Ampliare un impianto fotovoltaico esistente: ecco come fare per le aziende commerciali

Sfruttare lo spazio libero sul tetto per aumentare la resa? Quando si amplia un impianto fotovoltaico esistente, sono le soglie previste dalla legge EEG e la situazione fiscale a determinare le scelte. La guida per le imprese 2026.

La risposta breve

Chi intende ampliare un impianto fotovoltaico dovrebbe conoscere soprattutto il principio di aggregazione degli impianti previsto dall’articolo 24 della legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG): l’ampliamento beneficia della tariffa di riacquisto attualmente in vigore, solitamente più bassa, mentre l’impianto esistente mantiene la tariffa originaria. L’ampliamento deve avvenire entro dodici mesi e le soglie di potenza (100 kWp per la commercializzazione diretta, 30/100 kWp per l’esenzione fiscale) possono comportare nuovi obblighi. Dal punto di vista economico, l’ampliamento è vantaggioso soprattutto se aumenta l’autoconsumo.

Molte aziende hanno installato un impianto solare anni fa e oggi desiderano ampliarlo, perché dispongono di spazio libero sul tetto oppure perché il consumo di energia elettrica è aumentato a causa delle auto elettriche, delle pompe di calore o di nuovi processi. L’ampliamento di un impianto fotovoltaico esistente è solitamente semplice dal punto di vista tecnico, ma complesso dal punto di vista giuridico. Questo articolo è rivolto alle aziende commerciali e illustra le norme vigenti nel 2026; una panoramica generale è disponibile nella guida «Fotovoltaico industriale».

Modi per ampliare un impianto fotovoltaico esistente

In breve: un impianto fotovoltaico esistente può essere ampliato con moduli solari aggiuntivi installati su superfici libere del tetto, sulla facciata, sul posto auto coperto o su edifici annessi. I nuovi moduli devono essere tecnicamente compatibili con quelli esistenti, la struttura del tetto deve poter sostenere almeno circa 30 kg/m² e l’installazione deve essere affidata a un’azienda specializzata.

Esistono diverse possibilità per ampliare un impianto fotovoltaico. Un ampliamento consiste nell’installare moduli solari aggiuntivi su superfici finora inutilizzate: occupare le superfici libere del tetto oppure sfruttare edifici annessi, tettoie per auto e la facciata. I nuovi moduli devono presentare caratteristiche tecniche compatibili con quelli esistenti e l’installazione deve essere eseguita da un’azienda specializzata per garantire sicurezza e rendimento.

In caso di moduli aggiuntivi, è necessario verificare la capacità dell’inverter: i moderni inverter commerciali consentono un sovraccarico in corrente continua fino a circa un fattore 1,5, per cui non sempre è necessario un nuovo apparecchio. Il presupposto è una portata statica del tetto sufficiente, pari ad almeno circa 30 kg/m². È possibile integrare anche un sistema di accumulo a batteria; l’installazione a posteriori di un sistema di accumulo commerciale verrà trattata in un articolo a parte, in considerazione delle specifiche questioni tecniche e normative che la riguardano. La presente guida si concentra sull’ampliamento della potenza dei moduli.

Normativa EEG: il riepilogo degli impianti

In breve: ai sensi dell’articolo 24 della legge sulle energie rinnovabili (EEG), un impianto esistente e un ampliamento sono considerati un unico impianto se entrano in funzione nello stesso sito entro dodici mesi. All’ampliamento viene applicata la tariffa di remunerazione attuale, solitamente più bassa, mentre l’impianto esistente mantiene la propria, ripartita proporzionalmente in base alla potenza installata.

Il fulcro giuridico di ogni ampliamento è costituito dal § 24 della legge sulle energie rinnovabili (EEG). Se, nell’arco di dodici mesi solari, vengono messi in funzione più impianti sullo stesso terreno o nelle immediate vicinanze, ai fini del calcolo della remunerazione essi sono considerati un unico impianto. A tal fine non è determinante un raggio fisso misurato in metri, bensì, secondo la giurisprudenza della Corte federale di cassazione (BGH), il punto comune di connessione alla rete.

