp sono soggetti all'obbligo di gara d'appalto dell'Agenzia federale delle reti. Per gli impianti solari a terra, i valori medi di aggiudicazione nelle gare d'appalto dell'Agenzia federale delle reti del 2025 si sono attestati tra 4,88 e 6,26 ct/kWh.

Evoluzione della tariffa EEG

Fino a 10 kWp · Immissione parziale · ct/kWh

Febbraio 2025
7,94 ct/kWh
Febbraio 2026
7,78 ct/kWh
Agosto 2026
7,71 ct/kWh
A partire dal 2027
⚡ Sistema CfD · Nessuna tariffa di immissione in rete per i nuovi impianti

Fonte: EEG 2023 · Agenzia federale delle reti · Aggiornato a marzo 2026 · Tutti i dati sono forniti a titolo puramente indicativo

Immissione totale o parziale: quando conviene l'una e quando l'altra?

L'immissione totale significa che tutta l'energia elettrica prodotta viene immessa in rete – con una tariffa di 12,73 ct/kWh (aggiornato a febbraio 2026). L'immissione parziale significa che l'autoconsumo riduce direttamente i costi dell'energia elettrica e solo l'eccedenza viene remunerata con 7,78 ct/kWh. L'immissione totale conviene esclusivamente se non è possibile un autoconsumo rilevante, ad esempio nel caso di impianti a scopo puramente di investimento su aree commerciali non abitate. Per le aziende con autoconsumo, l'immissione parziale è quasi sempre più vantaggiosa. Tre motivi per cui l'autoconsumo supera economicamente la tariffa di remunerazione: Ogni kWh autoconsumato sostituisce l'energia della rete a 25–35 ct/kWh – da tre a quattro volte l'immissione parziale Gli accumulatori a batteria aumentano la quota di autoconsumo dal tipico 30% a oltre il 70% L'energia in eccesso può essere commercializzata in modo ottimizzato tramite la vendita diretta, non solo immessa in rete a tariffa fissa Il nostro articolo sul rendimento degli impianti solari nel 2026 per il settore commerciale e industriale mostra quali sono i rendimenti reali concreti per le aziende e a quali condizioni i diversi tipi di impianti sono redditizi.

Valore da attribuire e commercializzazione diretta: come funziona il sistema

Il valore da applicare è il parametro di calcolo fondamentale della legge sulle energie rinnovabili (EEG): il livello di riferimento stabilito per legge o tramite gara d'appalto, dal quale derivano entrambe le modalità di incentivazione – non l'effettivo importo erogato.

Opzione 1 – Tariffa di immissione in rete (per impianti fino a 100 kW): il gestore di rete versa direttamente l'importo previsto, al netto di 0,40 ct/kWh. Semplice, prevedibile, nessun rischio di mercato.

Opzione 2 – Commercializzazione diretta con premio di mercato variabile (obbligatoria a partire da 100 kW, dal 2025 gradualmente a partire da 25 kW): il gestore vende l'energia elettrica in borsa tramite un operatore di commercializzazione diretta. Il premio di mercato compensa la differenza:

→ Premio di mercato = Valore di riferimento − media mensile del prezzo di borsa del solare

Se il valore di borsa supera il valore di riferimento, il premio non viene corrisposto: il gestore trattiene integralmente i ricavi in eccesso. Questa partecipazione asimmetrica agli utili è la differenza principale rispetto agli incentivi CfD previsti a partire dal 2027 e costituisce l'argomento principale a favore dell'entrata in funzione nel 2026.

Il nostro articolo sulla commercializzazione diretta dell'energia fotovoltaica nel 2026 spiega cosa significano gli attuali valori di borsa per l'energia fotovoltaica e come gli operatori di commercializzazione diretta ottimizzano i ricavi.

Legge sui picchi solari: la modifica più importante dal febbraio 2025

La legge sui picchi solari è in vigore dal 25 febbraio 2025. Regola fondamentale: in ogni quarto d'ora in cui il prezzo spot di mercato è negativo, il valore da applicare scende a zero – gli operatori non ricevono alcuna remunerazione ai sensi della legge sulle energie rinnovabili (EEG) per tali periodi.

