Repowering fotovoltaico 2026: come le aziende industriali modernizzano i propri impianti esistenti e li vendono agli investitori

Gli impianti esistenti installati su tetti industriali e commerciali, realizzati tra il 2010 e il 2017, raggiungeranno nel 2026 la soglia oltre la quale il repowering fotovoltaico diventa economicamente vantaggioso: i moderni moduli solari TOPCon forniscono, a parità di superficie del tetto, una potenza superiore del 70-150% rispetto alla vecchia configurazione. Inoltre, a partire da maggio 2024, il Pacchetto Solare 1 consentirà la sostituzione dei moduli sugli impianti su tetto mantenendo il diritto alle tariffe di riacquisto, mentre gli investitori istituzionali pagano attualmente multipli di EBITDA compresi tra 8 e 12 volte per gli asset industriali sottoposti a repowering. Chi effettua ora il repowering e vende, incassa l’intera differenza di valore tra la vecchia e la nuova generazione.

La risposta breve

Il repowering fotovoltaico sostituisce i moduli e gli inverter obsoleti di un impianto esistente con tecnologia moderna, mantenendo le tariffe previste dal “Solarpaket 1”. Nel 2026 la potenza raddoppierà a parità di superficie del tetto, mentre per la parte esistente verrà mantenuta la vecchia tariffa elevata prevista dalla legge EEG. Gli impianti industriali sottoposti a repowering raggiungono, al momento della vendita, un valore compreso tra 1.000 e 1.400 €/kWp, con un CAPEX compreso tra 600 e 1.100 €/kWp.

Questo articolo è rivolto alle aziende industriali e agli investitori che intendono ammodernare un impianto fotovoltaico esistente o venderlo come asset a seguito di un repowering.

Questo articolo è rivolto alle aziende industriali e agli investitori che intendono ammodernare impianti fotovoltaici esistenti o venderli come asset dopo il repowering. Scoprirete perché il 2026 rappresenta la finestra temporale economicamente più vantaggiosa per il repowering fotovoltaico, quali miglioramenti tecnici apporta la nuova generazione di moduli e come si articola il processo, dalla perizia statica fino alla chiusura dell’operazione. L’articolo riassume le basi giuridiche della legge EEG 2023 e del «Solarpaket I», gli intervalli di CAPEX, i profili degli acquirenti e il modello Logic Energy con finanziamento fisso, sistema di transizione per i tetti e partecipazione ai ricavi degli inverter.

1. Che cos’è il repowering fotovoltaico – e perché vale la pena effettuare il repowering degli impianti fotovoltaici nel 2026?

Il repowering fotovoltaico consiste nella sostituzione, con mantenimento della tariffa, dei moduli e degli inverter obsoleti di un impianto esistente con tecnologia moderna. Il 2026 rappresenta la finestra temporale economicamente vantaggiosa: a parità di superficie del tetto, i moduli TOPCon garantiscono una resa superiore dal 70 al 150 per cento, mentre la vecchia tariffa EEG per la parte esistente rimane invariata – un doppio vantaggio in termini di rendimento per le aziende industriali.

Il repowering fotovoltaico indica la modernizzazione mirata di un impianto solare esistente: i componenti obsoleti o inefficienti – soprattutto i moduli solari e gli inverter – vengono sostituiti con tecnologia moderna, al fine di aumentare in modo significativo la resa e l’efficienza dell’impianto. Il 2026 rappresenta l’anno di massimo vantaggio economico: gli impianti fotovoltaici di età compresa tra gli 8 e i 15 anni incontrano una nuova generazione di moduli che, a parità di superficie del tetto, forniscono una potenza superiore tra il 70 e il 150 per cento.

Repowering, revamping, retrofit, ampliamento: i quattro termini ben distinti

È necessario distinguere il repowering da tre concetti affini che vengono spesso confusi nei contratti e nelle questioni assicurative:

  • Revamping: ripristino della potenza nominale originaria a seguito di degrado o guasti – stessa potenza in kWp, maggiore produzione di energia elettrica grazie a componenti più efficienti. Il progetto PV³ documentato da pv magazine su un tetto industriale a Philippsburg lo dimostra: 96.000 vecchi moduli solari a film sottile sono stati sostituiti da 16.000 moderni moduli cristallini, la potenza nominale è rimasta a 7,4 MWp, mentre la produzione è aumentata di circa il 35%.
  • Retrofit / Riparazione: sostituzione di singoli componenti difettosi (ad es. un inverter guasto, moduli danneggiati). Nessuna modifica strutturale.
  • Ampliamento: installazione di nuovi moduli su superfici del tetto finora inutilizzate. La potenza aggiuntiva beneficia dell’aliquota EEG in vigore al momento dell’ampliamento, mentre l’impianto esistente continua a ricevere la tariffa di immissione in rete originaria.

Il repowering in senso stretto indica la sostituzione totale o parziale, che mantiene il diritto alla remunerazione, volta a salvaguardare il diritto alla remunerazione ai sensi della legge EEG per gli impianti esistenti, aumentando al contempo in modo significativo la potenza installata. Nel contesto della EEG, ciò integra la logica della riduzione delle tariffe di immissione in rete prevista per il 2026: quando le nuove tariffe diminuiranno, il mantenimento della base tariffaria precedente, accompagnato da un aumento della potenza, fungerà da doppio effetto leva.

Panoramica dei vantaggi tecnici ed economici del repowering

Il repowering degli impianti fotovoltaici consiste nella sostituzione di componenti obsoleti, quali i moduli solari e gli inverter, con tecnologie moderne. Ciò consente di aumentare notevolmente l’efficienza e la produzione di energia elettrica dell’impianto, senza che sia necessaria una completa reinstallazione. Oltre ai moduli e agli inverter, è possibile rinnovare anche le strutture di supporto, il cablaggio e i sistemi di monitoraggio: a seconda delle condizioni dell’impianto esistente, si può optare per un repowering parziale o per la sostituzione completa dei componenti principali. Poiché in caso di repowering parziale spesso si riutilizzano le strutture di supporto, i percorsi dei cavi e i sistemi di fissaggio ancora in buono stato, la sostituzione dei moduli consente di risparmiare risorse e di ridurre il CAPEX rispetto alla realizzazione di un nuovo impianto. I moderni moduli ad alte prestazioni richiedono spesso nuovi inverter, affinché la tensione e la corrente nominali siano adeguate all’attuale generazione di moduli: un’occasione per abbinare la sostituzione degli inverter all’integrazione di un sistema di accumulo a batteria e di un sistema di gestione dell’energia. La sostituzione dei moduli adegua la resa energetica alle attuali possibilità tecniche e garantisce la longevità dell’impianto per i prossimi 20-30 anni. Dal punto di vista economico si ottengono tre vantaggi: una maggiore potenza installata per metro quadrato di superficie del tetto, una resa specifica di energia elettrica più elevata grazie al miglior comportamento in condizioni di scarsa illuminazione dei moderni moduli TOPCon e un degrado annuale inferiore rispetto agli impianti più vecchi realizzati tra il 2010 e il 2015.