Per quanto riguarda la tariffa di immissione in rete si applica il principio dello “split”: l’ampliamento beneficia della tariffa EEG in vigore al momento della messa in funzione, mentre l’impianto esistente mantiene quella originaria. Poiché la tariffa di immissione in rete diminuisce di circa l’1% ogni sei mesi, quella applicabile ai nuovi moduli è di norma inferiore. Le tariffe attuali sono riportate nella guida alle tariffe EEG 2026.

Le soglie di prestazione e le loro conseguenze

In sintesi: se l’impianto complessivo supera i 30 kWp per unità o i 100 kWp in totale, non si applica l’esenzione fiscale ai sensi del § 3 n. 72 dell’EStG. A partire da 100 kWp la commercializzazione diretta diventa obbligatoria, a partire da 7 kW è richiesto un sistema di misurazione intelligente, mentre a partire da 1.000 kWp è prevista la gara d’appalto.

Di seguito sono riportati i valori soglia più importanti e le loro ripercussioni sul vostro impianto fotovoltaico ampliato.

Soglie di potenza nell'ampliamento degli impianti fotovoltaici
SogliaObbligo determinante
30 kWp per unità / 100 kWp in totaleCessazione dell'esenzione fiscale ai sensi dell'articolo 3, n. 72, dell'EStG
a partire da 100 kWpObbligo di commercializzazione diretta (art. 21b della legge sulle energie rinnovabili, EEG)
a partire da 7 kW installatiInstallazione di un sistema di misurazione intelligente (art. 29 della legge tedesca sulla misurazione, MsbG)
oltre 500 kW installatiÈ richiesto il certificato dell'impianto
a partire da 1.000 kWpObbligo di bando di gara (remunerazione solo in caso di aggiudicazione)
Fonte: EEG 2023 (artt. 21b, 24), art. 29 MsbG, art. 3 n. 72 EStG

Le principali soglie in sintesi:

  • 30 / 100 kWp: a partire da questo valore non si applica più l'esenzione fiscale ai sensi del § 3 n. 72 dell'EStG.
  • 100 kWp: a partire da questa soglia, la vendita diretta è obbligatoria – con un compenso per la commercializzazione e un contratto con un operatore di vendita diretta.
  • 7 kW: a partire da questa soglia è obbligatorio l'uso di un contatore intelligente (smart meter).
  • 500 kW / 1.000 kWp: a partire da questi valori si applicano il certificato dell'impianto e l'obbligo di gara d'appalto.

Insidie fiscali

In sintesi: se la potenza supera i 30 o i 100 kWp, l’esenzione fiscale ai sensi del § 3 n. 72 dell’EStG viene meno completamente e senza importo base, a partire dal momento in cui viene superato il limite. Allo stesso tempo, l’impianto, che in tal caso diventa commerciale, dà diritto a agevolazioni fiscali quali la detrazione per investimenti (§ 7g EStG) e l’ammortamento straordinario.

Un rischio spesso trascurato è l’esenzione fiscale ai sensi del § 3 n. 72 dell’EStG. Se un impianto supera i 30 kWp o la somma di tutti gli impianti supera i 100 kWp, l’esenzione viene completamente meno – non rimane alcun importo base esente da imposta. L’effetto si applica in modo prospettico a partire dal momento in cui viene superato il limite, non con effetto retroattivo. Per le aziende ciò non rappresenta solo un rischio, ma anche un’opportunità: quali strumenti di ammortamento sono disponibili è spiegato nell’articolo «Fotovoltaico: risparmiare sulle tasse con IAB e ammortamento».

Costi dell'ampliamento

In sintesi: per gli ampliamenti di impianti fotovoltaici su tetto a uso commerciale con potenza superiore a 30 kWp, i costi si aggirano tra i 900 e i 1.600 euro per kWp (Fraunhofer ISE). L’importo esatto dipende dal tipo di tetto, dall’accessibilità e dai costi di allacciamento alla rete; un ampliamento su una superficie già predisposta è solitamente più conveniente rispetto a un nuovo impianto.