Nel 2025 in Germania si sono registrate 575 ore con prezzi dell'energia elettrica negativi: un nuovo record, pari a circa il 6,5% del totale delle ore dell'anno. (Fonte: Agenzia federale delle reti, dati SMARD 2025)

La legge prevede tre meccanismi di compensazione:

  1. Il periodo di finanziamento di 20 anni viene prolungato in base ai quarti d'ora non retribuiti (fattore 0,5)

  2. Gli impianti esistenti possono passare volontariamente al nuovo sistema e riceveranno quindi un bonus di 0,6 ct/kWh

  3. I nuovi impianti privi di contatori intelligenti installati vengono limitati al 60% della potenza nominale

Nel nostro articolo sui prezzi negativi dell'energia elettrica e sugli investitori nel fotovoltaico analizziamo perché la legge sui picchi solari non rappresenta un problema strutturale per molti investitori, nonostante la perdita delle tariffe di riacquisto, e in che modo gli accumulatori a batteria cambiano le carte in tavola.

Riforma dei CfD 2027 – Il quadro normativo per gli investitori

Il regolamento UE 2024/1747 prevede che, a partire dal 17 luglio 2027, i contratti per differenza (Contracts for Difference, CfD) diventino lo strumento di incentivazione standard per i nuovi impianti di energia rinnovabile. Il precedente modello di premio di mercato previsto dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG) cesserà di applicarsi ai nuovi impianti a partire da tale data.

Cosa significano concretamente i CFD a due vie – quattro punti chiave:

  1. Prezzo di mercato inferiore al prezzo di riferimento → Lo Stato copre la differenza (come nella precedente EEG)

  2. Prezzo di mercato superiore al prezzo di riferimento → Il gestore restituisce gli utili in eccesso (nuova disposizione a partire dal 2027)

  3. I profitti straordinari, come quelli registrati durante le fasi di prezzi elevati del 2022, sono strutturalmente esclusi

  4. Gli investitori perdono la partecipazione asimmetrica agli utili nel mercato dell'energia elettrica

Una bozza di lavoro trapelata del BMWE risalente al gennaio 2026 prevede l'applicazione del meccanismo CfD a partire da 100 kW di potenza installata. La tariffa fissa di immissione in rete per i nuovi impianti con potenza inferiore a 25 kW dovrebbe essere abolita a partire dal 1° gennaio 2027. A marzo 2026 la bozza è in fase di coordinamento interno. (Fonte: bozza di lavoro del BMWE, trapelata nel febbraio 2026; confermata dall'analisi GÖRG del 09/03/2026)

La finestra normativa per il 2026: chi mette in funzione un impianto fotovoltaico entro la fine di quest'anno si assicura le attuali condizioni previste dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG) per 20 anni, con una tariffa base garantita e la piena partecipazione al mercato verso l'alto. Questa finestra temporale è limitata nel tempo e si chiude con il cambiamento di sistema.

Il nostro articolo "Cosa comporta l'obbligo di CfD a partire dal 2027 per gli investitori nel settore fotovoltaico" offre un'analisi completa dell'obbligo di CfD e delle sue ripercussioni sui rendimenti degli investimenti.

Cosa significa concretamente – per gli investitori e le imprese

Per gli investitori, la tariffa EEG del 2026 rappresenta il ricavo minimo prevedibile – la rete di sicurezza contro i rischi di ribasso. Il rendimento deriva da tre fonti:

  1. Tariffa EEG come copertura di base: 7,78–12,73 ct/kWh a seconda del modello di immissione in rete

  2. Maggiorazioni per la vendita diretta in caso di valori di borsa elevati: partecipazione integrale per gli impianti che entreranno in rete nel 2026

  3. I ricavi derivanti dall'autoconsumo e dallo stoccaggio come principale fattore di rendimento

Nel 2026, i rendimenti tipici degli impianti progettati da professionisti si attesteranno tra il 6 e il 10% annuo (fonte: Gruppo Helm, dati di portafoglio 2024). Ciò è dovuto alla diminuzione dei prezzi degli impianti, non all’aumento delle tariffe di remunerazione. Il nostro articolo sul modello di investimento Logic Energy spiega in dettaglio come è strutturato tale modello.

Per le aziende che dispongono di un proprio impianto fotovoltaico, la tariffa di immissione in rete è solitamente secondaria. Il fattore principale è la quota di autoconsumo: ogni kWh consumato in proprio fa risparmiare 25–35 ct/kWh rispetto all'acquisto dalla rete. Un impianto sul tetto ben dimensionato con accumulatore si ammortizza completamente in 8–12 anni. Per le aziende senza capitale proprio disponibile, il modello fotovoltaico senza capitale proprio rappresenta un'alternativa collaudata.