Perché il 2026 è l'anno chiave per gli impianti più vecchi

Ci sono tre ragioni per cui il 2026 è l’anno giusto per l’ammodernamento degli impianti esistenti: in primo luogo, il classico regime tariffario EEG giunge al termine con l’obbligo del CfD a partire dal 17 luglio 2027. In secondo luogo, dopo l’aumento registrato nella prima metà dell’anno, i prezzi dei moduli si sono stabilizzati a partire da luglio 2026, con una leggera tendenza al ribasso per i moduli TOPCon. I costi dei moduli non rappresentano quindi più un motivo per rinviare il repowering. In terzo luogo, nel 2026 i primi impianti fotovoltaici realizzati durante il boom del settore tra il 2010 e il 2014, con la loro tecnologia obsoleta, si troveranno di fronte a una generazione di moduli che produce semplicemente il doppio. Per l’industria, i comuni e gli operatori commerciali si apre così una finestra temporale ben definita.

2. Moduli fotovoltaici di allora e di oggi: il salto di qualità tecnico nel repowering

Il salto di qualità tecnico è il fulcro del repowering: i moduli prodotti tra il 2010 e il 2015 erogano da 230 a 280 Wattpeak con un rendimento compreso tra il 14 e il 17 per cento, mentre gli attuali moduli TOPCon e HJT erogano da 440 a 500 Wattpeak con un rendimento compreso tra il 21 e il 24 per cento. A parità di superficie del tetto, ciò comporta un raddoppio della potenza e un aumento della produzione annua compreso tra il 30 e il 50 per cento.

I moduli solari prodotti durante il boom degli impianti industriali del periodo 2010–2015 erogano in genere da 230 a 280 Wattpeak con un rendimento del modulo compreso tra il 14 e il 17 per cento. Le attuali tecnologie TOPCon e HJT delle annate 2025/2026 raggiungono da 440 a 500 Wattpeak con un rendimento compreso tra il 21 e il 24 per cento. A parità di superficie del tetto, ciò significa un raddoppio della potenza e, grazie a una maggiore resa in condizioni di scarsa illuminazione, un aumento della produzione annua di energia elettrica compreso tra il 30 e il 50 per cento.

Il balzo in avanti in termini di efficienza dal 2010 al 2026 in cifre

Sviluppo dei moduli e degli inverter: 2010 vs. 2026
ComponenteImpianto industriale 2010–2014Ripotenziamento 2026Salto
Rendimento del modulo14–17 %21,5–24,8 %+50–75 %
Potenza nominale del modulo230–280 Wp440–500 Wp+80–115 %
Tecnologia cellulareMulticristallino, BSFTOPCon (~80 % di quota di mercato), HJT, Back-ContactPassaggio generazionale
Rendimento dell'inverter (Euro)95–96 %98–99 % (compresi gli inverter ibridi)+2–3 pp
Durata della garanzia Prestazione20–25 anni (lineare)25–30 anni (TOPCon)+5–10 anni
Resa per m² di superficie del tetto125–165 kWh/m²/anno220–290 kWh/m²/annoda +70 a +130 %
Fonti: Fraunhofer ISE – Photovoltaics Report (aggiornato al 31/10/2025); TaiyangNews – Cell & Module Technology Trends 2025; ITRPV Roadmap 2025; BSW-Solar Preismonitor Q1 2026. Aggiornato ad agosto 2026.

Esempio di calcolo concreto: tetto industriale da 500 kWp

In concreto, per un tipico tetto industriale ciò significa che chi nel 2010 ha installato un impianto fotovoltaico da 500 kWp con circa 2.170 moduli da 230 Wp su una superficie di tetto di circa 3.200 m², in occasione del repowering del 2026 potrà installare sulla stessa superficie circa 2.500 moduli fotovoltaici da 450 Wp – 1,125 MWp, con un conseguente raddoppio della potenza. WIWIN documenta, per il parco solare di Waldböckelheim, un quintuplo aumento della potenza da 790 kWp a 4,1 MWp su 3,5 ettari: l’impianto a terra realizzato nel 2009 è stato completamente smantellato e sostituito con una tecnologia solare nettamente più efficiente.

Tre effetti economici legati alla sostituzione dei moduli

Cosa significa questo dal punto di vista economico? Si sovrappongono tre effetti. In primo luogo, aumenta la potenza installata. In secondo luogo, la produzione specifica di energia elettrica per kWp cresce dal 5 al 10 per cento grazie a un miglior rendimento in condizioni di scarsa illuminazione e ai moduli bifacciali. In terzo luogo, il degrado diminuisce: mentre i moderni moduli solari TOPCon subiscono un degrado dello 0,4% all’anno, i moduli di secondo livello del 2010 registravano spesso valori compresi tra lo 0,7 e lo 0,9% all’anno – un fattore determinante per l’efficienza energetica dell’impianto fotovoltaico per tutta la sua durata residua.

3. Pacchetto solare I e tariffa EEG: in quali casi si mantiene il diritto alla tariffa?

La sostituzione dei moduli con mantenimento della tariffa è possibile per gli impianti a terra a partire dalla EEG 2023 e per gli impianti su tetto a partire dal Pacchetto Solare 1 (16/05/2024) – nel caso dei tetti, previa autorizzazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato. La vecchia tariffa maggiorata rimane in vigore per la potenza esistente, mentre la potenza aggiuntiva viene remunerata alla tariffa attuale (a partire dal 1° agosto 2026: 7,70 ct/kWh in caso di immissione parziale ≤ 10 kWp) o tramite PPA.

Con la legge EEG 2023, dal 1° gennaio 2023 è possibile effettuare il repowering con diritto alla remunerazione per gli impianti a terra senza il requisito della presenza di difetti. Il Pacchetto Solare 1 (Gazzetta ufficiale federale 2024 I n. 151, pubblicato il 15/05/2024, in vigore dal 16/05/2024) ha esteso per la prima volta queste disposizioni agli impianti su tetto, sebbene con riserva di autorizzazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato. Chi ha in programma interventi nel 2026 dovrebbe verificare lo stato della notifica all’UE presso l’ufficio di compensazione EEG|KWKG prima di procedere alla sostituzione dei moduli.