L'investimento dipende dalle dimensioni e dalla tecnologia dell'ampliamento dell'impianto. Secondo il Fraunhofer ISE, per gli ampliamenti su tetto a uso commerciale superiori a 30 kWp, i costi dell'impianto si aggirano tra i 900 e i 1.600 euro per kWp. Se l'ampliamento viene combinato con una ristrutturazione del tetto già prevista, i costi diminuiscono sensibilmente grazie alle sinergie relative alle impalcature e al montaggio. L’energia solare aggiuntiva è particolarmente vantaggiosa se aumenta l’autoconsumo, sostituendo così il costoso prelievo dalla rete.

Allacciamento alla rete, registrazione e sistema di misurazione

In breve: i gestori di rete trattano un ampliamento come un nuovo impianto. L’ampliamento viene registrato entro un mese nel registro dei dati anagrafici di mercato come nuova unità; la mancata registrazione comporta una sanzione fino a 50.000 euro. Spesso segue la sostituzione del contatore e occorre verificare che l’allacciamento alla rete abbia una capacità sufficiente.

Registrazione nel registro dei dati anagrafici di mercato

Ogni ampliamento deve essere registrato nel registro dei dati anagrafici di mercato. L’ampliamento viene registrato come nuova unità con una propria data di messa in servizio, non come aggiornamento della potenza dell’impianto esistente. La nuova registrazione deve avvenire entro un mese dalla messa in servizio. La mancata registrazione può comportare sanzioni fino a 50.000 euro e ridurre a zero il valore da contabilizzare.

Sostituzione del contatore

La legge non impone l’uso di un contatore separato: è ammesso un dispositivo di misurazione comune con ripartizione in base al rapporto di potenza. Nella pratica, tuttavia, la notifica dell’ampliamento al gestore della rete comporta spesso la sostituzione del contatore, al fine di delimitare chiaramente la vecchia e la nuova tariffa.

Capacità di connessione alla rete

Una procedura di allacciamento accelerata della durata di otto settimane si applica solo fino a 100 kWp e solo se la capacità di allacciamento esistente è sufficiente. In caso di ampliamenti di maggiore entità, è necessario chiarire tempestivamente se sia necessario potenziare l’allacciamento alla rete: questo è spesso l’aspetto più critico in termini di tempistiche nel progetto.

Ampliare o costruire ex novo?

In breve: un ampliamento è conveniente se si dispone di spazio libero e l’impianto esistente è in buone condizioni; il repowering è consigliabile solo verso la fine del periodo di incentivazione o quando è necessario sostituire gli inverter. L’ampliamento è particolarmente vantaggioso dal punto di vista economico se aumenta l’autoconsumo, ad esempio grazie a un profilo di carico adeguato durante il funzionamento.

La convenienza di un ampliamento rispetto al repowering o alla costruzione di un nuovo impianto dipende dall’età dell’impianto esistente. Un ampliamento è indicato se è disponibile spazio libero e l’impianto esistente funziona correttamente. Il repowering – ovvero la sostituzione dei vecchi moduli con altri più potenti – è solitamente conveniente solo verso la fine del periodo di incentivazione o quando è necessario sostituire gli inverter; il periodo di ammortamento è in genere compreso tra i 6 e i 12 anni. Maggiori dettagli nell’articolo «Repowering fotovoltaico: modernizzare l’impianto esistente».

L'ampliamento è economicamente vantaggioso soprattutto se aumenta l'autoconsumo. Il semplice aumento della potenza raggiunge rapidamente un effetto di saturazione: l’energia solare in eccesso viene prodotta in orari in cui l’azienda non è in grado di utilizzarla autonomamente. Un consumo di energia elettrica adeguato al profilo di produzione – ad esempio tramite infrastrutture di ricarica per auto elettriche, pompe di calore o processi riprogrammati – rappresenta quindi spesso la vera leva per ridurre i costi dell’energia elettrica.