 

La finestra normativa del 2026 è aperta, ma ha una durata limitata. Scopri subito di più sugli investimenti nel fotovoltaico →

La tariffa EEG fornisce il quadro di riferimento: il vero potenziale di rendimento risiede nella combinazione tra data di entrata in funzione, modello di immissione in rete e strategia di commercializzazione. Logic Energy progetta e realizza impianti fotovoltaici tenendo conto di tutte le fonti di reddito: remunerazione, autoconsumo, accumulo e commercializzazione diretta – in base al vostro immobile, al vostro status fiscale e al calendario normativo fino al 2027. Calcoliamo gratuitamente il vostro potenziale di rendimento individuale – in modo concreto, senza prospetti standard. Contattateci →

Dichiarazione di non responsabilità: il presentearticolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi ai rendimenti si basano sui valori storici del gruppo Helm e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. Per la vostra situazione specifica, rivolgetevi a un consulente finanziario o fiscale abilitato. Tutte le informazioni sono fornite senza alcuna garanzia. Aggiornato a marzo 2026.


Domande frequenti

  • La tariffa EEG per il 2026 per i nuovi impianti su tetto fino a 10 kWp è pari a 7,78 ct/kWh (immissione parziale) e 12,73 ct/kWh (immissione totale) – valida da febbraio a luglio 2026. A partire da agosto 2026, le tariffe scenderanno rispettivamente a 7,71 e 12,60 ct/kWh. La tariffa dipende dalla data di messa in funzione. (Fonte: EEG 2023, Agenzia federale delle reti)

  • La tariffa EEG è valida per 20 anni a partire dal mese di messa in funzione. La tariffa viene fissata al momento della messa in funzione e non subisce più variazioni. Un impianto che entra in rete nell'aprile 2026 riceverà la tariffa fino all'aprile 2046, secondo la tariffa attualmente in vigore.

  • A partire dal 2027, il governo federale prevede di introdurre contratti differenziali bilaterali (CfD) per i nuovi impianti fotovoltaici. La tariffa fissa di immissione in rete per i nuovi impianti con potenza inferiore a 25 kWp dovrebbe essere abolita. I CfD garantiscono una copertura agli operatori in caso di prezzi di mercato bassi, ma prevedono un rimborso in caso di prezzi elevati. (Fonte: bozza di lavoro del BMWE, gennaio 2026)

  • In caso di immissione totale, tutta l'energia elettrica prodotta viene immessa in rete – tariffa di 12,73 ct/kWh. In caso di immissione parziale, l'autoconsumo riduce direttamente i costi dell'energia elettrica, mentre l'eccedenza viene remunerata con 7,78 ct/kWh. Poiché l'energia elettrica della rete costa 25–35 ct/kWh, l'immissione parziale è economicamente più vantaggiosa per tutte le aziende che praticano l'autoconsumo.

  • A partire dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG) del 2023, la vendita diretta è obbligatoria per gli impianti a partire da 100 kWp. Dal 2025, tale obbligo verrà esteso gradualmente anche agli impianti a partire da 25 kWp. Gli impianti di dimensioni inferiori possono optare volontariamente per questa modalità e riceveranno quindi l'intero valore di riferimento invece della tariffa di immissione in rete ridotta (differenza: 0,40 ct/kWh).

  • La legge sui picchi solari è in vigore dal 25 febbraio 2025. Essa fissa a zero il valore da applicare nei quarti d’ora in cui il prezzo di mercato è negativo: gli operatori non ricevono alcuna remunerazione per tali periodi. A titolo di compensazione, il periodo di incentivazione viene prolungato. Nel 2025 in Germania si sono registrate 575 ore di questo tipo. (Fonte: Agenzia federale delle reti, SMARD 2025)

  • Sì. Oggi il rendimento non deriva principalmente dalla tariffa statale, bensì dall’autoconsumo, dalla vendita diretta e dai ricavi derivanti dallo stoccaggio. Gli impianti progettati in modo professionale raggiungeranno nel 2026 rendimenti compresi tra il 6 e il 10% all’anno. Il calo della tariffa dimostra che il fotovoltaico è economicamente autosufficiente. (Fonte: Gruppo Helm, dati di portafoglio 2024)

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