Tariffe EEG e repowering: panoramica delle basi giuridiche

Panoramica delle norme EEG relative al repowering degli impianti fotovoltaici – Aggiornamento ad agosto 2026
Tipo di impiantoData di riferimentoBase giuridicaStato attuale
Impianti a terra01.01.2023EEG 2023, articoli 38b e 48Attivo – senza motivo di guasto
Impianti su tetto (settore industriale)16.05.2024Pacchetto solare I – Art. 38b, comma 2, della legge sulle energie rinnovabili (EEG), nella versione attualeLa notifica all’UE è in corso
Aumento della tariffa di remunerazione EEG1 agosto 2026 – 31 gennaio 2027BNetzA, § 49 EEG 20237,70 ct/kWh (immissione parziale ≤ 10 kWp)
Obbligo di vendita direttainvariato§ 21 EEG 2023A partire da 100 kWp di potenza installata
Obbligo di CfD (contratti per differenza)17.07.2027Art. 19d del regolamento (UE) n. 2024/1747A partire da 100 kW – non esiste ancora una legge tedesca
Scade l'autorizzazione agli aiuti previsti dalla legge sulle energie rinnovabili (EEG)31.12.2026Commissione europeaVetrina di vendita per impianti ripotenziati
Fonti: § 38b EEG 2023 nella versione del 15 maggio 2024; BNetzA – Tariffe di remunerazione EEG (a partire dal 1° agosto 2026, consultato il 4 agosto 2026); Pacchetto solare 1, BGBl. 2024 I n. 151; art. 19d del regolamento (UE) 2024/1747. Aggiornato ad agosto 2026.

Mantenere la tariffa elevata, retribuire le prestazioni aggiuntive

Il punto chiave dal punto di vista economico: un impianto fotovoltaico da 500 kWp, entrato in funzione nel 2010 su un tetto industriale, beneficia ancora della tariffa EEG fino al 2030. All’epoca tale tariffa era nettamente superiore all’attuale valore di 7,70 ct/kWh. Nel caso di un repowering con mantenimento della tariffa, la vecchia tariffa viene mantenuta per la potenza originariamente installata, mentre l’ampliamento viene gestito in base all’attuale diritto alla remunerazione ai sensi della legge EEG, tramite un PPA o tramite la commercializzazione diretta. In questo modo è possibile combinare la vecchia tariffa elevata per la parte esistente con i nuovi ricavi di mercato per la potenza aggiuntiva.

Repowering per gli impianti con più di 20 anni: ripresa degli incentivi ventennali

Anche per gli impianti con una potenza superiore a 20 kW, che dopo 20 anni non beneficiano più della tariffa di immissione in rete prevista dalla legge, il repowering può fare la differenza: invece di passare alla gestione post-EEG al semplice valore di mercato annuale dell’energia solare, il tetto viene dotato di tecnologia moderna e l’impianto entra in un nuovo ciclo di incentivazione con un periodo di remunerazione completo di 20 anni. Il presupposto è in ogni caso la notifica al gestore di rete e al registro dei dati anagrafici di mercato, in conformità con gli obblighi previsti dalla legge EEG e dal regolamento MaStRV.

Importante: una descrizione completa e dettagliata dei meccanismi delle tariffe EEG e dei tassi di remunerazione è contenuta nel “Pillar 2026” sulla remunerazione EEG; il presente articolo si concentra invece sulla prospettiva del repowering. L’asimmetria normativa del 2026 è evidente: chi combina il vecchio regime EEG per la parte esistente con tecnologie moderne e la commercializzazione tramite PPA per l’ampliamento, si assicura una tariffa mista che la riforma dei CfD, a partire da luglio 2027, non consentirà più strutturalmente.

4. Convenienza economica: quanto costa il repowering di un impianto fotovoltaico e quali sono i vantaggi

Nel 2026 il repowering “chiavi in mano” costerà tra i 600 e gli 1.100 €/kWp, con un LCOE compreso tra 5,7 e 8,8 ct/kWh – ben al di sotto del prezzo dell’energia elettrica industriale, che va dai 14 ai 16 ct/kWh. Dopo l’ammodernamento, gli impianti esistenti a basse emissioni generano da 1.000 a 1.400 €/kWp, ovvero un multiplo del valore residuo dell’impianto obsoleto non ammodernato.

Nel 2026, il repowering “chiavi in mano” di un impianto fotovoltaico su tetto industriale costerà tra i 600 e i 1.100 euro per kilowatt-picco; per gli impianti di grandi dimensioni superiori a 1 MWp, il costo si aggirerà tra i 600 e i 750 €/kWp. Secondo i dati del Fraunhofer ISE, l’LCOE di un impianto fotovoltaico su tetto industriale sottoposto a repowering si attesta tra 5,7 e 8,8 centesimi per chilowattora, quindi nettamente al di sotto del prezzo dell’energia elettrica industriale. In caso di vendita dopo l’ammodernamento, gli impianti esistenti efficienti raggiungono un valore compreso tra 1.000 e 1.400 €/kWp – un multiplo del valore residuo del vecchio impianto non ammodernato.

Fascia di valori CAPEX per il repowering nel 2026 in base alle dimensioni dell'impianto

Investimenti in repowering (CAPEX) e prezzi di vendita nel 2026 in base alle dimensioni degli impianti – Settore industriale/commerciale
Dimensioni dell'impiantoInvestimenti in repowering (CAPEX) 2026Prezzo di vendita dopo il repowering (Asset Deal)Effetto leva rispetto al vecchio impianto “as-is”
Tetto da 100–500 kWp900–1.100 €/kWp800–1.200 €/kWp3–5×
500 kWp – 1 MWp su tetto750–950 €/kWp950–1.300 €/kWp4–6×
1–10 MWp su tetto/a terra650–850 €/kWp1.000–1.400 €/kWp5–7×
> 10 MWp su terreno libero600–750 €/kWp1.100–1.450 €/kWpacquirenti istituzionali
Fonti: Fraunhofer ISE – Rapporto sul fotovoltaico (10/2025); BSW-Solar – Monitoraggio dei prezzi (1° trimestre 2026); Dati forniti da mediplan Helm e.K. sulla base delle attuali osservazioni di mercato del 1° trimestre 2026. I dati relativi al rendimento e al valore si basano su valori storici e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. Aggiornato ad agosto 2026.

Quattro opzioni operative per l'impianto esistente da 500 kWp

Quali sono i calcoli relativi a un impianto su tetto industriale da 500 kWp del 2010 con una durata residua di 4 anni ai sensi della legge EEG?

  • Opzione A – Prosecuzione dell’attività senza modifiche: circa 28 ct/kWh (tariffa EEG storica) × 450.000 kWh × 4 anni = circa 500.000 € di ricavi residui. Successivamente, mercato post-EEG con valore di mercato annuale dell’energia solare (2025: 4,508 ct/kWh) – il valore è in calo strutturale.
  • Opzione B – Vendita dell'impianto esistente “così com'è”: valore residuo attualizzato, compreso tra 50.000 e 90.000 €, a seconda delle condizioni dei moduli. L'acquirente si assume il rischio residuo e la manutenzione.
  • Opzione C – Repowering autonomo e autoapprovvigionamento: CAPEX di circa 950.000 € in caso di raddoppio della potenza a 1 MWp; risparmio sui costi dell’energia elettrica compreso tra 200 e 400 €/MWh per i consumi industriali. La massimizzazione dell’autoconsumo riduce la dipendenza dalla tariffa di immissione in rete.
  • Opzione D – Repowering e vendita a un investitore: il CAPEX di circa 950.000 € viene interamente ammortizzato grazie al ricavato della vendita; valore dell’asset dopo il repowering: da ~1,1 a 1,4 milioni di €. Valore aggiunto: da 150.000 a 450.000 €, oltre alla liberazione di liquidità e a un PPA in loco opzionale per l’energia elettrica ad uso proprio a tariffa agevolata.