Avviso importante: il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi a rendimenti, proventi, ricavi, canoni di locazione e costi sono calcoli esemplificativi o osservazioni di mercato relative alla situazione indicata e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri; i valori effettivamente ottenibili dipendono dall’ubicazione, dalla configurazione dell’impianto, dai termini contrattuali e dall’andamento del mercato. Le informazioni relative a remunerazioni, scadenze e norme fiscali corrispondono alla situazione indicata e sono soggette a modifiche. Per la vostra situazione specifica, rivolgetevi a un commercialista, un avvocato o un consulente finanziario abilitato. Tutte le informazioni sono fornite senza garanzia. Aggiornato a luglio 2026.

Richiedere un progetto di ampliamento

State valutando di ampliare il vostro impianto commerciale e volete calcolare con precisione le soglie previste dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG), le implicazioni fiscali e l'allacciamento alla rete? Progettiamo l'ampliamento dell'impianto come pacchetto completo, dal raggruppamento degli impianti al sistema di misurazione.

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Domande frequenti (FAQ)

In caso di ampliamento, il mio impianto esistente sarà soggetto a una nuova tariffazione?

No. Solo la parte di ampliamento beneficia dell’attuale tariffa EEG, solitamente più bassa. L’impianto esistente mantiene la tariffa di immissione in rete originaria, anche in caso di contatore comune, grazie alla ripartizione contabile ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge EEG.

Cosa significa la regola dei dodici mesi?

Se l’impianto esistente e quello di ampliamento vengono messi in funzione nello stesso sito entro dodici mesi solari, ai fini della legge EEG sono considerati un unico impianto. Ciò è determinante per le soglie di potenza, come l’obbligo di commercializzazione diretta a partire da 100 kWp.

Ho bisogno di un nuovo contatore?

Non è obbligatorio per legge, ma spesso lo è nella pratica. È consentito l’uso di un contatore comune con ripartizione in base al rapporto di potenza; tuttavia, nella pratica, la notifica dell’ampliamento al gestore della rete comporta spesso la sostituzione del contatore.

Perderò l'esenzione fiscale ai sensi dell'articolo 3, n. 72, dell'EStG?

Sì, per intero e senza importo forfettario, non appena un impianto supera i 30 kWp o la potenza complessiva supera i 100 kWp. L'effetto decorre dal momento in cui viene superato tale limite, senza effetto retroattivo per gli anni precedenti. L'applicabilità individuale deve essere verificata dal commercialista.

Quanto costa ampliare un impianto fotovoltaico?

Per gli ampliamenti di impianti fotovoltaici su tetto a uso commerciale con potenza superiore a 30 kWp, i costi si aggirano tra i 900 e i 1.600 euro per kWp (Fraunhofer ISE). I costi esatti dipendono dal tipo di tetto, dall’accessibilità e dall’onere legato all’allacciamento alla rete; la combinazione con un intervento di risanamento del tetto consente di ridurli.

È necessario modificare l'allacciamento alla rete elettrica?

Nella pratica, quasi sempre. Dal punto di vista giuridico, i gestori di rete trattano gli ampliamenti alla stregua di nuovi impianti con una propria richiesta di allacciamento. Solo fino a 100 kWp e in presenza di una capacità esistente sufficiente si applica una procedura accelerata di otto settimane.

Conclusione: l'espansione è una questione di soglie

Nel 2026, l’ampliamento di un impianto fotovoltaico esistente sarà soprattutto una questione di soglie: non appena la potenza complessiva supererà i 30 o i 100 kWp, cambieranno la tariffa di riacquisto, il regime fiscale e gli obblighi di commercializzazione. Per le imprese commerciali, l’ampliamento sarà economicamente vantaggioso se consentirà di aumentare l’autoconsumo.

Per chi vuole fare il passo successivo: Guida al settore fotovoltaico. L’articolo “Fotovoltaico: risparmiare sulle tasse” illustra le misure fiscali, mentre “Impianti fotovoltaici su tetto per uso commerciale” presenta ulteriori opzioni per l’utilizzo dei tetti.

Riferimenti bibliografici

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