Strumento fiscale: combinare l’articolo 7g dell’EStG con il repowering

Il calcolo della redditività dipende dal rapporto tra la vecchia struttura tariffaria e la nuova struttura modulare. Dal punto di vista fiscale, il repowering si combina con i classici strumenti quali la detrazione per investimenti e l’ammortamento straordinario ai sensi del § 7g dell’EStG (Legge tedesca sull’imposta sul reddito), nonché con l’ammortamento decrescente – ne descriviamo il funzionamento esatto in dettaglio nell’articolo «Risparmiare sulle tasse con il fotovoltaico 2026». Con una corretta strutturazione, gran parte del CAPEX relativo al repowering può essere contabilizzato fiscalmente già nel primo e nel secondo anno.

LCOE vs. prezzo dell'energia elettrica industriale: lo spread decisivo

Per contestualizzare il livello del LCOE: nel 2026 i costi di produzione dell’energia fotovoltaica si attesteranno tra 5,7 e 8,8 ct/kWh per gli impianti su tetto commerciali con potenza superiore a 30 kWp nella Germania meridionale. Un impianto solare ripotenziato opera quindi a costi nettamente inferiori al prezzo dell’energia elettrica industriale: Secondo l’analisi dei prezzi dell’energia elettrica del BDEW dell’aprile 2026, i nuovi contratti stipulati nel 2026 per le piccole e medie imprese industriali prevedono un costo medio netto di 16,7 ct/kWh – 0,9 ct/kWh in meno rispetto all’anno precedente, cosa che il BDEW attribuisce al contributo alle tariffe della rete di trasmissione. Per le medie imprese con un consumo annuo compreso tra 20 e 70 milioni di kWh, il BDEW riporta ultimamente 15,9 ct/kWh, mentre per le grandi imprese con un consumo compreso tra 70 e 150 milioni di kWh il valore è di 14,4 ct/kWh – entrambi i dati si riferiscono al 2025, mentre quelli relativi al 2026 non sono ancora disponibili. Questo divario tra il prezzo dell’energia elettrica per l’industria e l’LCOE dei progetti di repowering costituisce il motivo di investimento – e allo stesso tempo il vantaggio fondamentale per ogni imprenditore che desideri rendere pianificabile a lungo termine il proprio approvvigionamento energetico.

5. Quanto pagheranno gli investitori per gli impianti fotovoltaici sottoposti a repowering nel 2026

Nel 2026 gli acquirenti istituzionali – fondi infrastrutturali, IPP, family office – pagheranno per gli asset solari tedeschi esistenti e sostenibili da 8 a 12 volte l’EBITDA, ovvero da 1.000 a 1.400 €/kWp. Il rendimento atteso, su base unlevered, è compreso tra il 5 e l’8 per cento all’anno, mentre con la co-locazione di sistemi di accumulo a batteria si attesta tra l’8 e il 10 per cento. I dati relativi ai rendimenti non costituiscono una garanzia di risultati futuri.

Gli acquirenti istituzionali – fondi infrastrutturali, IPP, family office – pagheranno nel 2026 tra 8 e 12 volte l’EBITDA per gli impianti solari tedeschi esistenti. Su base €/kWp, gli impianti industriali sottoposti a repowering con una buona durata residua ai sensi della legge sulle energie rinnovabili (EEG) o con un accordo PPA raggiungono valori compresi tra 1.000 e 1.400 €/kWp. Il rendimento atteso dagli acquirenti è compreso tra il 5 e l’8 per cento all’anno su base unlevered, mentre con la co-locazione di sistemi di accumulo a batteria si attesta tra l’8 e il 10 per cento.

Quattro categorie di acquirenti per gli impianti fotovoltaici ripotenziati

Profili degli acquirenti di impianti industriali ripotenziati nel 2026 – Logica di valutazione e dimensioni minime
Gruppo di acquirentiEsempiDimensione minima dell'impiantoRendimento atteso
Fondi per le infrastrutture e le energie rinnovabiliAquila Capital, CEE Group (fondo di repowering RF9, fino a 1,6 miliardi di euro), HEP Energy5–10 MWp5–8 % IRR senza leva finanziaria
Produttori indipendenti di energia elettricaEncavis (KKR/Viessmann dal 2024), ENERPARC, Statkraft DE, Tion Renewables10 MWp+6–8 % TIR
Aziende municipalizzate e fornitori di energiaEnBW, Pfalzwerke, MVV/JUWI, EnviaM, Mainova1–5 MWp5–7 % TIR
Family office e investitori direttiPartecipazione ai ricavi degli inverter: Logic Energy, Milk the Sun, Solar Direktinvest200 kWp – 5 MWp6–10 % all’anno (base)
Fonti: Capcora M&A-Beratung 2024/25; comunicato stampa CEE Group RF9, dicembre 2025; acquisizione KKR/Encavis, marzo 2024; dati di portafoglio del gruppo Helm 2024. I rendimenti indicati si basano su valori storici e non costituiscono una garanzia di risultati futuri. Aggiornato ad agosto 2026.

Tre segnali di mercato: KKR/Encavis, CEE Group, WIWIN

Tre segnali concreti provenienti dal mercato evidenziano la solidità del settore: in primo luogo, nel marzo 2024 KKR, insieme a Viessmann, ha acquisito Encavis AG – un IPP quotato in borsa con un parco operativo di circa 2,2 GW tra fotovoltaico ed eolico onshore distribuito in dieci paesi europei, per un volume di transazione di circa 2,8 miliardi di euro. Una chiara conferma del fatto che gli investitori istituzionali considerano gli asset solari tedeschi come infrastrutture a lungo termine. In secondo luogo, nel dicembre 2025 il CEE Group ha concluso un finanziamento di tipo «club deal» fino a 1,6 miliardi di euro per il proprio fondo di repowering RF9, con l’obiettivo esplicito di espandere un portafoglio esistente da 457 MW a circa 1,1 GW. Il consorzio bancario internazionale composto da CIBC, ING Bank, KfW IPEX-Bank, SMBC, SEB e UniCredit sottolinea, secondo la documentazione dell’operazione redatta da White & Case, l’idoneità del concetto di repowering a ottenere finanziamenti bancari. In terzo luogo, WIWIN documenta il completamento di un repowering da 4,1 MWp di un parco esistente a Waldböckelheim, entrato in funzione nel 2009: un quintuplicamento della potenza da 790 kWp a 4,1 MWp su 3,5 ettari, finanziato tramite crowdinvesting cittadino. Ciò dimostra che anche il mercato semi-istituzionale sta accogliendo gli asset fotovoltaici sottoposti a repowering.

Requisiti di due diligence per gli acquirenti istituzionali

Cosa si aspettano gli acquirenti istituzionali durante la due diligence? Una perizia tecnica (TÜV, DNV, Enertis), un indice di rendimento superiore all’80%, un’analisi completa delle immagini EL dei moduli fotovoltaici, una documentazione affidabile sulla durata residua ai sensi della legge EEG e, idealmente, un PPA con una durata compresa tra 10 e 15 anni. Garanzie: almeno 10 anni di durata residua della garanzia di potenza dei moduli (i moderni moduli solari TOPCon offrono oggi una garanzia di potenza da 25 a 30 anni a partire dalla messa in funzione), inverter con 10 anni di garanzia sul prodotto e 5 anni di garanzia estesa, sistema di montaggio con 20 anni di garanzia.

Chi decide di investire nel modello Logic Energy segue un percorso inverso: invece di acquistare un impianto ripotenziato come asset, partecipa, tramite la quota di rendimento degli inverter, a un impianto industriale progettato e realizzato da Logic Energy – con un rendimento base compreso tra il 6 e il 10 per cento all’anno e una durata compresa tra i 20 e i 40 anni. Chi desidera avviare un proprio investimento nel settore fotovoltaico troverà qui la descrizione completa del modello.

6. Il processo di repowering in sei fasi: dalla perizia statica alla chiusura dell'operazione

Un progetto di repowering di un impianto fotovoltaico industriale seguito dalla vendita dura in genere dai 12 ai 18 mesi. Il processo si articola in sei fasi: analisi dello stato attuale e perizia di valutazione, progettazione e selezione dell’EPC, autorizzazioni e finanziamento, smantellamento e commercializzazione dei moduli, montaggio e messa in funzione, nonché commercializzazione e vendita con data room e procedura di gara.

Un ripotenziamento completo di un impianto fotovoltaico industriale, seguito dalla vendita a un investitore istituzionale, richiede in genere dai 12 ai 18 mesi. Il processo si articola in sei fasi: analisi della situazione attuale, selezione dell’EPC, ottenimento delle autorizzazioni, smantellamento con commercializzazione dei moduli, montaggio e messa in funzione dell’impianto fotovoltaico modernizzato, nonché il processo di commercializzazione con data room e procedura di gara.

Modello in sei fasi per il repowering fotovoltaico e la vendita a investitori istituzionali
FasePeriodoDurataAttività
1. Analisi della situazione attuale e perizia di valutazioneMese 1–28 settimaneInventario tecnico; test EL dei moduli; analisi delle prestazioni su 12 mesi; perizia statica del tetto; documentazione sulla durata residua ai sensi della legge EEG; valutazione del flusso di cassa attualizzato
2. Progettazione e selezione dell'EPCMesi 2–48 settimaneDefinizione della variante di repowering (parziale/completa); bando di gara rivolto a 3-5 fornitori EPC; selezione in base a prezzo, garanzie, referenze e tempi di costruzione
3. Autorizzazione e finanziamentoMesi 4–68 settimaneAggiornamento del registro dei dati anagrafici di mercato; coordinamento con il gestore di rete; permesso di costruzione/notifica di inizio lavori secondo il regolamento edilizio regionale; finanziamento KfW 270 o tramite banca commerciale; eventualmente finanziamento del progetto tramite SPV
4. Smontaggio e commercializzazione dei moduliMese 6–74 settimaneSmantellamento dei moduli esistenti; classificazione in base alla seconda vita o al riciclaggio; vendita dei moduli integri tramite piattaforme di vendita online; certificati di smaltimento conformi alla direttiva RAEE
5. Installazione e messa in funzioneMesi 7–98 settimaneInstallazione di moderni moduli TOPCon; inverter (anche inverter ibridi con interfaccia per l'accumulo in batteria); eventualmente nuovo cablaggio; allacciamento alla rete conforme alla norma VDE-AR-N 4105; collaudo da parte di un perito; protezione antincendio conforme alle norme VdS
6. Commercializzazione e venditaMesi 9–1836 settimaneRicorrere a un consulente in materia di fusioni e acquisizioni; allestire una data room; processo di gara con 4-6 acquirenti; 2-3 offerte vincolanti; chiusura dell’operazione sotto forma di asset deal o share deal
Fonti: Struttura elaborata da Logic Energy sulla base dei progetti concreti del gruppo Helm; pv magazine – Documentazione PV³ Philippsburg 2025. Aggiornato ad agosto 2026.

Fase 1 nella pratica: test EL, indice di rendimento, perizia statica

Cosa occorre verificare realmente nella Fase 1? Un’analisi completa delle immagini EL (elettroluminescenza) dei moduli solari rivela microfessure e segni di degrado che non vengono individuati con la normale procedura di ispezione visiva. L’analisi del rapporto di rendimento su dodici mesi mostra di quanto l’impianto si discosti dalla curva teorica originale: a partire da una perdita di sette punti percentuali, il repowering risulta solitamente economicamente vantaggioso. La perizia statica è obbligatoria perché, sebbene i moderni moduli fotovoltaici siano più leggeri per kWp, spesso sono più pesanti per singolo modulo e vengono installati con una disposizione diversa. Negli impianti più vecchi con tetti industriali risalenti agli anni ’80 e ’90 possono rendersi necessarie misure di rinforzo: in questi casi, il sistema di ponticellamento per tetti sviluppato da Logic Energy diventa un elemento di differenziazione fondamentale.

La fase 6 nella pratica: consulenti M&A e qualità della data room

Nella fase 6, ciò che conta soprattutto è la completezza della data room. Gli acquirenti istituzionali richiedono una due diligence tecnica completa, previsioni di rendimento P50/P75/P90 redatte da un perito indipendente, tutti i contratti di locazione, i certificati di garanzia EPC, le polizze assicurative e le decisioni di remunerazione ai sensi della legge EEG, il tutto in forma strutturata. Chi in questa fase si affida a un consulente esperto in M&A come Capcora, KPMG Renewables o JLL Energy ottiene in genere prezzi di vendita superiori del 10-20% rispetto a una vendita bilaterale diretta.

7. Rischi: statica, assicurazione, normativa UE in materia di aiuti di Stato

Il repowering dei impianti fotovoltaici industriali presenta cinque rischi ricorrenti: la statica dei tetti degli edifici più vecchi, i requisiti assicurativi più rigorosi, il procedimento ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato relativo al “Pacchetto solare 1”, eventuali vincoli antincendio e la normativa sui prezzi negativi prevista dalla “Legge sui picchi solari”. Chi affronta questi aspetti prima dell’avvio del progetto evita la maggior parte dei conflitti durante la fase di costruzione.

Il repowering degli impianti fotovoltaici industriali presenta cinque fonti di rischio ricorrenti: la statica dei tetti negli edifici industriali più vecchi, i requisiti assicurativi più severi in vigore dal 2024, il procedimento ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato relativo al “Pacchetto solare I”, eventuali requisiti antincendio e la riforma della normativa sui prezzi negativi prevista dalla “Legge sui picchi solari”. Chi affronta questi cinque punti prima dell’avvio del progetto evita il 90% dei conflitti nella fase di costruzione.

Rischi legati al repowering degli impianti industriali nel 2026 – Valutazione e contromisure
Area di rischioDescrizioneValutazionecontromisura
Statica del tettoIl tetto esistente potrebbe non essere progettato per una diversa distribuzione del caricomedioNuova perizia statica - Fase 1; sistema di collegamento Logic-Energy per tetti industriali con capacità portante puntuale
AssicurabilitàLe compagnie di assicurazione del ramo danni (Allianz, Ergo, R+V, VHV) inaspriscono i requisiti a partire dal 2024/25medioProtezione antincendio conforme alle norme VdS; rilevamento dell’arco elettrico (AFCI) nell’inverter; moduli vetro-vetro per edifici industriali con superficie superiore a 2.000 m²
Procedimento relativo agli aiuti di Stato dell'UERepowering del tetto nell'ambito del "Pacchetto solare 1", con riserva di autorizzazionemedioConsultare preventivamente l’ente di compensazione EEG-KWKG; se necessario, strutturare il repowering in modo tale da garantire il mantenimento della vecchia tariffa di remunerazione
Legge sui picchi di energia solareImpianti a partire da 2 kWp: dal 25 febbraio 2025 nessuna remunerazione in caso di prezzi dell'energia elettrica negativimedioPianificare il repowering con la collocazione congiunta di sistemi di accumulo a batteria; di norma, la tutela dei diritti acquisiti viene mantenuta in caso di semplice sostituzione dei moduli – da verificare caso per caso
Obbligo di CfD a partire da luglio 2027La remunerazione per i nuovi impianti passerà a contratti di differenza bilateralifino al 17/07/2027Completare il repowering entro la metà del 2027, documentare la messa in servizio
Andamento dei prezzi dei moduliAumento da gennaio ad aprile 2026, in calo da luglio – TOPCon in leggero calomedioProteggere le quote dei moduli da ulteriori aumenti dei prezzi
Fonti: Centro di coordinamento EEG|KWKG – Questione giuridica n. 100 (repowering); Linee guida VdS sulla protezione antincendio per gli assicuratori del ramo danni 2024/25; Legge sui picchi solari, Gazzetta ufficiale federale 2025 I n. 51; art. 19d del regolamento (UE) 2024/1747; Grant Thornton – Analisi della legge sui picchi solari. Aggiornato ad agosto 2026.

Sistema di collegamento per tetti industriali con portanza puntuale

Un punto di forza particolare per i tetti industriali esistenti: il gruppo Helm ha sviluppato un proprio sistema di collegamento per tetti che rende le superfici puntualmente portanti adatte all’installazione fotovoltaica su tutta la superficie. Una piastra di base con profili trapezoidali poggia sui montanti portanti e colma gli spazi intermedi non portanti. I tetti che altri fornitori EPC rifiutano a causa della scarsa portanza possono così essere sottoposti a repowering – il che, nel caso di vecchi edifici industriali degli anni ’80 e ’90, rappresenta spesso il principale ostacolo e rende questo sistema una vera e propria chiave di accesso al repowering fotovoltaico per molti clienti industriali.

Per quanto riguarda la questione dei prezzi negativi dell’energia elettrica e le loro ripercussioni sugli impianti esistenti, si rimanda all’articolo del Cluster intitolato “Legge sui picchi solari per gli investitori”, che descrive in dettaglio i meccanismi giuridici di tutela degli impianti esistenti.

8. Vendere o gestire autonomamente? Una decisione strategica dopo il repowering dell'impianto fotovoltaico

Nel 2026, quattro argomenti depongono a favore della vendita anziché della gestione in proprio: la strategia “asset-light”, la liberazione di liquidità compresa tra 1.000 e 1.400 €/kWp, il PPA in loco come doppio effetto leva e l’aumento di valore derivante dal repowering. Nel caso di un impianto da 2 MWp, ciò corrisponde a una liberazione di liquidità compresa tra 2,0 e 2,8 milioni di euro per l’attività principale.

Nel 2026, quattro argomenti strategici depongono a favore della vendita dell’impianto fotovoltaico sottoposto a repowering piuttosto che della sua gestione in proprio da parte dell’azienda industriale: strategia “asset-light”, liberazione di liquidità compresa tra 1.000 e 1.400 €/kWp, PPA in loco come doppio effetto leva e aumento del valore grazie al repowering prima della vendita. Nel caso di un impianto da 2 MWp, ciò comporta una liberazione di liquidità compresa tra 2,0 e 2,8 milioni di euro a favore del core business.

Decisione strategica: ripotenziamento e vendita oppure gestione in proprio
CriterioVendita dopo il repoweringGestirlo autonomamente
Immobilizzazione di capitaleLiquidità generata: 1.000–1.400 €/kWp; reinvestimento nell'attività principaleElevato impegno di capitale per un periodo di 20–30 anni
Rischio operativoPassaggio a gestori specializzati; O&M e manutenzione esternalizzateGestione autonoma, rapporto con i venditori diretti, fatturazione EEG
Costi dell'energia elettrica autoprodottaPPA in loco 5,5–7,5 ct/kWh (rispetto all’energia elettrica industriale ~14–16 ct/kWh)Consumo proprio con LCOE ~5,7–8,8 ct/kWh
BilancioAsset-light, fuori bilancio; la strategia ESG viene mantenuta tramite PPAAttività immobilizzate, ammortamenti, assicurazioni iscritte nel proprio bilancio
StrutturazioneAsset deal o share deal tramite SPV; consulente in materia di fusioni e acquisizioniNon è necessaria alcuna strutturazione
Valore aggiunto derivante dal repoweringRealizzato un aumento completo del valore di valutazione (in genere 20–35 %)Il valore aggiunto rimane in bilancio come “riserva occulta”
Fonti: Modelli di calcolo propri del Gruppo Helm basati sul primo trimestre del 2026; analisi dei prezzi dell’energia elettrica del BDEW dell’aprile 2026; esperienza pratica in materia di M&A di Capcora 2024/25; studio LCOE del Fraunhofer ISE. I dati relativi ai rendimenti si basano su valori storici e non costituiscono una garanzia di risultati futuri. Aggiornato ad agosto 2026.

Tre modalità di vendita: asset deal, share deal, sale-and-leaseback

Dal punto di vista strutturale, sono disponibili due canali di vendita: l’Asset Deal trasferisce singoli beni economici e contratti all’acquirente – una soluzione più semplice per oggetti singoli di piccole dimensioni, ma complessa a causa delle numerose cessioni individuali. Lo «Share Deal» trasferisce il 100% delle quote di una società di progetto (tipicamente una GmbH & Co. KG) in cui è situato l’impianto: un unico contratto di compravendita, mentre tutti i contratti restanti rimangono in vigore. Per gli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni a partire da 2 MWp, lo «Share Deal» è la prassi standard, poiché i contratti di locazione, le garanzie EPC, i contratti di manutenzione e la decisione di remunerazione ai sensi della legge EEG vengono trasferiti in un’unica operazione.

Il “sale-and-leaseback” è la terza opzione: l’azienda industriale vende l’impianto fotovoltaico a un investitore o a una società di leasing e lo riprende in locazione per un periodo compreso tra i 20 e i 30 anni. In questo modo è possibile liberare capitale senza interrompere la fornitura di energia elettrica: l’impianto non figura più nel proprio bilancio, ma l’autoconsumo e la produzione di energia rimangono disponibili alle condizioni del PPA.

9. Il modello di ripotenziamento Logic Energy per le imprese industriali

Logic Energy riunisce tutte e quattro le fasi della catena del valore: valutazione degli impianti esistenti, repowering EPC con sistema di transizione su tetto di propria produzione, finanziamento fissato prima dell’inizio dei lavori tramite mediplan Helm e.K. con responsabilità personale dei titolari e commercializzazione a acquirenti istituzionali o family office. In questo modo, gli impianti esistenti si trasformano in infrastrutture rinnovabili pronte per la vendita in un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi.

Per i clienti industriali, Logic Energy riunisce tutte e quattro le fasi della catena del valore sotto un unico tetto: valutazione tecnica ed energetica degli impianti esistenti, repowering EPC con il sistema di transizione in proprio, finanziamento fisso prima dell’inizio dei lavori tramite mediplan Helm e.K. con responsabilità personale del titolare – e la successiva commercializzazione a investitori istituzionali o acquirenti di family office. In questo modo, gli impianti esistenti possono trasformarsi in 12-18 mesi da «asset con valore residuo» a infrastrutture rinnovabili vendibili.

Ciò che distingue Logic Energy dagli altri EPC specializzati nel repowering sono cinque aspetti strutturali:

  1. Acquisizione attiva di impianti esistenti a partire da 200 kWp: mediplan Helm e.K. gestisce un processo sistematico di acquisizione di impianti fotovoltaici commerciali e industriali a partire da 200 kWp. I proprietari di impianti esistenti che intendono effettuare un repowering ricevono una valutazione iniziale gratuita della redditività e del potenziale di vendita.
  2. Finanziamento definito prima dell’inizio dei lavori: a differenza dei classici fornitori di EPC, che lasciano al proprietario il compito di procurarsi il finanziamento, mediplan Helm e.K. organizza per gli investitori il pacchetto finanziario completo, affinché il progetto di repowering non fallisca a causa di una lacuna nel finanziamento provvisorio.
  3. Sistema di collegamento per tetti sviluppato internamente: molti tetti industriali risalenti agli anni ’80 e ’90 sono portanti solo in punti specifici, in corrispondenza dei pilastri; gli spazi intermedi non sono in grado di sostenere il peso dei moduli. I classici EPC rifiutano questo tipo di tetti. La nostra piastra di base con profili trapezoidali si appoggia sui punti portanti e colma il resto: l’intero tetto diventa così idoneo all’installazione di impianti fotovoltaici.
  4. Responsabilità personale del titolare ai sensi degli articoli 1, 17 e 19 del Codice commerciale tedesco (HGB): il partner contrattuale per gli investimenti diretti nel settore fotovoltaico e per l’acquisizione di impianti esistenti è mediplan Helm e.K., un soggetto commerciale registrato con responsabilità personale illimitata del titolare. Sia per i venditori del settore industriale che per gli investitori, ciò rappresenta un segnale di fiducia sostanziale rispetto alle strutture basate esclusivamente su società a responsabilità limitata (GmbH).
  5. Partecipazione ai ricavi dell’inverter come modello di investimento: chi non intende vendere un impianto sottoposto a repowering, ma desidera mantenerlo come investimento – oppure chi vuole investire in impianti fotovoltaici sottoposti a repowering senza essere proprietario di un impianto esistente – partecipa ai ricavi tramite la partecipazione ai ricavi dell’inverter con una durata compresa tra 20 e 40 anni. L’investimento minimo è di 100.000 euro. I dettagli sul modello sono disponibili alla pagina «Diventa investitore nel fotovoltaico».

Chi, in qualità di investitore (ovvero dal lato dell’acquirente, non da quello del proprietario), è alla ricerca di investimenti nel settore dell’energia solare, troverà nel “PV-Investment-Pillar” una panoramica completa delle forme di investimento, delle strutture di rendimento e delle agevolazioni fiscali.

Il repowering è conveniente per il vostro impianto esistente?

Siete proprietari di un impianto fotovoltaico industriale realizzato tra il 2010 e il 2017 e vi state chiedendo se il repowering sia conveniente? Oppure, in qualità di investitori, desiderate partecipare a impianti fotovoltaici sottoposti a repowering? Durante un primo colloquio senza impegno chiariremo quale sia la soluzione economicamente più vantaggiosa per la vostra situazione, compresa una prima valutazione del vostro impianto esistente o una struttura di investimento su misura basata sulla partecipazione agli utili degli inverter. Con un finanziamento fisso prima dell’inizio dei lavori, la responsabilità personale del titolare di mediplan Helm e.K. e il nostro sistema interno di copertura provvisoria per tetti industriali che altri fornitori rifiutano.

Richiesta non vincolanteVai al modello per gli investitori

Conclusione: il 2026 rappresenta la finestra temporale per il repowering industriale

L’asimmetria normativa del 2026 rappresenta la vera leva: chi combina la vecchia tariffa elevata prevista dalla legge EEG per la parte esistente con la moderna tecnologia TOPCon e la commercializzazione tramite PPA per l’ampliamento, si assicura una tariffa mista che la riforma dei CfD, a partire dal 17 luglio 2027, non consentirà più strutturalmente. Allo stesso tempo, la nuova generazione di moduli raddoppia la potenza a parità di superficie del tetto, mentre gli acquirenti istituzionali pagano da 1.000 a 1.400 €/kWp per gli impianti esistenti a energia pulita. Tra il CAPEX compreso tra 600 e 1.100 €/kWp e questi prezzi di vendita si colloca la differenza di valore che il repowering consente di sfruttare.

Oggi la questione fondamentale non è tanto se il repowering sia conveniente, quanto piuttosto la rapidità con cui è possibile realizzarlo con un partner esperto – dalla valutazione iniziale alla chiusura dell’operazione in 12-18 mesi. Chi entra in esercizio entro la metà del 2027 si assicura l’ultima generazione classica ai sensi della legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG). Il passo successivo consiste nel richiedere una valutazione iniziale gratuita del proprio impianto esistente oppure, in qualità di investitore, nel diventare un investitore nel settore fotovoltaico tramite PV-Investor.

Avviso importante: il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, fiscale o legale. I dati relativi a rendimenti, valori e costi sono indicativi, basati sui dati del nostro portafoglio e su fonti pubblicamente disponibili, e non costituiscono alcuna garanzia di risultati futuri. Il quadro normativo – in particolare per quanto riguarda l’autorizzazione degli aiuti di Stato dell’UE per il «Solarpaket 1», la riforma dei CfD a partire dal 17 luglio 2027 e il meccanismo previsto dalla «Solarspitzengesetz» – può subire modifiche a breve termine. Per la vostra situazione specifica, rivolgetevi a un consulente finanziario o fiscale abilitato, nonché all’ufficio di compensazione EEG|KWKG per ottenere informazioni giuridicamente valide. Il partner contrattuale per gli investimenti diretti nel fotovoltaico e l’acquisto di impianti esistenti tramite Logic Energy è mediplan Helm e.K. (impresa commerciale registrata con responsabilità personale dei titolari ai sensi degli articoli 1, 17 e 19 del Codice commerciale tedesco, HGB). Aggiornato ad agosto 2026.

Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è il repowering fotovoltaico negli impianti industriali esistenti?

Il repowering fotovoltaico consiste nella sostituzione dei componenti principali – in particolare i moduli solari e gli inverter – di un impianto fotovoltaico industriale esistente, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la potenza e la produzione. Sulla stessa superficie di tetto, nel 2026 sarà tipicamente possibile installare dal 70 al 150 per cento in più di kilowatt di picco, poiché i moderni moduli TOPCon erogano da 440 a 500 watt di picco, mentre i moduli del 2010 ne erogavano solo da 230 a 280. La sostituzione è possibile, ai sensi del «Pacchetto solare 1», con il mantenimento degli incentivi, previa autorizzazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato.

La tariffa EEG viene mantenuta in caso di repowering?

Per gli impianti a terra, la sostituzione dei moduli con mantenimento della tariffa è possibile a partire dall’EEG 2023 (data di riferimento 01.01.2023) senza che sia necessario che i moduli siano difettosi. Per gli impianti su tetto, la stessa normativa è stata introdotta con il “Pacchetto solare 1” a partire dal 16.05.2024, ma è soggetta all’approvazione ai sensi della normativa UE in materia di aiuti di Stato. Le tariffe di remunerazione esistenti per la potenza originaria rimangono di norma invariate; un aumento di potenza viene remunerato in base alla tariffa EEG attualmente in vigore oppure tramite PPA o commercializzazione diretta. L’applicabilità individuale deve essere verificata dall’ufficio di compensazione EEG|KWKG.

Quanto costerà il repowering di un impianto fotovoltaico su tetto industriale nel 2026?

Nel 2026, il repowering chiavi in mano di un impianto fotovoltaico industriale su tetto costerà tra i 600 e i 1.100 euro per kilowatt di picco. Per impianti da 100 a 500 kWp, i prezzi si aggirano in genere tra i 900 e i 1.100 €/kWp; per impianti a partire da 1 MWp si attestano intorno ai 750 €/kWp, mentre per grandi impianti superiori a 10 MWp vanno dai 600 ai 750 €/kWp. Il CAPEX comprende i moduli fotovoltaici, gli inverter, il cablaggio, il sistema di monitoraggio ed eventuali adeguamenti strutturali.

Chi acquisterà impianti industriali ripotenziati in Germania nel 2026?

Quattro gruppi di acquirenti dominano il mercato: fondi specializzati in infrastrutture ed energie rinnovabili come Aquila Capital, CEE Group o HEP Energy; produttori indipendenti di energia (IPP) come Encavis (dal 2024 sotto KKR/Viessmann), ENERPARC, Statkraft Deutschland e Tion Renewables; aziende municipalizzate, comuni e fornitori di energia come EnBW, Pfalzwerke e MVV; nonché family office e investitori diretti tramite piattaforme di mercato e il modello di partecipazione ai ricavi degli inverter di Logic Energy. Le dimensioni minime vanno da 200 kWp a 10 MWp. I rendimenti indicati si basano su valori storici e non costituiscono una garanzia di risultati futuri.

Quali sono i vantaggi fiscali offerti dal repowering?

Nel quadro del repowering, le imprese industriali possono combinare i classici strumenti fiscali: la detrazione per investimenti ai sensi del § 7g dell’EStG, l’ammortamento straordinario ai sensi del § 7g, comma 5, dell’EStG e l’ammortamento decrescente. In questo modo è possibile contabilizzare fiscalmente una parte significativa del CAPEX relativo al repowering già nei primi due anni. L’applicabilità specifica deve essere verificata dal consulente fiscale.

Quando dovrei iniziare il repowering dei miei impianti più vecchi?

Tre fattori determinano il momento giusto. Primo: se il performance ratio del vostro impianto su un periodo di 12 mesi si discosta di oltre 7 punti percentuali dal valore di progetto originario, il repowering è economicamente vantaggioso. Secondo: se la durata residua dell’EEG è ancora di almeno 4 anni, vale la pena ricorrere al meccanismo di mantenimento della tariffa. In terzo luogo: fino a luglio 2027 resterà in vigore il regime EEG classico; da allora entrerà in vigore l’obbligo di CfD per i nuovi impianti a partire da 100 kW. Chi avvia i lavori nel 2026 e li conclude nel 2027 beneficerà dell’ultima generazione del regime EEG classico e dell’attuale multiplo di valutazione.

Cosa succede ai vecchi moduli dopo il repowering?

I moduli solari funzionanti con una potenza di almeno 200 Wattpeak possono essere venduti sul mercato dell’usato: i prezzi variano da 5 a 15 centesimi per Wattpeak a seconda dell’età e delle condizioni. Piattaforme come pvXchange, SecondSol e 2ndlifesolar verificano e commercializzano i moduli usati. I moduli difettosi o non più commerciabili vengono riciclati tramite PV CYCLE o organizzazioni di raccolta equivalenti: il tasso di recupero dei materiali supera il 95% per alluminio, vetro e rame. È obbligatorio fornire certificati di smaltimento conformi alla direttiva RAEE.

Riferimenti bibliografici

Redazione Logic Energy. Aggiornato ad agosto 2026.


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